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Sotheby’s: una nuova divisione al servizio delle fiduciarie

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arte e finanza

Sotheby’s: una nuova divisione al servizio delle fiduciarie

Aste e banche d’affari hanno sempre più punti di contatto e non solo per l’uso sempre più massiccio delle garanzie. Sotheby's(NYSE: BID) poco più di un anno fa ha nominato Valentino D. Carlotti in qualità di vice president executive & global head of Development business. A distanza di un anno sotto la direzione di Carlotti, che proveniva da un'esperienza di oltre due decenni nella banca d'affari americana Goldman Sachs, sono state avviate diverse iniziative che confermano i punti di contatto. Tra questi la casa d’aste quotata a Wall Street nel rimodellare il business delle aste un po’ a immagine di quello delle grandi banche d'affari offrendo però invece dei prodotti finanziari asset tangibili come le opere d'arte e i collectible, diversifica il proprio business innovando con servizi in grado di rispondere le esigenze di categorie come quella dei fiduciari, un gruppo più ampio di professionisti che “gestisce” il patrimonio dei collezionisti, con lo scopo di preservarne e massimizzarne il valore.

Le collezioni d'arte rientrano, infatti, tra i patrimoni gestiti da consulenti finanziari e legali, banche, family office e studi legali. Per entrare in questa attività, la casa d'aste americana ha istituito un nuovo dipartimento Fiduciary Client Group. Guidato da Mari-Claudia Jimenez è sotto la direzione di Valentino Carlotti, capo del dipartimento Trusts & Estates, e si occuperà di assistere il lavoro di avvocati, banchieri, family office e fiduciari mentre pianificano il ciclo di vita della collezione dei loro clienti, quindi assistenza alle valutazioni per donazione e pianificazione patrimoniale, strategie di vendita per importanti collezioni che potrebbero essere sul mercato in futuro.

Tra i servizi offerti dalla divisione Fiduciary Client Group, non poteva mancare quello finanziario attraverso le attività della Financial Services per l'art lending, attività che ha già effettuato con oltre 4 miliardi di dollari di prestiti per l'arte.

In borsa il titolo nell'ultimo anno ha registrato un calo del 18,04% e in questi giorni è tornato sopra i 40 dollari, Wall Street forse ha colto la portata innovativa del nuovo dipartimento.

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