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Tefaf, galleristi e case d’asta fuori dal vetting

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mercato dell’arte

Tefaf, galleristi e case d’asta fuori dal vetting

Pseudo Caroselli “Una maga con la testa di Medusa, la nascita di Pegaso sullo sfondo” e Giuseppe Maria Mazza “Ritratto di un giovane nobiluomo, probabilmente Alessandro o Ludovico Fava”
Pseudo Caroselli “Una maga con la testa di Medusa, la nascita di Pegaso sullo sfondo” e Giuseppe Maria Mazza “Ritratto di un giovane nobiluomo, probabilmente Alessandro o Ludovico Fava”

Tefaf volta pagina e introdurrà una nuova politica di valutazione delle opere d'arte per tutte le sue tre fiere a Maastricht e New York. Dopo una revisione delle problematiche legali relative all'esame delle opere, soprattutto in termini di governance e di responsabilità da parte degli esaminatori, gli advisor di Tefaf hanno suggerito che i comitati che valutano le opere siano composti di esperti con il minor interesse commerciale possibile nei confronti del mercato dell'arte.
Il Comitato Esecutivo di Tefaf ha ponderato con attenzione questo suggerimento, stabilendo che i mercanti d'arte e gli esperti di case d'asta non saranno più membri votanti dei comitati preposti all'esame delle opere. Pertanto, all'interno di questi comitati potranno votare solo accademici, curatori, conservatori, scienziati della conservazione e ricercatori indipendenti.

https://www.tefaf.com/about/vetting

Il Vetting. Sino ad oggi i Comitati di valutazione erano composti da 189 esperti attivi in 29 categorie, che esaminavano ogni articolo da presentare alle fiere valutando la qualità degli espositori, la ricerca della provenienza e verificandone l'attribuzione. Per farlo i comitati avevano accesso alle apparecchiature tecniche più sofisticate, inclusi i microscopi digitali Hirox, la riflettografia UV e infrarossa, la radiografia digitale diretta e gli spettrometri portatili a fluorescenza a raggi X. Naturalmente questi strumenti e l’esperienza consentiva ai comitati di valutare anche le condizioni di ciascun lavoro. Insomma il vetting sulle opere portate dagli espositori ammessi alle fiere Tefaf selezionava le opere in base a qualità, autenticità e condizioni e in caso di dubbio l’opera o l'oggetto veniva bloccato. L'arte moderna e contemporanea veniva controllata secondo gli stessi standard degli Old Masters. Ma evidentemente tutto non ciò non bastava per poter esprimere giudizi indipendenti.

La svolta. “Il carattere globale della nostra organizzazione ci impone di revisionare le nostre politiche regolarmente per garantire l'affidabilità delle vendite alle nostre fiere, al fine di mantenere la nostra impeccabile reputazione sul mercato internazionale. La nuova politica di vetting delle opere verrà adottata in tutte le nostre fiere così da soddisfare le più alte aspettative che noi stessi nutriamo verso il nostro operato” ha dichiarato Nanne Dekking, presidente del Consiglio di amministrazione di Tefaf. “Questa modifica porterà Tefaf a salutare un certo numero di esaminatori che ci hanno aiutato per molti anni con la massima lealtà: voglio ringraziarli con estrema gratitudine a nome del Consiglio per tutto ciò che hanno fatto per Tefaf e per il tempo e il sapere che hanno generosamente condiviso con noi”. Per il prossimo Tefaf di Maastricht dal 16 al 24 marzo 2019 al polo espositivo MECC, c’è già la guida al vetting per chi intenda partecipare. Sono stati già annunciati 38 nuovi espositori in tutte le otto sezioni tra cui le americane Galerie Gmurzynska e Pace Gallery, le inglesi Simon Lee Gallery e Sprüth Magers , la belga Almine Rech, dopo la revisione dei protocolli di selezione, per un totale di 277 galleristi.

New York. Si è chiusa mercoledì 31 ottobre la terza edizione di Tefaf New York Fall al Park Avenue Armory. La fiera ha presentato 93 mercanti d'arte e antiquariato, inclusi 10 nuovi partecipanti, spaziando dall’arte decorativa all'antichità sino all'inizio del XX secolo. La fiera americana ha riunito collezionisti internazionali, direttori di musei, curatori e appassionati provenienti da Europa, Asia e America. Soddisfazione per l’accoglienza del pubblico da parte di Sofie Scheerlinck, Managing Director di Tefaf New York.

Per Carlo Orsi di Carlo Orsi - Trinity Fine Art (Italia, Regno Unito, Stand 337): “Tefaf New York è una grande finestra sul mercato statunitense. Questo è il nostro terzo anno consecutivo e crediamo davvero che il successo di queste prime edizioni sia solo l'inizio - ha commentato - . Le vendite sono state forti sin dal primo giorno, ma quello che ci fa davvero tornare è il numero di nuovi contatti che stiamo costruendo ogni anno”.

Il gallerista ha venduto di Giuseppe Maria Mazza (1653-1741) “Ritratto di un giovane gentiluomo” a un collezionista privato per un prezzo a richiesta a sette cifre, così come di Pseudo Caroselli “Una maga con la testa di Medusa, con la nascita di Pegaso sullo sfondo”. Dopo la preview di venerdì 26 ottobre, durante la quale già importanti vendite sono state messe a segno a pochi minuti dall'apertura, la fiera ha accolto collezionisti, artisti, molti direttori di musei, tra cui del J. Paul Getty Museum, del Metropolitan Museum of Art, dell'Art Institute di Chicago, del Museum of Fine Art di Boston, della National Gallery Washington, del Portland Art Museum, del Detroit Institute of Arts e celebrità di tutto il mondo, tra cui il musicista Jon Bon Jovi, lo stilista Tory Burch, l'artista contemporaneo Ai Weiwei e l’imprenditrice Martha Stewart.

Vendite. Da Tomasso Brothers Fine Art un piede di Mercurio alato con sandalo in marmo bianco, di epoca romana, risalente al I-II secolo d.C., è stato venduto, partiva da un prezzo di 350.000 dollari. Aronson Antiquairs ha venduto un porcellana di Delft, una coppia policroma di due gentiluomini in barca a un collezionista privato, intorno ai 100.000 dollari. La galleria Antonacci Lapiccirella, per la prima volta al Tefaf New York, ha confermato il forte interesse per la fiera: “La serata d'inaugurazione è stato un grande successo di pubblico e di critica dove la pittura italiana ed europea della fine dell' ‘800 e del primo ‘900, che abbiamo presentato, ha molto colpito il pubblico di New York.
Abbiamo venduto un quadro importante ancor prima dell'apertura e altri 2 dipinti durante la mostra. Un dipinto è attualmente riservato per un museo”.

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