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La seconda Art Berlin soddisfa per la qualità ma non per le vendite

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mercato dell’arte

La seconda Art Berlin soddisfa per la qualità ma non per le vendite

Si è tenuta lo scorso fine settimana a Berlino (27-30 settembre) la seconda edizione di Art Berlin, la fiera nata dalla collaborazione tra la fieraAbc Art Berlin Contemporarydi Berlino e Art Colognedi Colonia, quest'anno per la prima volta in una nuova ubicazione, l'ex aeroporto di Tempelhof, famoso per il ponte aereo durante la guerra fredda e da qualche anno trasformato in un parco gigantesco in mezzo alla città. Il cambio di location è stato apprezzato sia dal pubblico (35mila visitatori, 2.000 in più dei 33mila dichiarati l'anno scorso) sia dai galleristi, 121 da 21 paesi. Pareri concordanti sulla qualità della proposta, sempre elevata, ma in molti hanno riscontrato un pubblico prevalentemente tedesco e ancora difficoltà nelle vendite.
“La fiera non è stata adrenalinica riguardo alle vendite” ha dichiarato Rolando Anselmi, gallerista italiano con una galleria a Berlino dal 2012 e una seconda sede a Roma dal 2016. “È migliorata nella nuova sede e nel nuovo layout, ma la partecipazione di gallerie straniere è troppo limitata per crearne un'attrattiva realmente internazionale. Sfortunato anche l'accavallamento con altre fiere nella stessa settimana, Vienna e Chicago”. Il progetto espositivo della galleria italo-tedesca includeva tre artisti: l'argentino Santiago Taccetti, classe 1974 (price range 6-12mila euro), il cinese Li Gang, classe 1986 (price range 6-30mila euro) e l'italiano Arcangelo Sassolino, classe 1967 (price range 25-70mila euro).

“Il livello della fiera era paragonabile a quello delle ultime edizioni, anche se quest'anno si sono affacciate più gallerie giovani da fuori” ha dichiarato il gallerista di Berlino Daniel Marzona. “In generale sono rimasto soddisfatto della fiera, anche se le vendite sarebbero potute andare meglio”. La galleria ha dedicato lo stand alla francese Elodie Seguin, classe 1984, con al centro una grande installazione a parete intitolata “Home Coming” (prezzi tra 3.000 e 10.000 euro). In occasione della fiera la galleria ha ricevuto il premio dell'Associazione dei commercianti e degli industriali di Berlino VBKI, dotato di 10.000 euro.
La maggior parte delle vendite riportate si sono attestate sotto i 50.000 euro. Sprüth Magers ha riferito a The Art Newspaper la vendita di tre opere di Thea Djordjadze tra cui una scultura a 46.000 euro e un dipinto a 32.000 euro, mentreEigen+Art ha venduto un'opera di Carsten Nicolai a 25.000 euro, a dimostrazione del fatto che anche le gallerie berlinesi più importanti concludono i loro affari a sei cifre alle fiere internazionali come Art Basel, mentre in casa le vendite si attestano nella fascia medio-bassa. È anche vero che uno stand da circa 20 mq costava sui 5.300 euro e uno nella nuova sezione “Special Projects” appena 3.600 euro, per cui le gallerie potevano spingersi su progetti più rischiosi e sperimentali. Mancano ancora all'appello le grandi gallerie internazionali, ma Berlino, e così la sua fiera, è un luogo di ricerca più che di mercato.
Un'altra novità ben accolta è stata la sezione “Salon”, una mostra di 50 opere su 100 mq curata dallo svizzero Tenzing Barshee (in Italia ha partecipato alla residenza per curatori stranieri dellaFondazione Sandretto Re Rebaudengodi Torino), una reminiscenza del format originario della fiera abc contemporary, a metà tra mostra ed evento commerciale. Qui la partecipazione per le 40 gallerie invitate costava solo 500 euro ad artista. “È un formato innovativo” cosìNorma Mangione di Torino, che ha partecipato insieme ad altre gallerie italiane, “che dà la possibilità alle gallerie di partecipare a una fiera in più, senza una spesa altissima, a mio parere molto interessante in questo calendario sempre più fitto di fiere, la cui partecipazione rappresenta un rischio specialmente per le gallerie più giovani o piccole”. La galleria torinese ha presentato un olio su carta intelata di Salvo del 1987, con risultati soddisfacenti.
Un'altra galleria italiana coinvolta nel nuovo format era Acappella di Napoli (dove Barshee ha già curato una mostra nel 2017), che ha partecipato con l'opera di Hella Gerlach, classe 1977, “Gesellen VIII + IX” 2018 (prezzo 7.000 euro). “La fiera è stata molto soddisfacente” ha dichiarato il gallerista Corrado Folinea. “Non abbiamo avuto conferme di vendite dirette durante la fiera, ma siamo molto fiduciosi in possibili interessanti riscontri nei giorni a venire. E inoltre abbiamo avuto la conferma che ad seguito della partecipazione ad Art Berlin il lavoro della nostra artista Hella Gerlach è stato selezionato per la prossima mostra di ottobre presso laKunstverein Jesteburg. Art Berlin è una fiera di grande qualità e siamo molto contenti di aver partecipato”.
La fiera è stata l'evento centrale della Berlin Art Week, una settimana dell'arte giunta alla settima edizione che ha attratto 120.000 visitatori, 20.000 in più rispetto a quelli che gli organizzatori si aspettavano. Oltre alla fiera Art Berlin e alla fiera parallela Positions, anch'essa all'interno dell'ex aeroporto e dedicata all'arte accessibile, il programma comprendeva mostre in 15 musei, 11 collezioni private, 20 project rooms, oltre alle tante gallerie della città. Addirittura la giovane galleria di ZurigoRoehrs & Boetsch ha proposto per la settimana una mostra a domicilio consegnata da un rider - specchio dei nostri tempi - con 13 artisti internazionali e curata da Sebastian Schmieg: la “delivery.gallery”, per due ore a casa tua a soli 15 euro.

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