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Abraaj Group (private equity): in asta la collezione

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arte e finanza

Abraaj Group (private equity): in asta la collezione

La collezione d'arte del private equity Abraaj Group, in seguito alla messa in liquidazione, andrà all'asta. All'inizio dell'anno Abraaj, fondata nel 2002 dal pakistano Arif Naqvi e 14 miliardi di dollari in gestione, è stata messa in liquidazione e obbligata a rimborsare un debito di 1 miliardo di dollari. La collezione sarà battuta a Londra da Bonhams il prossimo 24 ottobre nelle aste Modern and Contemporary South Asian Art and Art of Pakistan e Modern and Contemporary Middle Eastern Art e a novembre in un'asta online.

La storia. La collezione Abraaj, raccolta nei primi anni 2000, è famosa per la sua profondità e qualità e unisce l'arte araba, iraniana e asiatica del sud con l'arte tradizionale islamica e indiana. Molte opere sono state prestate per mostre, retrospettive e sono riportate in diverse monografie e pubblicazioni. Saranno offerte con una stima pari a 50.000 sterline o inferiore e vendute senza riserva. “Le opere sono state valutate per la vendita, in quanto si tratta di una liquidazione”, afferma Nima Sagharchi, direttore della divisione Middle East, Islamic and South Asian Art per Bonhams “è una collezione incredibile, non è facile ottenere opere con questa qualità”.

La stima totale è compresa tra 2,5 milioni e 3,5 milioni di sterline e per alcuni dealer di arte mediorientale moderna e contemporanea il prezzo è troppo basso. Tuttavia, secondo la casa d'asta le stime non sono molto diverse rispetto a quelle di dieci anni fa, ma all'epoca i risultati di aggiudicazione riflettevano “mercati decisamente caldi” del periodo 2007-2008 quando i prezzi erano a livelli elevati.
Diversa la storia di alcune opere che saranno battute nell'asta Modern and Contemporary South Asian Art and Art of Pakistan. Ecco un esempio l'opera Manjit Bawa (lotto 26) “Untitled”, acquistata negli anni '90 per 7.000 sterline ora è stimata in 180.000 e 250.000 sterline.

Secondo quanto riportato da The Art Newspaper: “La collezione è di alta qualità e tra i lotti sono presenti alcuni grandi lavori come le opere di Ahmed Mustafa e Parviz Tanavoli che sono stati acquistati in gran parte in asta, nel periodo 2007-2008, quando i prezzi erano a livelli elevati.

L’offerta. Ecco alcune opere dell'asta Modern and Contemporary South Asian Art and Art of Pakistan: “Untitled” (Metascape) di Akbar Padamsee (India, 1928), stima 150.000-250.000 sterline. Padamsee iniziò a dipingere le sue metamorfosi negli anni '70. Questo lavoro riassume l'attenzione dell’artista verso i colori e la sua profonda comprensione dell'impatto emotivo dei colori. “Untitled” di Manjit Bawa (India, 1941-2008) stima 180.000-250.000 sterline, Le sue opere sono prive di paesaggi o altri dettagli superflui che richiamano lo stile della pittura in miniatura di Rajput e Pahari. La convivenza tra uomo e animali è una rappresentazione ricorrente nei suoi dipinti, qui esemplificata da una donna seduta in abiti tradizionali punjabi circondati da cani.

“Beej” di Syed Haider Raza (India, 1922-2016), stima 120.000-150.000 sterline, membro fondatore del Progressive Artists Group formato a Bombay. Una delle opere più significative della serie Bindu di Raza, Beej incorpora tutti gli elementi geometrici ed estetici che definiscono il suo passaggio dal paesaggio espressionistico all'astrazione geometrica.

Tra le opere offerte nell'asta Modern and Contemporary Middle Eastern, “He is Merciful” di Mohammad Ehsai (Iran, 1939), stima 50.000-100.000 sterline, è uno dei calligrafi più importanti dell'Iran del secolo scorso. “Poet and the Bird” di Parviz Tanavoli (Iran, nato nel 1937), stima 50.000-100.000 sterline, è una scultura in bronzo unica e monumentale e fa ampio uso delle comuni metafore letterarie della poesia persiana tradizionale e si ispira all'immagine religiosa del paesaggio urbano iraniano.

“Celebrations” di Paul Guiragossian (Libano, 1926-1993), stima 40.000-60.000 sterline, fu eseguita nel 1990 verso la fine della guerra civile libanese iniziata nel 1975. Nelle parole dello stesso artista, “Alcuni non erano in grado di produrre arte durante la guerra, ma dipingevo senza sosta. La mia guerra era la mia pittura, la mia vendetta erano i miei colori, e la mia più grande vendetta era sempre l'amore, la bellezza e la natura anche nei momenti più bui. “

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