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Biennale di Parigi, crescono i visitatori ma rallentano gli acquisti

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mercato dell’arte

Biennale di Parigi, crescono i visitatori ma rallentano gli acquisti

Madame Brigitte Macron in visita allo stand di Cahn nel pomeriggio del 10 settembre
Madame Brigitte Macron in visita allo stand di Cahn nel pomeriggio del 10 settembre

La 30ª edizione de La Biennale di Parigi, ormai annuale e puntualmente allestita al Grand Palais, si è chiusa domenica 16 settembre con un risultato ottimo in fatto di frequenze: 53.244 visitatori con una crescita di oltre il 60% rispetto allo scorso anno, con una buona soddisfazione dei 62 espositori. Tra gli ospiti illustri, Madame Brigitte Macron che nel pomeriggio del 10 settembre si è soffermata oltre due ore ad ammirare le opere esposte nei vari stand. Trattative soddisfacenti, “ma la quantificazione die risultati”, come si è espresso il gallerista Jacques Bailly, della galleria parigina Helene Bailly di arte impressionista moderna e contemporanea, “è possibile solo un mese dopo la chiusura, specialmente per le opere di maggior prezzo, che richiedono lunghe trattative”. Da quanto dichiarato sia dall'organizzazione che dagli stessi galleristi, c'è molto riserbo nei risultati, il che fa intuire come le negoziazioni per l'acquisto di opere importanti sono lungi dall'essere concluse. D'altronde si è rilevata una minore presenza di collezionisti stranieri, con sostanziose potenzialità finanziarie, e di curatori di musei internazionali. Pochissime le gallerie italiane, rispetto alle presenze offerte quando La Biennale aveva realmente cadenza biennale.

Presidente de La Biennale è Ary Jan dell'omonima galleria parigina al 32 di avenue Marceau specializzata in dipinti europei alle fine del XIX secolo. Per la 30ª edizione de La Biennale ha presentato circa 25 dipinti di tema “Orientalismo” e “Belle Epoque” con quotazioni fra i 50mila e 1 milione di euro. Il settore è oggi molto ambito ed è possibile acquisire un capolavoro pittorico del periodo ad un prezzo ragionevole, attorno a 200mila euro. Tra queste opere, spiccava un dipinto di un artista italiano Oreste Cortazzo nato a Roma nel 1836, “Il Capolavoro Rivelato”, olio su tela 65 x 89,5 cm, opera considerata un tributo alle arti e al buon gusto, in cui l'eleganza e virtuosismo grafico si combina con l'abbondanza di riferimenti artistici, un tipo di lavoro molto apprezzato dai collezionisti dell'epoca: la scena in cui cinque donne studiano e contemplano opere esposte in una monumentale galleria ha permesso all'artista di dipingere in dettaglio varie opere d'arte ed oggetti. Molte delle opere di Cortazzo appartenevano al suo maestro Léon Bonnat e sono oggi conservate nel Museo Bonnat-Helleu di Bayonne in Francia. Come ha spiegato Ary Jan, “il mercato di queste opere, in particolare orientaliste, è molto dinamico, i lavori di migliore qualità si stanno rarefacendo sul mercato”.

Dipinti del XIX e XX secolo è la specializzazione di Bottegantica di Milano presente al Grand Palais dalla terza edizione. “Bottegantica scopre una sempre più vivace fiera d'arte, dai contorni internazionali - spiega Valerio Rossi, Gallery Manager, - la grande affluenza ha permesso di poter incontrare un ottimo numero di collezionisti e intenditori atti a creare un miglior network di mercato. Abbiamo riscontrato una prevalenza di partecipazione da parte di americani e paesi del nord d'Europa. Ma un vero riscontro di mercato Bottegantica potrà comprenderlo solo fra qualche mese. Le opere proposte variavano da due tempere su carta di Giacomo Balla del 1930, “Motivo per piatto, 1930” 41 x 41cm (prezzo richiesto 40mila euro ciascuno), provenienti da Casa Balla di Elica e Luce Balla, esposti anche per anticipare la prossima mostra culturale dal titolo “Giacomo Balla. Ricostruzione futurista dell'universo – 11 ottobre / 3 dicembre” che avverrà all'interno degli spazi espositivi di via Manzoni 45 a Milano, e il dipinto ad olio “Lettera Mattutina” di Giovanni Boldini del 1884 (prezzo richiesto 900mila euro).

Arti decorative del XX secolo e Design è la specializzazione della galleria milanese Robertaebasta, un tema di grande appeal a Parigi con diverse gallerie e case d'asta specializzate nel settore. Il direttore della galleria, Mattia Martinelli, è soddisfatto per l'interesse dimostrato dalla clientela e per le trattative in corso da parte di un pubblico attento e preparato: “abbiamo venduto diversi manufatti: la scrivania in mogano, litografato, bakelite e ottone di Gio Ponti e Piero Fornasetti disegnata nel 1950 e realizzata nel 1960, e decorata col motivo Coromandel, 90 x 44 x 79,5 cm (richiesti 50mila euro); una lampada da terra di Angelo Lelli Arredoliuce del 1953, con struttura in ottone, base in marmo ed elementi in vetro colorato, diffusori in vetro opalino, diametro 70 cm, alta 220 cm, proposta per 30mila euro; una tavolino da caffè di Duilio Bernabé del 1950-60, Ed. Fontana Arte, piano circolare in vetro dipinto e inciso con motivi astratti, base in ottone inciso, diametro 65 cm”.

Successo per gli importanti reperti di archeologia nello stand della galleria Cahn di Basilea, ammirati anche da Brigitte Macron durante la sua visita al Grand Palais. Gli importanti reperti sono stati venduti: la bellissima scultura greca in marmo “Torso di Afrodite Anadiomene”, raffigurante la dea che sorge dal mare, alta 49 cm, I sec. a. C. – I sec. d.C. proposta per 200mila franchi svizzeri, è stata venduta a un collezionista privato francese; come pure una scultura greca in marmo raffigurante la testa di un uomo, alta 24,5 cm, risalente alla seconda metà del IV sec. a.C. Il collezionista francese che l'ha scelta era la prima volta che acquistava un'opera di arte antica: l'ha ammirata nello stand di Cahn e se ne è innamorato. Era proposta per 95mila franchi svizzeri, in precedenza custodita in una collezione svizzera e in una americana.

Altro settore popolare nella capitale francese è l'antica arte asiatica. Come ha dichiarato Valentina Broccoleri della galleria parigina Jacques Barrere: abbiamo potuto effettuare alcune belle vendite, in particolare con dei clienti della nostra galleria. Sfortunatamente la presenza di clienti stranieri si è ridotta rispetto agli anni precedenti, così come quella dei conservatori museali. Tra gli oggetti venduti figura una bella testa di Buddha tailandese della scuola Sukhothai risalente al XIV secolo, proveniente da un'importante collezione privata francese. È stata acquistata ad una cifra che si aggira intorno ai 100mila euro.

La galleria Ming-K'I Gallery di Wardamme (Belgio), specializzata in arte cinese e precolombiana, ha venduto diverse maschere cinesi e precolombiane con un range di prezzo tra i 10mila e il 15mila euro, come pure due Go-Players (tavola di gioco cinese) vendute con lo stesso range di prezzo. La galleria sta pure trattando su una grossa vendita.

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