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Expo Chicago, la fiera impegnata che fa concorrenza a New York

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Expo Chicago, la fiera impegnata che fa concorrenza a New York

La settima edizione diExpo Chicago, in scena dal 27 al 30 settembre all'iconico Navy Pier di Chicago, un molo lungo quasi un kilometro sul lago Michigan, è stata la più internazionale, con un parterre di 135 gallerie d'arte provenienti da 63 città diverse del mondo e oltre 38mila visitatori. Tra i partecipanti più entusiasti c'erano naturalmente le gallerie di Chicago, da Rhona Hoffmana Kavi Gupta, daRichard Gray – che ha da poco inaugurato una nuova sede, Richard Gray Warehouse, nel distretto artistico di West Town – aMonique Meloche. Tra le new entries, invece, c'erano tra gli altri Gavin Brown's enterprise, Martos Gallery eYares Art – che si aggiungono alla lunga lista di gallerie newyorkesi partecipanti.

La fiera, infatti, ha un posizionamento speciale nel panorama americano. Come notato da Jorg Grimm, proprietario dell'omonima galleria: “EXPO Chicago ha la capacità unica di mettere in relazione la scena internazionale con i musei e i collezionisti del mid-west”. Non solo, la fiera si sviluppa in forte dialogo con le istituzioni di Chicago, tra le più orientate – anche storicamente – a dare una piattaforma all'arte impegnata, politica e sociale. Un aspetto che si riflette nel programma In/Situ, curato quest'anno da Pablo Leónla Barra del Guggenheim di New York, con opere fuori scala di artisti come Postcommodity, Oscar Murillo e Judy Chicago disperse nello spazio fieristico.
Ma anche in Dialogues, il programma di conferenze coordinato da Stephanie Cristello in partnership con School of the Art Institute of Chicago (SAIC), a cui quest'anno si è aggiunta la celebre maratona di Hans Ulrich Obrist, “Creative Chicago: An Interview Marathon”, la prima a Chicago, gratuita per l'occasione. L'evento si è tenuto il 29 settembre nella ballroom, con uno stage disegnato dall'artista Barbara Kasten, tra i punti di riferimento della scena artistica di Chicago insieme a Theaster Gates e Kerry James Marshall.

Il mercato. La galleriaLuis De Jesus di Los Angeles ha presentato e venduto opere pittoriche di due artisti afroamericani, Peter Williams e Caitlin Cherry, a 4-20mila dollari. Lo stand era, in un certo senso, una première. Infatti, Peter Williams - tra gli artisti della 2017 Prospect New Orleans Biennial - inaugurerà la sua prima personale in galleria il prossimo 20 ottobre, mentre Caitlin Cherry – di cui un'opera è stata acquisita da un trustee delloStudio Museum in Harlem – è in calendario per gennaio 2019. Galerie Perrotin di Parigi ha proposto una collettiva degli artisti della galleria da presentare a collezionisti e musei di Chicago, a prezzi tra 50-80mila dollari, e ha venduto un'opera video dell'artista americano Paul Pfeiffer a una prestigiosa collezione locale. Grimm e Borzo, entrambe le gallerie di Amsterdam, hanno diviso lo stand e venduto un'installazione fotografica sospesa di Ger van Elk a 50mila dollari. Mariane Ibrahim ha dedicato lo stand a sculture e dipinti mixed media dell'artista Clotilde Jimenez. Le opere, a prezzi tra 5.500 a 16.500 dollari, hanno registrato sold out e c'è una lista d'attesa per le future produzioni dell'artista. Paul Kasmindi New York, che vede la fiera come il primo vero appuntamento della stagione autunnale, ha puntato invece su una collettiva degli artisti rappresentati dalla galleria, da Elliott Puckette a Naama Tsabar, e venduto opere con una forbice ampia, tra 18.000 e 650.000 dollari. Corbett vs. Dempsey, che aveva due artisti nei programmi collaterali - Cauleen Smith e Brian Calvin – ha rilevato un'ottima partecipazione, e venduto a 7-80.000 dollari opere singole di artisti Keiichi Tanaami e Joyce Pensato.

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