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ArtReview: David Zwirner l’uomo più influente nell'arte nel 2018

David Zwirner
David Zwirner

Il potente galleristaDavid Zwirner è il personaggio più influente del mondo dell'arte nel 2018 nella Top 100 della rivista inglese ArtReview. La sua presa di posizione a favore delle gallerie più deboli lo scorso aprile, quando durante una conferenza a Berlino, in stile Robin Hood, ha proposto che le gallerie più forti pagassero di più gli stand delle fiere per andare incontro alle gallerie più piccole, ha scatenato un'ondata di reazioni positive nel mondo dell'arte, ed è stata raccolta nientemeno che daArt Basel, che la applicherà a partire dall'anno prossimo (in realtà Fiac aveva già annunciato una misura del genere a gennaio, ma senza suscitare tale scalpore). Ad ogni modo la sua affermazione gli ha fruttato il posto d'onore in cima alla 17ª lista di ArtReview, compilata grazie ai pareri di 30 artisti, curatori e critici internazionali, facendolo passare dal quinto al primo posto.

Protagonisti. Figlio del gallerista tedesco Rudolph Zwirner, co-fondatore della fiera Art Cologne, il 2018 per David Zwirner ha marcato anche il 25° anno di attività della galleria e l'anno dell'espansione in Cina, con una nuova sede a Hong Kong, dopo quella a Londra aperta nel 2012. E la sua influenza è destinata a crescere con l'inaugurazione, nel 2020, di una nuova sede a New York in un edificio da 50 milioni di dollari su cinque piani progettato da Renzo Piano.

Il mondo afro-americano. Se il balzo di Zwirner dall'ottavo al primo posto non è stato eccessivo, molto più significativo è stato, invece, il salto in avanti di uno degli artisti che rappresenta, Kerry James Marshall, che è passato dal 68° al secondo posto. L'artista afro-americano lo scorso maggio è diventato l'artista nero vivente più caro al mondo quando la sua opera “Past Times” è stata acquistata dal rapper e produttore discografico Puff Daddy per 21,1 milioni di dollari da Sotheby's, 900 volte quanto era stata pagata nel 1997 dalla Metropolitan Pier and Exposition Authoritydi Chicago (circa 25mila $). Recentemente l'artista ha fatto nuovamente parlare di sé quando la città di Chicago, sull'onda del successo dell'artista, ha deciso di mettere all'asta l'opera “Knowledge and Wonder”, un murales realizzato nel 1995 per la Chicago Public Library. La decisione ha sollevato diverse critiche tra cui quelle dello stesso Marshall, per cui il sindaco ha deciso di ritirarla dalla vendita diChristie's del prossimo 15 novembre, nonostante la stima di 10-15 milioni di $. Già l'anno scorso ArtReview sottolineava la presenza di numerosi afro-americani all'interno della lista. Rimane anche quest'anno, stabile all'ottavo posto, Thelma Golden, direttrice dello The Studio Museum di Harlem, mentre nuovi sulla lista sono il teorico Fred Moten e la collezionista Pamela Joyner.

Le tendenze. Al terzo posto in classifica per la prima volta nella storia della lista non c'è una persona o un gruppo, bensì un movimento, #MeToo. Secondo ArtReview, infatti, il 2018 verrà ricordato come l'anno a partire dal quale l'abuso di potere non resterà più impunito. Vedremo se sarà vero. Un'altra caratteristica della lista che la rivista inglese mette in luce è lo spostamento dell'asse d'interesse dal mondo europeo e americano a quello non-occidentale. Sempre più personaggi influenti provengono da paesi come gli Emirati (la Sheikha Hoor Al-Qasimi, direttrice della Biennale di Sharjah al 37° posto), il Bangladesh (i collezionisti Nadia e Rajeeb Samdani al 63° posto), le Filippine (la new entry Patrick D. Flores, curatore, al 97° posto), la Cina (l'artista Cao Fei al 41° posto), il Sud America (il curatore Pablo León de la Barra all'88° posto).

Chi è dentro e chi è fuori. Tra gli italiani si confermano Miuccia Prada (in ascesa dal 33° al 20° posto), Massimiliano Gioni (più o meno stabile dal 22° al 25° posto), così come Patrizia Sandretto Re Rebaudengo (dal 69° al 61° posto), Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi & Maurizio Rigillo di Galleria Continua (dal 76° all'82° posto), Cecilia Alemani (dal 78° all'84° posto), mentre perde posizioni Massimo De Carlo(dal 66° al 91° posto).
Fuori dalla lista, invece, Jeff Koons (dal 2015 al 2017 è scivolato dalla 14ª posizione alla 30ª, alla 54ª per uscire quest'anno), Beatrix Ruf (11ª nel 2016 e 29ª nel 2017) e tutti i teorici che erano stati inseriti appena l'anno scorso con grande acclamo, come Bruno Latour (era in posizione 9), Judith Butler (48), Chris Kraus (77), mentre Donna Haraway, che aveva fatto un balzo sul podio dalla posizione numero 43 alla tre, è scalata nuovamente in fondo al numero 67. Attenzione, quindi, su queste liste la gloria è più che mai passeggera.

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