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New York: la liquidità pilota i prezzi delle aste

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mercato dell’arte

New York: la liquidità pilota i prezzi delle aste

Tad Smith il ceo diSotheby’s alla vigilia delle aste autunnali di New York aveva espresso un cauto ottimismo e considerava tali risultati un test importante per avere una maggior visibilità sul mercato dell’arte nel 2019 a causa delle incertezze derivanti dall’attuale situazione politica e economica. Il test è stato superato. Nonostante un inizio in chiaroscuro per le vendite di arte Impressionista e Moderna all’inizio della settimana, le vendite serali del segmento Post-War & Contemporary hanno registrato risultati soddisfacenti.

Secondo il report elaborato dagli analisti di ArtTactic, la società di analisi londinese, il segmento Post-War & Contemporary delle aste serali ha raccolto 849,4 milioni di dollari (escluso il buyer’s premium), appena sopra la stima pre-vendita di 841,3 milioni che raggiungeva nella parte elevata 1,14 miliardi di dollari. Il dato è superiore dell’8,3% al totale delle vendite dello scorso maggio e del 34,1% rispetto a 12 mesi fa, ma ancora lontano (-28%) dal picco del maggio 2015. Una lettura superficiale di questi dati potrebbe confermare che l’acquisto di arte è buon “investimento” per chiunque abbia le possibilità economiche.

Se l’anno passato ricorderemo nello stesso periodo di novembre il record in asta da Christie’s del «Salvator Mundi», quest’anno sempre la casa d’aste di Pinault ha giocato un’altra “carta” vincente aggiudicandosi in asta «Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)» dipinto del 1972 di David Hockney, battuto per 90,3 milioni di dollari, con stima a richiesta di 80 milioni di dollari, il valore più elevato per un artista vivente.

Cosa ha favorito questo andamento a New York? Senza dubbio la presenza in entrambe le vendite serali delle due major di opere appartenenti a collezioni private di elevata qualità. Nel caso di Sotheby’s l’incanto ha offerto 11 opere della collezione David Teiger (una parte della collezione era già stata messa in vendita a Londra a ottobre in occasione della settimana di Frieze), mentre Christie’s ha battuto la collezione “An American Place | The Barney
A. Ebsworth Collection”.

LA LIQUIDITÀ SUI MERCATI

Arte e finanza. Ma non va dimenticato un altro aspetto fondamentale che il mercato dell’arte incrementa sempre di più i punti di contatto con quello finanziario attraverso le garanzie. Le recenti aste di New York hanno, infatti, confermato ancora una volta che lo strumento delle vendite garantite alimenta il mercato dell’arte e viene utilizzato sempre più spesso come meccanismo finanziario speculativo che promette guadagni potenzialmente elevati, simili a quelli di un derivato. Ecco perché diversi soggetti che sostengono third party garantee provengono dal mondo della finanza.

Ma che volume hanno raggiunto le garanzie nelle recenti aste? Dall’analisi di ArtTactit emerge che le garanzie sui lotti offerti nelle aste di Post-War & Contemporary nelle vendite serali di Sotheby’s, Christie’s e Phillips hanno evidenziato un valore complessivo (basato sulla bassa stima) in crescita del 42,3% rispetto a novembre dello scorso anno, passando da 377,5 milioni a 537,17 milioni di dollari rispetto alla stima bassa. Il numero di lotti garantiti è aumentato di appena il 4,8%, passando da 83 (50,6% del numero totale di lotti) nel novembre 2017 a 87 lotti quest’anno che rappresentavano poco più della metà (52,7%) del numero totale di opere offerte. Complessivamente, i lotti garantiti da Sotheby’s, Christie’s e Phillips hanno rappresentato il 63,2% del valore delle vendite in base alla stima bassa (in aumento rispetto al 59,6% di novembre 2017). Il valore totale del martello dei lotti garantiti venduti è stato di 562,72 milioni.

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