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In asta gran richiesta di gioielli e orologi per Natale

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In asta gran richiesta di gioielli e orologi per Natale

Cambi Casa d’aste, un orologio Patek Philippe “referenziale 3970E del 1990”, caratterizzato da cronografo con calendario perpetuo e fasi lunari, aggiudicato a 65mila euro
Cambi Casa d’aste, un orologio Patek Philippe “referenziale 3970E del 1990”, caratterizzato da cronografo con calendario perpetuo e fasi lunari, aggiudicato a 65mila euro

Tra novembre e dicembre si sono tenute le aste natalizie di gioielli e orologi in Italia, con risultati decisamente soddisfacenti e top lot con realizzi paragonabili alle migliori vendite internazionali. Certamente l'appoggio forte viene ancora una volta dalla clientela internazionale, non solo americani ed europei, ma anche israeliani, indiani e cinesi, che non si lasciamo sfuggire le pietre più rare. Successo da Faraone Casa d'aste per due fili di perle naturali che hanno bruciato le stime, come pure per gli ambiti gioielli d'artista. Uno zaffiro superstar ha dominato l'asta de Il Ponte, mentre un diamante di 14,67 carati del rarissimo Type II che ha sfiorato il milione di euro è stato il top lot da Pandolfini. Tra gli orologi, il marchio Patek Philippe ha vinto le prime tre posizioni nella vendita di Cambi del 5 dicembre. Il mercato di entrambi i settori è sempre più selettivo, non è più sufficiente un prezzo di partenza accattivante, se manca la qualità. Sugli scudi perle naturali, importanti zaffiri e un eccezionale diamante Type II (privo di impurità di azoto) hanno dominato il mercato nazionale. Mentre Pandolfini ha confermato la sua leadership nel mercato degli orologi Rolex, in particolare i modelli Daytona.

Uno zaffiro tocca 750mila euro. L'asta de Il Ponte di Milano si è svolta il 14 e 15 novembre conclusasi con un invidiabile fatturato di 3.302,838 euro, con l’87% di lotti venduti e il 200% del venduto sul valore. Top lot dell'asta l'anello con zaffiro Kashmir centrale di 9 carati circa e taglio cuscino accompagnato da certificati gemmologici di Basilea e Milano, aggiudicato a 750mila euro, partendo da una stima di 130-180mila. Luca Ghirondi, direttore del dipartimento, ha confermato: “grande l'interesse del pubblico internazionale per lo zaffiro Kashmir a riconferma della rarità e unicità di queste gemme. La forte saturazione (ovvero l'intensità del colore) e la tonalità di colore hanno spinto i buyers ad offrire più di 83mila euro a carato. Numerosi clienti internazionali sono giunti appositamente da mete quali New York, Hong Kong, Nuova Delhi”. Risultati significativi anche per l'anello con diamante a cuore di 10,23 carati e rifinito con pavé di diamanti rotondi, con report GIA di New York (stima 220-280mila euro, venduto a 375mila euro) e per l'anello in platino firmato Wolfer Feres con diamante rotondo centrale di 10,27 carati e sei diamanti più piccoli per grammi 20,07 e report GIA di New York (stima 130-160mila euro, venduto a 225mila euro). Assai contesa, soprattutto da parte dei clienti di nazionalità indiana, una collana di perle naturali che ha realizzato 187mila euro.

Bruciano le stime le perle naturali. La vendita di Faraone Casa d'aste di Milano del 15 novembre ha registrato un fatturato di 1.227.256 euro, con una vasta partecipazione di collezionisti e commercianti. Di due lotti rappresentati da fili di perle naturali, rispettivamente 49 perle da 10-5 mm il primo e 57 perle da 12-6 mm il secondo, il primo stimato 8mila euro è stato aggiudicato a 34mila euro, mentre il secondo – dopo una battaglia a colpi di rilanci tra offerenti in sala e al telefono, è stato battuto per 105mila euro contro una base di soli 20mila, in favore di un commerciante straniero in sala. Successo ancora una volta per i gioielli d'artista: la collana di Arnaldo Pomodoro, in argento dorato e con numero seriale 44/50, partita da una base di 900 euro, ne ha realizzati 3.400, mentre due spille firmate dallo scultore Agenone Fabbri in oro da 18 carati con perle coltivate, sono partite da 2mila euro e dopo una battaglia tra galleristi hanno raggiunto il valore di 5.500 euro. Un anello con rubino centrale birmano da 4,30 carati con due diamanti ovali laterali ha realizzato 22mila euro raddoppiando la base d'asta. Prossimo appuntamento a maggio 2019.

Compratori online israeliani, indiani e cinesi. Dal 7 al 15 novembre si tenuta una nuova asta unicamente online presso Curiodi Firenze con un risultato di 140mila euro con circa metà dei lotti venduti. L'asta dei preziosi andavano da un valore di 300 a 10mila euro, adatta per il periodo pre-natalizio. Sulla sua piattaforma online, come dichiara la dottoressa Laura Patrizia Barbieri, si affacciano non solo americani, inglesi e francesi, ma sono in aumento israeliani, indiani e cinesi. Curio guarda sempre di più al mercato internazionale perché nel mondo i gioielli italiani sono ancora molto ricercati e su una piattaforma online la visibilità è molto alta”. Tra i realizzi più significativi, un paio di clips in oro bianco, diamanti e perle Tahiti, manifattura italiana degli anni '90, sono stati aggiudicati a 5.600 euro, mentre tra gli orologi da polso, un cronografo in oro rosa BlancpaiN Demi-Savonette 2000 è stato aggiudicato a 8.540 euro.

Ad oltre tre volte la base un orologio Longines. Dal 17 al 25 novembre si è tenuta l'asta di orologi moderni e d'epoca presso Meeting Art di Vercelli con un fatturato di 1.564.200 euro e il 70% di lotti venduti. Successo atteso per i Patek Philippe, Un referenziale 1415 “World Time” del 1946 in oro giallo, partito da una base d'asta senza riserva ha toccato quota 65mila euro, mentre un esemplare “Calatrava” referenziale 96 del 1938 è stato aggiudicato per 40mila euro. I collezionisti si sono dati battaglia per un Cronografo Longines Referenziale 4974 del 1943 che da una base di 20mila euro è volato a 90mila euro.

Tra gli orologi, il marchio Omega compete con i Patek e i Rolex. Orologi pure pressoAste Bolaffi di Torino, in un'asta tenuta a Milano che ha totalizzato oltre 400mila euro e l'80% di lotti venduti provenienti da prestigiose collezioni private. Ottimi risultati tra gli orologi da polso per i modelli Omega Seamaster (un referenziale 165.024 in acciaio staybrite del 1964 è stato aggiudicato per 8.100 euro), il Patek Philippe in oro rosa personalizzato per Oscar Linke, referenziale 2482 anni '50, aggiudicato a 8.750 euro. Tra i top lot, un Rolex Daytona in acciaio, con quadrante bianco Oyster Perpetual, referenziale 16520 completo di corredo venduto nel 2000 aggiudicato a 25mila euro.

Il marchio Bulgari sugli scudi. La vendita di orologi e gioielli presso Wannenes di Genova del 27 novembre ha raggiunto i 590.882 euro con una percentuale del venduto per lotto del 51,8% e per valore del 157,5%. Tra i risultati più significativi, l'aggiudicazione di 33.380 euro per un orologio da polso Patek Philippe con cassa in oro e funzioni di cronografo della fine degli anni '40, seguito da un anello in oro, con zaffiro rosa taglio cuscino da 8,29 carati affiancato da diamanti e firmato Bulgari, esitato a 30.820 euro. Sempre di Bulgari, un anello con diamante da 5,27 carati interamente affiancato da diamanti taglio taples battuto a 25.100 euro.

Torna a crescere la richiesta di diamanti e gioielli vintage. Il 29 novembre è stata la volta di Maison Bibelotdi Firenze con una vendita di gioielli e orologi con un fatturato di 565mila euro, il 52% di lotti venduti. Come ha commentato Elisabetta Mignoni, titolare della società: “Si è rilevata una maggioranza di acquirenti stranieri, con un aumento di americani e asiatici. Gli acquirenti sono sempre più selettivi, non è più sufficiente il prezzo di partenza accattivante se manca la qualità. Buon interesse, dopo tanto tempo, per i diamanti ed il gioiello d'epoca”. Un diamante taglio navette da 7,02 carati corredato da certificato Cisgem del 2018 attestante che la pietra è di colore I, purezza VVS2 e non ha fluorescenza, è stato aggiudicato per 86.250 euro contro una stima di 70-80mila. Un anello in oro bianco a margherita con diamante centrale a taglio a goccia da 3,20 carati e contornato da diamanti taglio tape per un totale di 3 carati, è stato aggiudicato per 22.500 euro contro una stima di 12-14mila.

Un diamante Type II sfiora il milione di euro. Oltre 3.225.000 euro col 160% del venduto sulle stime e con il 73% di lotti venduti è l'importante risultato dell'asta di gioielli da Pandolfini di Firenze. Uno strepitoso top lot: un diamante di forma ottagonale, taglio smeraldo, di 14,67 carati, II type, purezza IF ha chiuso una competizione tra buyers collegati per telefono a 979mila euro! I diamanti Type II rappresentano solo l'1,8% delle pietre utilizzate in gioielleria e provengono in larga parte dalla miniera indiana di Golconda. Il diamante è stato acquistato da un compratore collegato telefonicamente da Ginevra che ha dovuto contenderlo ad altri che chiamavano dall'Olanda, Inghilterra, Usa, Israele e Italia. Tra le pietre colorate, un anello che montava un rubino birmano ovale di 5,10 carati circondato da una corona di diamanti per 5,50 carati dai 60mila euro di partenza, in un continuo di rilanci tra molti telefoni, ha corso fino a 283mila euro, mentre un anello in platino che montava uno bello zaffiro ottagonale di 16 carati, affiancato da due diamanti taglio brillante, ha raddoppiato la stima passando di mano per 93.750 euro.
Nella stessa giornata da Pandolfini si è tenuta l'asta di orologi che ha sfiorato i 900mila euro di venduto, anche questa volta con un lotto superstar: il “cronografo Rolex Daytona Paul Newman del 1969”, alla fine di una combattuta gara tra telefoni, ha chiuso ben oltre il doppio della stima a 442.500 euro. Questa risultato fa di Pandolfini un punto di riferimento nella ricerca, acquisizione e vendita di Cronografi Rolex, in particolare Daytona. Eccellenti risultati pure per due Cronografi Rolex Daytona “Big Red”, uno del 1980 venduto per 52.500 euro ed uno del 1984 aggiudicato per 65mila euro.

Due smeraldi colombiani in asta a Torino. Durante la 148ª asta della Casa d'asteSant'Agostino di Torino tenutasi il 3 e 4 dicembre sono stati esitati oltre 600 gioielli ed orologi (fatturato totale intorno a 500milaeuro). Top lot dell'asta una coppia di orecchini in oro bianco, a clip, con due smeraldi colombiani taglio a goccia per totali 7 carati e contorno di diamanti taglio brillante e navette per totali 6 carati, corredati di astuccio della maison torinese Fasano, venduti per 19.500 euro. Un superbo bracciale in oro bianco degli anni '60, composto da tre file di diamanti taglio brillante per 11 carati, probabile colore G-H, purezza IF-VVS, è stato venduto a 9.500 euro. Nella sessione dedicata agli orologi, un ricercatissimo Rolex Oyster Perpetual Yacht Master, ref, 16622, completo di scatola e certificati, venduto a 6.700 euro, mentre un bellissimo Patek Philippe “Calatrava” ref. 3893 degli anni '80, corredato da scatola ed estratto di registro, venduto a 6.800 euro.

Gara per uno zaffiro Kashmir da circa 10 carati. Il fatturato della vendita di “Gioielli, Orologi e Argenti” del 4 dicembre da International Art Sale di Milano supera di poco il milione di euro col 70% di lotti venduti e un incremento medio del 40% sulla valutazione base. Top lot, uno zaffiro Kashmir di 9,91 carati che è stato aggiudicato a 315.500 euro. Sono stati venduti benissimo anche gli Argenti italiani particolari, oggetto ambito durante le feste natalizie, e gli orologi. Come sempre i lotti di maggiore prezzo sono sempre acquistati da dealers stranieri.

Record di vendita per un'asta di orologi. Cambi Casa d'aste di Genova ha organizzato a Milano una vendita di “orologi” che ha totalizzato 630mila euro, record di vendita per un'asta di orologi da Cambi, e con i Patek Philippe sugli scudi. I tre top lot sono, infatti, tre rare referenze della maison ginevrine: un “referenziale 3970E del 1990”, caratterizzato da cronografo con calendario perpetuo e fasi lunari, aggiudicato a 65mila euro, un “referenziale 130” in oro giallo realizzato nel 1946, venduto a 41.600 euro, e un referenziale 5110G “World Time”, orologio a polso automatico del 2002 che ha raggiunto la cifra di 25mila euro.

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