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La fiera 1:54 di Marrakesh conferma il momento positivo per l’arte…

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fiere esotiche

La fiera 1:54 di Marrakesh conferma il momento positivo per l’arte africana

Joana Choumali, Moving Forward, 2018, Collage and embroidery on C-print, 50 x 50 cm. Courtesy Loft Art Gallery
Joana Choumali, Moving Forward, 2018, Collage and embroidery on C-print, 50 x 50 cm. Courtesy Loft Art Gallery

Si è chiusa a Marrakech in Marocco la seconda edizione di 1:54 African Contemporary Art Fairaperta al pubblico dal 23 al 24 febbraio con un'affluenza che ha raggiunto 6mila visitatori e tra questi direttori, curatori di musei e istituzioni tra cui la Royal Academy of Arts di Londra, il Grazer Kunstverein di Graz in Austria, lo Smithsonian Institution di Washington DC, il Boulder Museum of Contemporary Art (Boulder, Colorado), il Centre Pompidou, il Palais de Tokyo, lo Zeitz MOCAA di Cape Town e la Fondation Louis Vuitton.
Piattaforma per lo scambio e il dialogo offre grande visibilità ad artisti, professionisti e gallerie d'Africa e della diaspora. Nata da un'idea di Touria El Glaoui, che Forbes ha elencato tra le 100 donne più potenti d'Africa, dal 2013 si tiene a Londra, dove lo scorso ottobre si è svolta la sesta edizione, mentre il prossimo maggio a New York la fiera festeggerà il suo quinto anniversario.
In questa seconda edizione di Marrakesh sono stati presenti oltre 65 artisti, sia noti che emergenti, e 18 gallerie provenienti da 11 paesi, di cui sette dall'Africa. Quattro le new entry: Galerie Poggi (Parigi), Goodman Gallery (Johannesburg e Città del Capo), In Situ - fabienne leclerc (Parigi) e Galerie SINIYA28 (Marrakech). Era presente il 40% dei paesi africani con la maggior parte degli artisti che proveniva da Marocco, Nigeria e Sud Africa. Il genere femminile anche se ancora poco presente a Marrakesh ha raggiunto una quota del 25%.
Partecipare alla fiera non ha un costo eccessivo, se confrontato con quello delle sedi di Londra e New York, e per uno stand medio-grande la spesa è stata di 8.000 sterline, mentre per uno più grande il costo non superava le 10.000 sterline.
Nei due giorni di apertura dedicata agli ospiti VIP la lingua più parlata girando tra gli stand di una fiera formato boutique è stato senza dubbio il francese. Molti erano collezionisti che vivono in occidente e hanno a Marrakesh la seconda casa, ma era presente anche un numero significativo di collezionisti provenienti da tutto il Nord Africa. Non sono mancati i collezionisti locali che, secondo quanto riferito da alcuni galleristi, preferiscono artisti già affermati con un background scolastico, sinonimo di talento per alcuni collezionisti.
Tra gli stand giravano anche galleristi che non erano presenti in fiera ma partecipano alle edizioni di Londra e New York, come Marwan Zakhem, collezionista e direttore di Gallery 1957 (Ghana). “Pur essendo di piccole dimensioni ha un effetto potente – ha dichiarato il collezionista/gallerista -, è stata fatta una grande selezione di opere di celebri artisti africani come Ibrahim el Salahi, Abdoulaye Konate e Djamal Tatah esposti accanto ad artisti emergenti di talento come Joana Choumali, che a mio parere ha rubato la scena per il secondo anno consecutivo. Tuttavia ciò che distingue Marrakesh dalle edizioni più consolidate di Londra e New York sono i suoi programmi in città, che includono inaugurazioni, studio visit, visite ai musei, cene e feste che permettono ai visitatori una visione approfondita della cultura dei paesi ospitanti” conclude Marwan Zakhem.

Gli affari. Sul lato commerciale sono stati buoni gli affari soprattutto nei due giorni di apertura dedicati ai VIP. Con un focus sulla fotografia i prezzi per la maggior parte delle opere esposte erano espressi in euro, sterline o dollari, in quanto per una galleria straniera l'iter per il pagamento nella valuta locale (dirham marocchino) è ancora un processo lungo e, a tal proposito, la direttrice si augura, in futuro, di semplificarlo per incoraggiare maggiormente il collezionismo locale. Il range di prezzo delle opere era compreso in generale tra le poche migliaia e i 60.000 euro. Ha fatto eccezione lo stand della galleria sudafricana Goodman Gallery, che a differenza di altre gallerie partecipa solo all'edizione di Marrakesh, ed ha esposto un lavoro su carta di William Kentridge, venduto per 120mila euro, e una scultura dell'artista marocchino Mounir Fatmi per 42mila euro. In esposizione anche le fotografie di artisti established come Shirin Neshat e David Goldblatt.

David Goldblatt, Flushing Meadows and lightning masts, Site B, Khayelitsha, Cape Town, 11 October 1987, Structures (4-5131), 1987, Silver Gelatin Vintage Print, 34 x 28 cm. Courtesy Goodman Gallery

Tra le new entry a Marrakesh, la francese Galerie Nathalie Obadia, si è concentrata esclusivamente sui ritratti fotografici che esplorano l'identità africana, tra cui il famoso fotografo maliano Seydou Keïta e dall'Egitto Youssef Nabil, ma anche le rappresentazioni di donne africane dell'artista americano Andres Serrano. I prezzi erano compresi tra 6mila e 50mila euro.
Altra new entry Galerie Poggi, con un solo show dell'artista franco algerino Djamel Tatah, che ha scelto di partecipare alla fiera perché l'artista è parte della collezione del Musée d'Art Contemporain Africain Al Maaden (MACAAL), il museo privato di Marrakech. L'artista realizza le sue opere dopo avere fotografato componenti della sua famiglia e amici e dall'immagine digitale viene proiettata una figura a grandezza naturale sulla tela, che richiede un lungo e meticoloso processo pittorico. Le opere hanno un prezzo che oscilla da 12mila euro per quelle più piccole a 50.000 euro per le tele più grandi.

Djamel Tatah Untitled, 2016, Oil and wax on canvas, 200 x 200 cm. Courtesy Galerie Poggi

Molto positiva la fiera per la galleria di Casablanca,Loft Art Gallery che ha venduto quasi tutte le opere esposte, in particolare un collage dell'artista sudafricana Mgoboza, “Siwa” (pezzo unico a 2.800 euro), un disegno/collage dell'artista marocchino Mohamed Lekleti (pezzo unico, 2.500 euro) e, infine, due opere dell'artista Joana Choumali (Ivory Coast) foto stampate sulla tela con prezzi compresi tra 5.500 e 7.500 in base alle dimensione.
Due le gallerie italiane presenti, Officine dell'Immagine e Primo Marella, entrambe habitué della fiera in tutte e tre le tre sedi.
Per Officine dell'Immaginel'inizio è stato molto positivo: “i collezionisti sono in prevalenza europei e americani – ci spiega Marco Massaro - con i collezionisti locali è un processo più lento, e la fascia di prezzo che si vende più facilmente è compresa tra 2.500 e 4.000 euro”. Nelle prime ore di apertura della fiera ha venduto due opere, una scultura dell'artista congolese, Maurice Mbikayi, che vive e lavora in Sudafrica, e un collage dell'artista tunisina Farah Khelil. Entrambi i lavori costano 3.000 euro e sono stati venduti a collezionisti internazionali.

Farah Khelil, Encyclopedisme, 2018, Collage, watercolour, ink and transfer on paper, 60x100 cm. Courtesy Officine dell'Immagine

Primo Marella Galleryaveva in esposizione un'opera di Joël Andrianomeariso, artista che rappresenterà il Madagascar alla prossima Biennale di Venezia (con prezzi che oscillano da 10-18mila euro), un'installazione tessile di Konaté, Abdoulaye (prezzo da 25-50.000 euro) e, infine, dall'Angola Januário Jano con un'opera unica composta da quattro fotografie (il gallerista lamenta che non ha potuto installare l'opera correttamente) che in edizione di 3 ha un prezzo di 6mila euro.

January Jano, Musseke, 2017, Inkjet on 100% cotton fine art, paper rag and embroidery cloth, 45 x 32 cm. Courtesy Primo Marella Gallery

La galleria marocchinaL'Atelier 21oltre a partecipare a questa seconda edizione della fiera in Marocco parteciperà anche all'appuntamento di Londra: “non siamo preoccupati per le conseguenze della Brexit, siamo già abituati ad affrontare la burocrazia, le problematiche e i costi doganali per esportare le opere d'arte”. Nello stand ha esposto i disegni di quattro artisti marocchini: Nabil El Makhloufi, Safaa Erruas, Chourouk Hriech e Najia Mehadji. “Le opere – ci spiega la direttrice della galleria - hanno un range di prezzo compreso tra 11.000 e 35.000 Dirham, e abbiamo voluto mostrare solo disegni in quanto pur essendo una grande forma artistica è spesso considerata un'arte minore e poco ricercata dai collezionisti marocchini, rispetto alla pittura, mentre per molti artisti marocchini è una parte importante della loro carriera”.
E a proposito di Brexit anche per la direttrice della fiera Touria El Glaoui, al momento non costituisce un problema e non pensa che si verificherà un aumento dei costi per le gallerie africane e quelle americane, mentre sarà da verificare l'impatto economico per le gallerie europee.

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