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Vistamarestudio presenta Public Movement

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mercato dell’arte

Vistamarestudio presenta Public Movement

Vistamarestudio è la galleria aperta a marzo a Milano di quest'anno da Benedetta Spalletti (dell'omonima galleria di Pescara) e Lodovica Busiri Vici che si focalizza su progetti di artisti nazionali e internazionali che coinvolgono in prima persona lo spettatore. Per rispondere a questa vocazione Vistamarestudio ha proposto una mostra-performance, una pratica artistica che coinvolge il pubblico. «Temporary Orders» è inoltre la prima mostra-performance di Public Movement in Italia. Gruppo di ricerca e performance che indaga il tema della costituzione d'identità nazionali, sociali e politiche sin dalla sua nascita nel 2006. Public Movement ha esplorato regole, forze, agenti, politiche, strutture identitarie e sistemi ritualistici che condizionano le dinamiche della vita collettiva e degli spazi comuni. Al centro della mostra-performance «Temporary Orders», che comprende cinque performance, c’è«Choreography for a Collection», ideata espressamente per la galleria e basata, sulle ricerche effettuate dal gruppo, relative all'arte prodotta in Italia tra il 1909 e il 1945 andata persa, distrutta o trafugata durante la seconda guerra mondiale. Opere condannate a sparire dalla stessa ideologia che volevano ritrarre. Lodovica Busiri Vici spiega le dinamiche.

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Come si è sviluppata l'idea di proporre una mostra-performativa?
Lo spazio, sin dall'inizio, inteso come luogo fisico, ha avuto un ruolo fondamentale nella relazione con gli artisti per la scelta della programmazione. Il nostro obiettivo è coinvolgere artisti italiani e internazionali, che vogliono sfidare e contemporaneamente interrogare lo spettatore. E la performance come mezzo di espressione è un lavoro completo come un dipinto, una scultura, una fotografia.

Come è nata l'idea di presentare questo gruppo performativo?
Abbiamo visto una performance di Public Movement al Museo di Tel Aviv dove abbiamo conosciuto la fondatrice Dana Yahalomi. Ci ha colpito il loro interesse per conoscere e approfondire i contesti in cui lavorano sia dal punto di vista sociologico, politico e storico: il loro non è un lavoro solo sul corpo e la gestualità ma abbraccia diversi ambiti. Dal 2006 Public Movement ha presentato le performance principalmente in spazi pubblici e i loro lavori sono stati per lo più commissionati da biennali, musei e festival di performance, mai in uno spazio privato. Questa è la prima volta in Italia e in una galleria privata.

Come è stata realizzata la mostra-performativa?
Abbiamo fatto un open call sui social per ricercare ballerini. Si sono presentati 150 candidati selezionati dalla direttrice di Public Movement, Dana Yahalomi, venuta appositamente da Tel Aviv per i casting.

Cosa rimane in galleria dell'atto performativo?
In questa società dove tutto è consumato velocemente, la performance diventa un'esperienza. In galleria gli artisti non hanno voluto che rimanesse nulla, sin dall'inizio è stato un punto focale del progetto, nessun video di documentazione o altro. La galleria rimane vuota tranne i giorni in cui la serie di performance si riattiverà. I prossimi appuntamenti sono il 1°, 5 e 15 dicembre, è necessario prenotarsi sul sito di Vistamarestudio.

È in vendita la performance?
Si le performance sono in vendita in edizione da 3 o 5 ad un prezzo compreso tra 8mila e 15mila euro. Si acquista un certificato dove sono indicate le istruzioni per riproporla.

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