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L'arte contemporanea inglese domina l'asta di Sotheby's

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mercato dell’arte

L'arte contemporanea inglese domina l'asta di Sotheby's

L'asta serale londinese del 5 ottobre daSotheby's ha riportato un ricavo di quasi 70 milioni di sterline, verso la stima alta di 73,5 milioni dopo l'aggiunta delle commissioni, con solo otto lotti invenduti dei 65 proposti, pari all'81% di venduto.

La vendita era divisa in due cataloghi; il primo di 25 lotti provenienti dalla collezione di David Teiger e messi in vendita a beneficio della sua Fondazione per l'arte, ha portato quasi 36 milioni di £, seguito da un catalogo generale di 40 lotti che ha sfiorato 34 milioni di realizzo.

Tutti i lotti della collezione sono andati venduti, grazie anche alla riapertura del lotto 13, un ritratto di Currin inizialmente andato invenduto e poi battuto a fine asta per una frazione della sua stima, nella totale confusione determinata da un ‘incidente' occorso alla tela Girl With Balloond di Banksy che ha movimentato la chiusura dell'asta.

Il catalogo generale proponeva un nucleo di lavori di Baselitz e artisti tedeschi, tutti aggiudicati entro o oltre le aspettative, e una decina di lavori d'arte italiana del dopoguerra; il realizzo più importante del secondo catalogo è dovuto ad una grande tela di Adrian Ghenie del 2010 ‘Boogeyman', contesa fino a 4,8 milioni da una stima di 2-3 milioni di £.

La collezione Teiger: record per Jenny Saville

La raccolta presentava essenzialmente lavori di artisti contemporanei inglesi, con una decisa preferenza per la pittura.
Il risultato più eclatante è sicuramente il record per una gigantesca tela di Jenny Saville, in qualche modo l'erede di Lucian Freud per il suo stile di rappresentazione della carnalità della figura umana, spesso ritratta in modo impietoso e anti-estetico come nel caso di ‘Propped' del 1992, lavoro che la fece conoscere anche al grande pubblico durante l'esibizione “Sensation' alla Royal Academy nel 1997.

Una lunga contesa ai telefoni ha portato il quadro, stimato 3-4 milioni di £, al prezzo finale di 9,5 milioni di £ con le commissioni.

Solo Peter Doig ha superato questo valore ma con due tele aventi lo stesso oggetto, ‘Buffalo Station I & II', che ottengono 12,1 milioni di £; vendute rispettivamente a 7,6 e 4,5 milioni, una bella differenza per due dipinti sostanzialmente identici per data, dimensione, tecnica e soggetto.

Il secondo lavoro è finito con ogni probabilità al garante di parte terza che assicurava il dipinto, mentre il primo è stato conteso fino a superare la stima bassa, che per entrambi era di 6-8 milioni di £.

La collezione nella sua interezza era garantita dalla casa d'aste, la quale però ha trasferito il rischio di ben 18 lotti su 25, praticamente tutti quelli di maggior valore, a parti terze che hanno ricevuto un compenso per il servizio.

In questo caso solo due lotti potrebbero essere finiti ai garanti, in assenza di altri compratori: il secondo dipinto di Doig di cui sopra e forse una composizione gialla di Mark Grotjahn stimata 3-4 milioni e aggiudicata a 3,7 con le commissioni; la maggior parte delle garanzie si sono quindi rivelate inutili.

La componente italiana. Per la prima volta dopo venti anni Sotheby's ha rinunciato a proporre un catalogo separato per l'arte italiana del dopoguerra, sostenendo che non ve ne sia più il bisogno poiché essa è oramai pienamente integrata nel mercato internazionale, almeno per quanto riguarda gli attori di punta.

Al di la di due artisti contemporanei come Cattelan (presente con un MiniMe aggiudicato oltre le stime) e Stingel (un lotto invenduto), che da sempre sono presenti nelle aste internazionali, il catalogo generale proponeva dieci lotti di artisti italiani del dopoguerra. Tre dei dieci lotti non hanno trovato compratori, fra cui un ‘taglio' rosso di Fontana stimato 2,4-3 milioni di £, mentre un altro ‘Concetto Spaziale' bianco con ben 10 tagli con la stessa stima passa di mano a 2,9 milioni con le commissioni.
Un raro lavoro di Fontana di grandi dimensioni e toni cupi del 1958, una ‘Forma' in anilina su tela, è stato, invece, lungamente conteso anche da galleristi italiani per finire a raddoppiare la stima di 650-850mila £.

Complessivamente i dieci lotti portavano una stima di 9,3-12,1 milioni di £, e hanno realizzato 6,3 milioni a cui si sono aggiunte le commissioni per un totale di 7,5 milioni, sotto quindi le aspettative, nonostante un lavoro di Manzoni e uno di Boetti fossero garantiti da parte terza, probabilmente risultata vincente nel caso del Boetti ‘Omonimo' aggiudicato alla stima bassa di 1 milione.

Sotheby's continuerà a proporre due aste d'arte italiana del dopoguerra a Milano a novembre e maggio.
In generale il mercato dell'arte italiana del dopoguerra conferma prezzi piuttosto elevati, ma anche una certa fatica per l'offerta di ‘tagli' di Fontana, che risultano talora prezzati ben al di là delle legittime aspirazioni dei venditori, finendo cosi invenduti.

L'asta pomeridiana da Philips e le altre vendite. L'asta serale da Sotheby's è stata preceduta da un catalogo pomeridiano proposto da Phillips, con 32 lotti venduti dei 36 proposti, per un ricavo di 20,2 milioni di £.

A guidare l'asta un lavoro del 1973 di Joan Mitchell che ha superato le stime a 3,1 milioni di £, seguito da un lavoro di Christopher Wool del 1997 aggiudicato a 2,5 milioni, entro la stima di 2-3 milioni, mentre una composizione di Richter del 1983 raffigurante un paio di mani, ha ottenuto la stima bassa di 2 milioni.

L'asta giornaliera di Phillips ha riportato altri 11,5 milioni di £, mentre quella di Christie's tutte tenutesi la mattina del 5 ottobre, ha riportato 20,2 milioni, lo stesso ricavo della serale di Phillips. Si chiude cosi il mercato delle aste legato alla settimana dell'arte a Londra, mentre le fiere in corso, Frieze London, Frieze Master, PAD, 1:54, Sunday, Moniker chiuderanno i battenti nel fine settimana.

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