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Museo del Prado, campagna di micromecenatismo per l’acquisto di un…

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Museo del Prado, campagna di micromecenatismo per l’acquisto di un ritratto Simon Vouet

Simon Vouet, Ritratto di bambina con colomba, (1620-1622) Olio su tela, 66.5 x 49.5 cm. Collezione privat
Simon Vouet, Ritratto di bambina con colomba, (1620-1622) Olio su tela, 66.5 x 49.5 cm. Collezione privat

Súmate al Prado. Unisciti al Prado! Questo è l'appello che il museo madrileno, che si appresta a celebrare i suoi 200 anni di storia, ha lanciato in questi giorni annunciando sui social e sulla sua pagina web la “primera campaña de micromecenazgo”, la sua prima raccolta fondi “democratica” per l'acquisto di una rara e inedita tela di Simon Vouet (Parigi, 1590 - 1649), un “Ritratto di bambina con colomba” acceso da suggestive luci caravaggesche, attualmente conservato in collezione privata spagnola.
Il Museo del Prado ha raccolto sino ad ora, con la campagna di micromecenatismo che durerà sino al 9 dicembre 2018, quasi 48.985 euro dei 200.000 concordati con i proprietari del dipinto, una famiglia straniera residente in Spagna. Il direttore del museo Miguel Falomir ha voluto creare con questa originale iniziativa di micro-sponsorship un maggiore coinvolgimento della società civile. Tutti, infatti, possono dare il proprio contributo diventando donatori del Prado, si legge sulla pagina web, bastano 5 euro di donazione. Gli importi versati sono detassabili: una volta terminata la campagna, il benefattore riceverà una e-mail con il certificato deducibile dalle tasse relativo alla donazione.
Hanno aderito all'appello già 1.621 benefattori che hanno effettuato la donazione tramite il web site del museo, segno che la scelta di coinvolgere il pubblico facendolo sentire parte dell’istituzione stessa sta funzionando bene. Mancano ancora 151.000 euro, ma il museo conta di arrivare entro dicembre a raccogliere i fondi necessario all'acquisizione della tela.

Un dipinto importante per il Prado. Il “Retrato de niña con paloma” (66,5 x 49,5 cm) è stato dipinto su tela dal grande pittore francese tra il 1620 e il 1622, probabilmente in Italia, durante il suo soggiorno romano dove ebbe modo di studiare da vicino le tele rivoluzionarie di Caravaggio, morto solo pochi anni prima del suo arrivo a Roma, nel 1610. Del periodo romano di Vouet gli studiosi ritengono siano rimasti circa una trentina di dipinti. Nell'urbe Vouet giunse ventiduenne, nel 1612, rimanendoci 15 anni, abbandonando la capitale delle arti nel 1627, ormai all'apice del successo: nel 1624 venne nominato Principe dell'Accademia di San Luca ricevendo incarichi da tutto il paese, producendo una serie di impressionanti ritratti.
Per il Prado si tratta di un acquisto particolarmente importante e significativo. Infatti, il museo spagnolo, possiede già due opere del pittore francese tra cui “L'allegoria del Tempo vinto dalla Speranza e dalla Bellezza”, entrata a far parte delle raccolte nel 1954, dove appare, nella figura femminile della Bellezza, il volto della stessa modella del ritratto in collezione privata.
“Simon Vouet è uno dei più affascinanti artisti nel panorama romano della seconda e terza decade del Seicento” - ha spiegato Andrés Úbeda, direttore aggiunto del museo. “L'allegoria del Tempo vinto dalla Speranza e dalla Bellezza (conservata al Prado, ndr) è una delle opere più celebrate del catalogo di Vouet, un'opera realizzata verso la fine del suo soggiorno romano, nel 1627, e in essa appare una delle figure del Tempo più umiliate di tutta l'arte del XVII secolo, perché il Tempo è vinto da due donne che ridono di fronte alla sua impotenza. Dietro al Tempo appare la figura di una donna nuda che porta in mano una lancia[…]il ritratto di questa donna nuda, il ritratto della Bellezza, somiglia straordinariamente al volto della bambina nel quadro che il Prado cerca di acquisire con questa campagna di micromecenatismo. Si tratta probabilmente della stessa donna, anche se il suo aspetto cambia leggermente, come conseguenza del tempo che è trascorso tra il primo e il secondo dipinto. Nel ritratto il soggetto appare leggermente più giovane, dev'essere un dipinto realizzato attorno al 1620-1622. Quando abbiamo scoperto il ritratto della bambina con la colomba in una collezione privata spagnola siamo stati affascinati dall'idea di legare le due opere, e quindi dall'idea che le due opere possano essere conservate nello stesso museo e diventare patrimonio di tutte le persone che visitano il Prado”.

L’anniversario. Il museo madrileno, che raccoglie circa 8.600 quadri e 700 sculture, intanto si prepara a celebrare i suoi 200 años (1819-2019) dalla sua fondazione, avvenuta il 19 novembre del 1819. Ogni anno il Prado accoglie circa 3 milioni di visitatori (nel 2017 sono stati 2,8 milioni). Ripercorrerà la lunga e affascinante storia del museo una mostra speciale che aprirà l'11 novembre dal titolo “Museo del Prado 1819-2019. Un lugar de memoria”. Un fitto calendario di retrospettive e mostre tematiche mozzafiato, invece, scandiranno la celebrazione del bicentenario. Tra le più importanti in programma: “Velázquez and the Golden Age”, “Fra Angelico and the Rise of the Florentine Renaissance”, “Velázquez, Rembrandt, Vermeer. Miradas afines en España y Holanda” e “Sofonisba Anguissola y Lavinia Fontana. Dos modelos de mujeres artistas”. Sicuramente varrà una visita.

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