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Santiago, Ch.ACO rivela l’espansione dell’arte latino americana

Piedras galerìa, Installation View
Piedras galerìa, Installation View

Tra il 21 e il 25 novembre è andata in scena la decima edizione di Ch.ACO, la fiera d'arte contemporanea che ogni anno si svolge a Santiago del Cile. Ogni compleanno significativo obbliga il festeggiato a riflettere sul proprio essere nel mondo, nel mondo dell'arte in questo caso. Ma prima della fiera viene il contesto in cui si svolge, il Cile è leader del proprio continente in quasi tutti gli indicatori economici, dal Pil pro capite all'indice GINI, fino ad un'inflazione incredibilmente bassa per queste latitudini, 1,3% nel 2017. Dati che lo rendono più simile alla Nuova Zelanda che alla tumultuosa vicina di casa, l'Argentina. Così la fiera può contare sul supporto di una buona classe media, istruita e aperta e non reggersi solamente sulle fortune e sui capricci di pochi billionaires che hanno segnato la crescita e il relativo declino di fiere come ARTEBOin Colombia e che ora fanno guardare al Perù come al nuovo El Dorado artistico del Sud America.

L’appuntamento cileno
In fiere le gallerie erano per la maggior parte latinoamericane, così suddivise: 26 nella main section, 12 nella sezione focus a cura di Cecilia Fajardo-Hill, in cui agli espositori è stato chiesto di riflettere su un tema specifico e, infine, 10 in Planta, dove hanno trovato spazio gallerie latino americane emergenti. Anche quest'anno la sede della fiera era uno dei molti edifici in via di costruzione che punteggiano la città, progettato per ospitare appartamenti di lusso; un circolo virtuoso tra arte contemporanea e mercato immobiliare già sperimentato in altre edizioni.

Una fiera boutique nelle intenzioni della direttrice e fondatrice Elodie Fulton «che crescerà – continua Fulton - nelle dimensioni, in parallelo con la crescita del collezionismo in Cile, senza fretta e tenendo sempre ben chiaro che la soddisfazione dei nostri espositori è e sarà l'obiettivo principale».

La proposta artistica
Ch.ACO diventa l'occasione per vedere alcuni degli artisti cileni, più conosciuti ed affermati. I disegni surreali di Sandra Vasquez de la Horra, per esempio, sono presenti nelle collezioni permanenti di molti musei dal MoMA al Pompidau. In Cile è meno conosciuta che all'estero ed in fiera è rappresentata dalla galleria Bendana-Pinel di Parigi, i disegni di piccoli dimensioni ad un prezzo di 6.500 dollari l'uno hanno avuto un buon riscontro commerciale, venendo acquistati anche dal collezionista argentino Gabriel Werthein. Ivan Navarro, è stato esposto con uno delle sue opere-specchio nella galleria Revolver di Lima e proposto a 35.000 dollari. Voluspa Jarpa, che rappresenterà il Cile alla prossima Biennale di Venezia, è presente con due opere dalla forte connotazione politica nello stand di Patricia Ready, la gran dama dell'arte contemporanea cilena. Le due opere in vendita rispettivamente a 5.000 e a 17.000 dollari, sono state entrambe acquisite da collezionisti locali.

Una peculiarità di Ch.ACO è l'assenza di una linea espositiva e così si passa, nel giro di un paio di stand dai dipinti della star della Street art Victor Castillo, in vendita dai 6mila ai 18mila dollari alla galleria Isabel Cruxatto, alle opere del padre dell'arte cinetica venezuelana Carlos Cruz-Diez, in vendita alla galleria Mariòn di Panama City a 590.000 dollari. L'opera più cara presente in fiera, per la quale la galleria ha una trattativa aperta con un banca cilena. Un melting-pot visivo, che obbliga ad una certa elasticità mentale.

Nella sezione Planta dedicata alle gallerie con meno di cinque anni vita, due gallerie si fanno notare per l'intelligenza espositiva,Sagrada Mercancia di Santiago e WORM di Valparaiso, entrambe gestite da giovani artisti, galleristi in doppia veste che tentennano solo quando si chiede loro i prezzi delle opere esposte. Nessun imbarazzo, A Gentil Cariocaè nata a Rio de Janeiro come spazio autogestito da artisti, fra due settimane sarà tra gli espositori più seguiti di ArtBasel Miami. In America Latina certe barriere o forse paranoie sono meno vincolanti, la crescita economica e lo slancio vitale, danno largo spazio all'auto-determinazione; gallerie in via di sviluppo, rapido.

Il collezionismo
La fiera, ha ospitato molti blasonati collezionisti dell'America Latina, con qualche incursione europea. Tra i volti noti ad esempio il peruviano Tito Rebaza e gli argentini Josè Luis Lorenzo e Marcelo Gioffre.
La fondazione FAVA, tra i cui soci fondatori vi è la collezionista di origine italiana Patrizia Angelini, supporta la fiera con un fondo acquisizioni di circa 40.000 dollari, acquistando opere durante la fiera. Inoltre, per stimolare l'internazionalizzazione degli artisti cileni ha acquisito un opera di Janet Toro dalla galleria AFA di Santiago, donandola al Museo di Phoenix negli Stati Uniti. La scelta è stata fatta avvalendosi della consulenza di Pablo Leon de La Barra curatore messicano che in questo momento più di ogni altro è elemento connettore tra l'arte latino americana e il resto del mondo. La fondazione ha anche organizzato una cena, in maschera, un evento di beneficenza ma glamour pensato anche per accogliere al meglio gli ospiti internazionali.

Discorso a sè, infine, per Juan Yarur, cileno, trentaquattro anni, collezionista di professione,fa parte dei comitati acquisizioni della TATE, del MoMA e del Metropolitan Museum di New York, un ruolo sociale in bilico tra Patrizia Sandretto e Chiara Ferragni. Un budget milionario, una fondazione molto attiva e i suddetti ruoli istituzionali lo rendono una delle attrazioni principali della fiera, entrare nelle sue grazie era uno degli obiettivi più o meno dichiarati di molti dei galleristi presenti.

È così che Ch.ACO festeggia i suoi dieci anni, volendo valorizzare i talenti e le produzioni locali e, allo stesso tempo, incrementare e facilitare il network e gli scambi tra l'America Latina e il resto del mondo. Una piccola porta d'ingresso per un grande mercato in espansione.

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