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Cresce la qualità di Art Verona

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mercato dell’arte

Cresce la qualità di Art Verona

La 14ª edizione diArtVerona, organizzata da Veronafiere e svoltasi dal 12 al 15 ottobre, si è chiusa con un'affluenza di 23mila visitatori, confermando il dato dello scorso anno. Erano 150 gli espositori tra moderno e contemporaneo, 14 gli spazi indipendenti, 18 le realtà editoriali: così ArtVerona cresce e potrebbe crescere ulteriormente se non fosse penalizzata dal calendario delle fiere. Rimane, infatti, schiacciata tra due manifestazioni internazionali come Frieze e Fiac e una domestica come Artissima, che attraggono alcune delle gallerie italiane che potrebbero essere interessate a partecipare alla fiera veronese.

L’offerta. Sia tra i collezionisti che tra le gallerie la risposta sulle proposte trovate in fiera è stata positiva. Per il collezionista veronese Giorgio Fasol, sentito da ArtEconomy24, l'edizione di quest'anno ha segnato un ulteriore passo avanti nel panorama delle manifestazioni italiane, con un significativo aumento della qualità delle opere esposte. Della stessa opinione Mauro De Iorio, che nei giorni di ArtVerona ha inaugurato uno spazio per la sua collezione d'arte ultra-contemporanea a Trento e ha in programma anche l'apertura di uno spazio a Verona nei prossimi anni. Se è vero che non erano presenti collezionisti internazionali, c'è però da dire che i numerosi collezionisti italiani presenti come Fabio Agovino e la coppia Oliviero Falconi e Simona Leidi hanno comprato (si veda la gallery fotografica a cura di Nicola Zanella). “La percentuale del budget della fiera destinata all'accoglienza e dei Vip e al programma a loro destinato dentro e fuori è in costante aumento e rappresenta una delle voci di costo principali della nostra attività” ha dichiarato ad ArtEconomy24 Elena Amadini, direttrice area commerciale. “Cinque anni fa ospitavamo 200 coppie di collezionisti, oggi siamo a 500”.

L'offerta in fiera. Certamente il profilo della fiera è marcatamente italiano. “Veniamo dalle ultime edizioni di successo - ha commentato Elena Amadini - che ci spingono a continuare a lavorare sulla qualità delle gallerie partecipanti, con un focus forte sull'arte italiana che si apre sempre di più al contesto internazionale, promuovendo le nuove generazioni accanto agli artisti più consolidati, investendo sull'area più sperimentale della manifestazione senza perdere di vista l'identità di ArtVerona che, accanto alle proposte di ricerca, offre al pubblico anche una proposta storicizzata qualificata”.
La controprova della crescita della fiera è l'adesione di alcune gallerie influenti del panorama italiano, come T293 o Monica De Cardenas. “Partecipo tutti gli anni perché è la fiera del mio territorio” ha detto Giorgia Lucchi della galleria trentina Boccanera, “e noto che ogni anno la qualità migliora, infatti incontro le gallerie che poi ritrovo da Artissima a Torino”. La galleria mostrava un'ampia selezione di artisti della scuderia tra cui vari italiani come Andrea Fontanati, di soli 22 anni, Dido Fontana e Linda Carrara, e ha registrato vendite. I prezzi andavano da mille a 15mila euro.
Conferma la crescita Michela Rizzo di Venezia, che pure frequenta la fiera da qualche anno, tuttavia ha notato anche una flessione di pubblico. In stand presentava sia maestri come Saverio Rampin, del quale intende rivalutare la produzione degli anni ’60-70 (prezzi 4-13mila euro), ancora sottovalutata rispetto allo Spazialismo degli anni ’50, sia giovani artisti come Matthew Attard, di cui Romano e Maria Piazza hanno acquistato una scultura in fil di ferro che gioca con la percezione dell'osservatore (prezzi 2-7mila euro).

Back to Italy. Una sezione ben riuscita è stata Grand Tour, che ha richiamato a casa galleristi italiani che hanno aperto gallerie all'estero come Madragoa (Lisbona), Ermes-Ermes (Vienna), Monitor (Roma e Lisbona) all'interno di uno spazio ben disegnato. “Siamo soddisfatti” ha detto Matteo Consonni, fondatore di Madragoa, “anche a livello di vendite è andata bene in una fascia di prezzo contenuta. Il pubblico è solo italiano ma abbiamo incontrato collezionisti nuovi. La fiera ha un suo perché, legato all'identità italiana, ma bisogna stare attenti alle cadute di stile”. In stand mostrava fotografie dell'artista e “sangoma” sudafricana Buhlebezwe Siwani, classe 1987, una sorta di sciamano che mescola rituale e performance (prezzi 2.600 + Iva), e sculture in vetro di Belén Uriel che giocano sul rapporto tra sostegno e fragilità (prezzi 7.500 + Iva).
Molto ben riuscito anche lo stand di Monitor, che ha realizzato una sorta di ambiente domestico con sculture ispirate al modernismo del veronese Tomaso De Luca, classe 1988, in dialogo con dipinti di Matteo Fato, classe 1979, alla prima collaborazione con la galleria, tra cui un ritratto di Robert Cornelius (1809 - 1893), pioniere della fotografia e autore di un famoso “selfie ante litteram”.

I premi. ICONA è andato all'opera di Margherita Moscardini “Unknown (1942 – 2015)”, presentata dalla galleria Ex Elettrofonica di Roma. I prezzi delle sue opere esposte nello stand presentavano un range compreso tra 2.000 e 5.000 euro, ma l'artista realizza anche installazioni che raggiungono 20.000 euro e oltre. L'opera che ha vinto il premio fa parte di una serie di acquerelli realizzati nel 2015 che fa capo al progetto “Unknown”: una ricognizione di immagini, espresse attraverso vari media, che ha come soggetto i circa 15.000 Bunker posti dai tedeschi del Terzo Reich a protezione della “Fortezza Europa” sulla linea Atlantica. Entrerà a far parte della collezione di Galleria d'Arte Moderna Palazzo della Ragione museo AMACI – Associazione Musei d'Arte Contemporanea Italiani e diventerà̀ l'immagine della campagna di comunicazione di ArtVerona del prossimo anno.
Serena Vestrucci (Galleria Fuoricampo, Siena), Daniele Franzella (Rizzuto Gallery, Palermo) e Irene Fenara (UNA, Piacenza) hanno vinto la prima edizione del Premio “A disposizione”, il nuovo fondo di acquisizione di Veronafiere per l'arte.
Il Sustainable Art Prize, promosso dall'Università Ca' Foscari, dedicato allo sviluppo sostenibile è andato a Paolo Ciregia, che lavora con la Galleria L'Elefante (prezzi 2-6mila euro) e realizzerà̀ un'esposizione/installazione presso gli spazi dell'Università̀ Ca' Foscari Venezia attraverso il budget messo a disposizione dall'Università del valore di 5mila euro.
L'opera fotografica dell'artista Naohiro Utagawa (galleria T293 di Roma, prezzi 2mila euro per ciascuna fotografia in ed. di 3) ha vinto la prima edizione del Premio WiDiCollect, promosso da Banca Widiba, che esporrà l'opera in una delle sue sedi.
Ha collaborato Nicola Zanella

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