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Paris Internationale conquista i collezionisti

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Paris Internationale conquista i collezionisti

Galleria Fons Welters, artista Will McCarthy
Galleria Fons Welters, artista Will McCarthy

Negli stessi giorni in cui al Gran Palais andava in scena Fiac, si è svolta a Parigi anche la quarta edizione di Paris Internationale, la fiera collaterale dedicata alla ricerca e alla sperimentazione: 42 le gallerie partecipanti, un netto calo voluto rispetto agli anni precedenti. . I visitatori, nei sei giorni di apertura, sono stati circa 11.000. La fiera parigina punta ad unire un'identità sperimentale ad una cornice decisamente borghese, la sede quest'anno è un intero palazzo del XIX secolo affacciato sul Parc Monceau, una delle aree immobiliari più care ed ambite della città. Le 42 gallerie suddivise sui 4 piani del palazzo hanno puntato, soprattutto, su opere di piccolo formato, sia scultoree che bidimensionali, con una cifra stilistica condivisa e senza dubbio paragonabile a quella di Liste a Basilea ma con un aurea più laccata e meglio fruibile a livello di spaziale della fiera svizzera.
Il co-direttore, Clément Delépine si dice molto contento delle migliorie della fiera, contento di aver avvicinato la sede alla Fiac rispetto all'edizione 2017, per rendere più fluido il passaggio dei collezionisti da una fiera all'altra.
A livello economico Delépine esprime soddisfazione per la nuova partnership con Gucci, che copre il budget per circa il 25% rendendo così possibile la riduzione degli espositori, potendo creare così una vera e propria fiera-Boutique, in cui ad ogni espositore viene assicurata un'interazione massima col pubblico presente. La partnership tra la fiera e la casa di moda è funzionale si dal punto di vista economico, ma anche simbolico, il gruppo Gucci, fa capo a François-Henri Pinault, uno dei più importanti, cà va sans dire, collezionisti mondiali.
La vera innovazione della fiera parigina sta però nell'aver aperto le sue porte ad una galleria affermata comeIsabella Bortolozzi, presenza fissa a Fiac fino all'anno scorso, che quest'anno ha optato per Paris Internationale, proponendo un solo show del duo belga Jos de Gruyter & Harald Thys. Il costo dello stand va dai 4.500 ai 7.500 euro permettendo alle gallerie possibilità di sperimentazione non paragonabili ad una fiera con costi fissi anche 10 volte superiori. Paris Internationale slega in questo modo il concetto di ricerca dalla retorica generazionale; altra galleria storica presente, sul mercato da quasi 30 anni, è l'olandese Fons Welters, il cui direttore Nick Terra si dice molto soddisfatto della qualità dei contatti e della struttura della fiera che permette interazioni più approfondite coi collezionisti, la galleria di Amsterdam già all'inaugurazione ha venduto una scultura di Will McCarthy ad un collezionista olandese, artista emergente che non avrebbe avuto senso esporre in fiere infinitamente più care visto i prezzi contenuti a cui viene proposto.
Le gallerie presenti si dicono soddisfatte soprattutto per il networking di altissima qualità di cui hanno potuto usufruire e, in molti casi, ottime anche le vendite come ad esempio per una galleria di ricerca come la londinese Union Pacific, che nei primi due giorni di fiera ha fatto sold out dei disegni di Anne Oak in vendita dai 1.500 alle 4000 sterline con formati di piccole dimensioni.
Molta attenzione in fiera per lo stand di Emalin che proponeva un dialogo tra le fotografie, trovate su internet secondo un criterio di ricerca insolito, di Megan Plunkett e le sculture dell'artista russo Evgeny Antufiev, già in collezione permanente alla Tate. Collezionisti italiani hanno premiato lo stand londinese, infatti tre fotografie di Plunkett sono state acquisite dal Mauro MatteiArt Trust, invece, una scultura di Antufiev da Mauro de Iorio, che da poco ha inaugurato la sua collezione pubblica a Trento. L'artista russo era proposto con prezzi dai 2.500 ai 16.000 euro, tra le quotazioni più alte riscontrate nei vari stand.
Il gruppo di acquisizione di video arte,Seven Gravity Collection,che riunisce sette collezionisti italiani ha comprato un video di Paul Maheke in vendita a 5.000 euro presso la galleria Sultana di Parigi. Sultanaè tra le cinque gallerie che hanno fondato Paris Internationale, insieme aCrèvancoeur, Gregor Staiger, Antoine Levie High Art, tutte ancora presenti anche in questa edizione eccezion fatta per High Art che quest'anno ha partecipato a Fiac. La fiera madre e la sua giovane collaterale sembrano quindi aver instaurato un rapporto fluido in cui Paris Internationale non si pone come mero trampolino verso Fiac, ma pare abbia acquisito una propria identità e un proprio senso compiuto.

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