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Aste italiane, sui dipinti antichi in gara i collezionisti internazionali

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mercato dell’arte

Aste italiane, sui dipinti antichi in gara i collezionisti internazionali

Il mese di novembre è stato ricco di vendite nazionali dedicate ai Dipinti Antichi e del XIX secolo dove ha dominato ancora una volta un mercato selettivo che punta ad opere di grande qualità, accertato pedigree e rarità. Rispetto comunque al mercato internazionale, le opere sono offerte a prezzi molto vantaggiosi. Battute dopo serrate gare diverse opere di scuola caravaggesca, anche di autori ignoti o di difficile attribuzione. Grande attesa per una bellissima opera di Rubens ritrovata dopo molti decenni, che passerà sotto il martello di Cambi il 13 dicembre.
Dal 1° all'11 novembre si è tenuta l'asta di dipinti e arredi antichi pressoMeeting Art di Vercelli che si è conclusa con un totale aggiudicato di 726.950 euro e il 75% di lotti esitati. Tra i top lot, un olio su tela di Giovanni Battista Cimaroli, pittore lombardo del Settecento, “Paesaggio fluviale con figure e armenti”, aggiudicato per 30mila euro. Buona anche la gara sulla tempera “Crocifissione” del Maestro di San Miniato (attivo in Toscana tra il 1460 e il 1510): partita da una base di 18mila euro ne ha realizzati 23mila. Ugualmente del Settecento una coppia di oli su tela raffiguranti scontri di cavalieri di Francesco Giuseppe Casanova è stata battuta per 28mila euro.
Due vendite dedicate rispettivamente ai dipinti antichi e del XIX secolo sono state organizzate il 13 novembre da Pandolfinidi Firenze. La vendita di Old Master ha visto primeggiare “Sansone e Dalila” di Alessandro Turchi, l'Orbetto, pittore veronese del XVI secolo, che ha ripetuto il successo del “Bacco e Arianna” venduto un anno fa dalla stessa casa: l'opera, superbo esempio dei suoi anni maturi, nota agli studiosi e di illustre provenienza, stimata 70-90mila euro, è stata venduta per 93.750 euro.
Per oltre il doppio della stima a 47.500 euro è stato venduto un “San Cristoforo” attribuito al pittore fiammingo Jan Manjin, mentre dopo una serratissima gara tra italiani e tedeschi si è chiusa a 27.500 euro l'aggiudicazione di “Saffo si getta dalla rupe di Leucade” del tedesco Heinrich Schmidt, riemerso solo in occasione di questa vendita e ritornato nel paese d'origine dell'artista. La vendita di dipinti del XIX secolo ha visto il successo dell'Ottocento italiano, rappresentato dai migliori esponenti delle scuole pittoriche, con un fatturato di 650.000 euro, 71% di lotti venduti e con un incasso oltre il 110% delle stime. Particolare interesse per i collezionisti toscani ha suscitato il nucleo di 30 dipinti della Collezione Olschki: “Barca al tramonto”, un olio su cartoncino di Llewelyn Lloyd, ha segnato un ragguardevole successo passando di mano per 32.500 euro. Tra gli artisti italiani, di Oscar Ghiglia è il dipinto “Il Violino”, un olio che si distingue per la complessità compositiva e l'armonia cromatica e tonale che lo permea, che ha chiuso una lunga gara per 75mila euro. Rapidamente aggiudicato per 52.500 euro il dipinto “Villa al Bois de Boulogne” di Giuseppe De Nittis, nel quale il pittore si rivela acuto osservatore del mondo circostante, del quale rende appieno la “dimensione del silenzio” che lo caratterizza.
A Roma, il 14 novembre, si è tenuta l'asta di dipinti e disegni dal XV al XIX secolo presso Bertolami Fine Arts con un fatturato di 721mila euro, percentuale di lotti venduti del 43% e del venduto sul valore del 47%. Gli esperti sostengono che sono i numeri che mediamente fa sul mercato italiano una buona vendita di arte antica senza presenze in catalogo di opere di straordinario rilievo. “La gara si è accesa soprattutto attorno alla pittura caravaggesca, un mito che continua a catalizzare l'interesse dei collezionisti”, commenta il capo del dipartimento Luca Bortolotti che evidenzia le preferenze di un collezionismo reso sempre più selettivo dalla presenza sul mercato di pezzi di qualità anche molto elevata acquisibili a prezzi decisamente vantaggiosi, ma che fatica a rinnovare il proprio gusto. Un olio su tela di un pittore caravaggesco della prima metà del XVII secolo, “Allegoria dell'Autunno”, chiaramente ispirato alla produzione giovanile di Caravaggio, da una base di 5mila euro viene venduto a 42.500, mentre un olio su tela di un pittore caravaggesco del primo quarto del XVII secolo, “Martirio di un santo” (la composizione scarna, concentrata su due soli personaggi ripresi a mezza figura, il marcato realismo e l'elevata qualità pittorica farebbero ricondurre la tela a Bartolomeo Manfredi, ma la questione è aperta), proposto con base 7mila euro, ne ha realizzati 32.500.

Il 14 novembre si è tenuta una vendita di dipinti antichi anche a Genova da Cambi che ha totalizzato quasi 1 milione di euro. Tra i risultati migliori si segnala un olio su tela di Bernardo Strozzi (1581-1644) raffigurante la “Deposizione”, aggiudicata per 47.500 euro, e una “Madonna con Bambino ed Angeli” dipinta ad olio su tavola circolare entro cornice dorata della cerchia di Raffaellino del Garbo (1466-1524) aggiudicata per 28.750 euro. Una parte dei dipinti più importanti e di maggiore valore è stata inserita nel catalogo di Fine Art Selection che verrà esitato a Castello Mackenzie il 13 dicembre. Tra questi spicca un inedito capolavoro di Pietro Paolo Rubens (Siegen 1577-Anversa 1640), un olio su tavola 102,78cm di grande qualità raffigurante la “Sacra Famiglia”del 1602-1606, analogo ad altre due opere esposte al Metropolitan Museum di New York e al Los Angeles County Museum of Art.Il dipinto (olio su tavola 102 x 78 cm) fu acquistato a Roma verso il 1910, tradizionalmente proveniente da un ramo della nobile famiglia romana dei principi Colonna. Da allora rimase sempre in collezione privata: prima negli Usa, dove era arrivato nel periodo tra le due guerre, e in seguito, tramite un collezionista italiano, esso è tornato in Italia e per via ereditaria è giunto agli attuali proprietari, dopo quasi 80 anni nei quali non è mai stato proposto sul mercato.
Il 22 novembre si è tenuta l'asta di dipinti e sculture del XIX e XX secolo presso Il Ponte Casa d'astedi Milano con un fatturato di 529.350 euro, il 70% di lotti venduti col 91% sul valore. “Dai risultati raggiunti in asta, si deduce che sono stati premiati i capolavori facilmente riconoscibili nel percorso stilistico di un maestro, come è avvenuto per le opere di Andrea Tavernier (1858-1932), “Imbarco per Citera”, 210 x 140 cm, venduto per 87.500 euro contro una stima di 75-80mila, e di Gaetano Chierici (1838-1920), “L'ultima forchettata”, 30 x 39 cm, venduto per 62.500 euro contro una stima di 48-50mila”, commenta l'esperto di dipartimento, Matteo Gardonio. Per quanto riguarda gli artisti internazionali, ottima la performance di Ferdinand Du Puigaudeau con “Vagues dans la nuit” che da una base di 5mila euro ne ha totalizzati 27.500. Prosegue l'esperto: “artisti italiani come Leonardo Dudreville, Arturo Tosi, Mario Micheletti e Pio Semeghini, la cui produzione si colloca a cavallo tra i due secoli, vivono un buon momento; lo stesso vale per i divisionisti: l'opera di Angelo dall'Oca Bianca, “Poesia Pastorale”, ha infatti raggiunto un risultato lusinghiero passando da 16mila a 32.500 euro. Gli stessi artisti faticano, però, se proposti con grandi dipinti di difficile interpretazione”.
Un monumentale catalogo ha caratterizzato la vendita di Dipinti Antichi e del XIX secolo organizzata da Wannenes di Genova del 29 novembre con 1.096 lotti proposti, che ha totalizzato 1.341.774 euro, il 63,8% di lotti venduti e il 173,7% del venduto sul valore. Il solo reparto degli Old Master ha totalizzato 1.103.408 euro, il 75,6% di lotti venduti e il 175,1% del venduto sul valore. Top lot della vendita dei dipinti antichi, proveniente da una collezione romana, è stata l'opera di Paolo de Matteis, pittore campano tra fine Seicento e inizio Settecento, raffigurante “La Fusione di Salmace ed Ermafrodito”, 203 x 197 cm, eseguita verso il 1690-1700 e aggiudicata per 93.500 euro contro una stima di 40-60mila. È un'opera di alta qualità artistica, rappresentativa di un autore tra i più celebrati della sua epoca, tra gli interpreti più raffinati e brillanti delle tendenze della pittura europea tra Arcadia e Rococò. Fu allievo di Luca Giordano a Napoli, e lavorò per le maggiori committenze reali europee. Altro top lot, un olio su tavola di Francesco di Bosio Zaganelli, pittore ravennate (1460-1532), “Santa Caterina”, che malgrado la sua notifica (per il suo straordinario interesse storico artistico) da 20-30mila euro di stima ne ha realizzati 68.880. La sezione dedicata all'Ottocento ha raggiunto 239.833 euro col 45,5% di lotti venduti e il 169% del venduto sul valore. Tra i migliori risultati, “La Conchigla” del genovese Alfredo Luxoro, grande tela che aveva partecipato all'Esposizione Nazionale delle Belle Arti di Roma del 1883, esitata per 18.850 euro, mentre in un'opera di Vincenzo Marinelli, “Un corteo nuziale arabo” aggiudicata per 10.100 euro, si respira quell'atmosfera orientalista tanto cara a un ben precisa cerchia di appassionati internazionali.

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