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Mostre d’arte itineranti ad alto potenziale

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Mostre d’arte itineranti ad alto potenziale

La mostra di Toulouse Lautrec a Palazzo Chiablese a Torino dal 22 ottobre 2016 al 5 marzo 2017, Courtesy Pan Art Connections
La mostra di Toulouse Lautrec a Palazzo Chiablese a Torino dal 22 ottobre 2016 al 5 marzo 2017, Courtesy Pan Art Connections

Curatori di mostre al lavoro! C'è un ambito, infatti, ancora tutto da potenziare nei musei, ed è quello della produzione di mostre d'arte da far girare. È quanto emerge dal primo report globale di Vastari, una piattaforma inglese che facilita il contatto tra curatori e collezionisti per l'organizzazione di mostre e il reperimento di opere d'arte e agevola la circuitazione di mostre tra le istituzioni.
Secondo il rapporto, redatto sulla base dei dati forniti da 500 musei di cui 311 d'arte e 189 di scienze, il 65% dei musei ospita mostre itineranti, ma la domanda di esposizioni continua a superare l'offerta in varie aree tematiche.

“Sul sito di Vastari” spiega Francesca Polo, una delle co-fondatrici della piattaforma, “ce ne sono 300, eppure la domanda è superiore”. Questo vale, soprattutto, per le mostre d'arte, più che di quelle di cultura e società, per le quali, invece, l'offerta supera la domanda. Tra le mostre d'arte, le più richieste sono quelle di dipinti o di opere su carta, quindi più tradizionali. Anche i musei scientifici sono propensi ad accogliere mostre d'arte, molto più del contrario. Ma c'è anche un trend in crescita di mostre interdisciplinari, per cui in futuro potrà aumentare anche l'interesse dei musei d'arte nei confronti delle mostre di tema scientifico. Vale la pena, quindi, sia come privato che come museo pubblico, investire nella produzione di mostre itineranti.

Quelle prodotte in Nord America, infatti, hanno molto successo nel trovare luoghi che le ospitino. Data l'alta percentuale di potenziali istituzioni ospitanti nordamericane, i produttori europei potrebbero esplorare le opportunità internazionali in modo più proattivo per trarre vantaggio da questa tendenza.

Attenzione ai costi. Dal report è emerso che c'è bisogno di maggiore consapevolezza della relazione tra contenuti e scelte espositive e aspetti economici e finanziari, un coordinamento che potrebbe essere foriero di successi. “Le mostre a più alto gradimento - spiega Francesca Polo - sono quelle più solide dal punto di vista dei finanziamenti, ma ancora non c'è molta consapevolezza all'interno dei musei tra chi sceglie con chi collaborare e quali contenuti importare e chi si occupa dell'aspetto economico. I musei sono molto più preoccupati del costo di un'esposizione che dei problemi logistici che hanno un impatto su questo costo, come la dimensione della mostra e il livello di sicurezza necessario. Una maggiore consapevolezza del legame tra i fattori curatoriali, finanziari e operativi potrebbe aiutare le istituzioni a essere più strategiche nella pianificazione della mostra”.

I costi. “La maggior parte delle mostre in circolazione ha un costo di più di 100.000 dollari - prosegue Francesca Polo -, mentre mancano dati riguardo ai costi di produzione delle mostre perché spesso si tratta di costi legati al lavoro del personale interno che investe il proprio tempo nella creazione delle mostre, quindi difficile da quantificare. La maggior parte dei musei ha budget limitati destinati ad ospitare mostre: tra le istituzioni intervistate, in un periodo di tre mesi il budget medio complessivo per ospitare mostre è di 58.000 $ fino ad un massimo di 116.000 $. Per ciascuna mostra la maggior parte delle istituzioni ospitanti hanno un budget medio inferiore a 50.000 $. Ciò indica la necessità di flessibilità finanziaria e nuovi modelli di business durante la collaborazione. Quando si esaminano modelli alternativi di collaborazione, solitamente la condivisione dei costi e dei rischi sin dall'inizio viene favorita rispetto alla condivisione delle entrate, il che significa che la maggior parte dei musei ha un atteggiamento piuttosto avverso al rischio quando prende decisioni finanziarie”.
Ma quali sono i vantaggi di ospitare una mostra itinerante? “Secondo la nostra indagine, la maggior parte degli intervistati risponde: accresce il profilo del museo e la sua notorietà ospitare una mostra da un museo di più alto profilo che possa al tempo stesso attrarre nuovi e un maggior numero di visitatori -conferma Polo. “Secondo noi i vantaggi sono molteplici: dal punto di vista economico la partnership con museo di alto profilo significa più affluenza e quindi più profitto, oltre al fatto che tramite la circuitazione si mette a disposizione dei visitatori un patrimonio che altrimenti non potrebbero andare a visitare di persona, superando i confini geografici”.
Il report è accessibile sulla piattaforma di Vastari a pagamento per i privati, oppure per i musei in cambio della partecipazione al questionario. Lo studio sarà regolarmente aggiornato con nuovi dati e nuove sezioni. “Vogliamo pubblicare un focus su Italia, Stati Uniti e Gran Bretagna perché sono stati i paesi più attivi nel rispondere - anticipa Francesca Polo - “e poi prevediamo anche un supplemento sull'uso dei social media, sugli aspetti economici legati alla produzione delle mostre e uno speciale sulla Cina, per cui siamo già in fase di raccolta dati”.

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