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musei e biennali

Ecco i conti della Fondazione Biennale Venezia: così le Arti visive generano risorse per le altre manifestazioni

«May you live in interesting times» è il titolo della 58ª edizione della Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, guidata da Ralph Rugoff, direttore della Hayward Gallery, in scena dall'11 maggio al 24 novembre 2019. Non è sicuramente una novità che la Mostra internazionale di Arti visive fa da traino ai conti della Fondazione con un riflesso positivo sui risultati permettendo di sostenere anche il proseguimento degli altri appuntamenti come Architettura, Cinema, Teatro, Danza e Musica.

Pertanto per il 2018, come è successo in passato negli anni pari (nel 2016 i conti hanno registrato un risultato negativo per 2,95 milioni di euro) è attesa una perdita, nonostante il costante incremento dei visitatori della 16ª Mostra Internazionale di Architetturacurata da Yvonne Farrell e Shelley McNamara che si è chiusa lo scorso 25 novembre e ha registrato un'affluenza in aumento a oltre 275mila visitatori (+6%) a cui si aggiungono le 14.434 presenze durante la pre-apertura.

Nel 2017 la Fondazione ha chiuso i conti con un utile netto che ha sfiorato i 4,4 milioni di euro dopo aver accantonato al fondo rischi 900 mila euro in relazione alla sentenza della Cassazione sull'assoggettabilità della Biennale all'Irap. Il risultato finale è stato accantonato a riserva, che a fine esercizio ammontava a 5,7 milioni, per fornire copertura alle eventuali perdite future.

L'analisi dei risultati economici del 2017 per omogeneità è stata effettuata mettendo a confronto i dati del 2015, anno nel quale si è svolta la 56ª Esposizione delle arti visive «All the World's Futures» diretta da Okwui Enwezor e parte dal numero dei visitatori che registra in questi anni un costante incremento. La Biennale curata da Christine Macel durata poco più di sei mesi si è chiusa con oltre 615mila visitatori (per la precisione 615.152) a cui si aggiungono 23.531 presenze nel corso della vernice in crescita del 23% rispetto ai 501.502 visitatori del 2015.

La positiva performance dell'affluenza si è riflessa sui ricavi e, in particolare, su quelli propri che a fronte di un valore della produzione pari a 46,3 milioni (39,9 milioni nel 2015) sono stati pari al 50%, ovvero 23,34 milioni (54% nel 2015 pari a 21,75 milioni). Biglietteria e sponsor rappresentano le contribuzioni maggiori e hanno rappresentato rispettivamente il 68% e il 66% dei ricavi propri.
La capacità della Fondazione di generare risorse proprie negli anni della Biennale Arti Visive riesce a coprire una quota consistente di costi operativi. Nel 2017, infatti, il 55% delle spese operative pari a 41,79 milioni di euro è stato coperto dai ricavi propri, mentre nel 2016 le risorse proprie hanno coperto il 59% dei costi operativi della fondazione guidata da Paolo Baratta.

I costi. Quelli per il personale hanno registrato un aumento passando da 8,06 milioni del 2015 a 8,3 milioni nel 2017 e nelle tabelle allegate alla Relazione vengono indicati i costi medi mensili di alcune categorie di dipendenti. Ecco qualche esempio: il direttore generale presenta un costo medio mensile lordo di 20.409 euro, mentre i 6 dirigenti “costano” mensilmente 15.178 euro e i 75 impiegati circa 4.200 euro al mese. Negli ultimi tre anni il costo medio mensile è rimasto sostanzialmente stabile. A livello patrimoniale la Fondazione può contare su mezzi propri per circa 40 milioni e per quanto riguarda gli investimenti su spazi e strutture che la Biennale ha continuato a fare in questi anni, le somme messe a disposizione dallaLegge Speciale per Venezia sono ammontate complessivamente a poco meno di 24 milioni, a cui si aggiungono altri 7,8 milioni di euro stanziati dal Ministero dei Beni Culturali con il contributo “Grandi progetti beni culturali”, utilizzato quasi interamente per interventi all'Arsenale.

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