ArtEconomy24

MoMA chiude per quattro mesi. Bilancio 2019 in sicurezza grazie alla…

  • Abbonati
  • Accedi
musei in espansione

MoMA chiude per quattro mesi. Bilancio 2019 in sicurezza grazie alla donazione Rockefeller e Geffen

Dal prossimo giugno e fino ad ottobre (dal 15 giugno al 21 ottobre), per ben quattro mesi, il Museum of Modern Art di New York chiuderà al pubblico. Questa chiusura forzata serve a completare una ristrutturazione da 400 milioni di dollari che permetterà di ampliare gli spazi ed effettuare una revisione dell'esposizione della collezione e poter rendere visibili al pubblico quasi mille opere. Sarà quindi un'estate senza MoMA per il turismo a New York che però potrà contare sull'offerta del MoMA Ps1 che rimane aperto e delle altre istituzioni.
Ma come inciderà questa dinamica sui ricavi da biglietteria (biglietto è aumentato a 20 dollari nel 2004 e a 25 dollari nel 2011) considerando che la stagione estiva è quella più importante? Difficile stimare l'impatto, che tuttavia non sarà da poco. Nella gestione che si è chiusa a fine giugno 2018 i ricavi derivanti dall'ammissione (ingressi) erano pari a 31,1 milioni di dollari in aumento rispetto ai 28 milioni di un anno prima, con un'incidenza sul totale del 14% (i dati considerano anche le entrate del MoMA PS1 che rimarrà aperto).

Il bilancio. Nella gestione passata il museo americano ha chiuso i conti con un saldo della gestione operativa negativo per 25,6 milioni di dollari, deficit che considera gli investimenti per l'ampliamento della sede. A fronte di ricavi per 222 milioni di dollari (215 milioni di dollari a fine giugno 2017) di cui 62 milioni derivanti dalle attività ausiliarie (erano 58 milioni l'anno prima), 39,2 milioni dal reddito degli investimenti in asset finanziari destinati alla gestione ordinaria e 38,5 milioni prelevati dai fondi patrimoniali disponibili, i costi sono stati pari a 248 milioni (230,4 nel 2017), di cui oltre 63 milioni sono relativi ai costi amministrativi e di gestione dell'edificio, 47,3 milioni (invariati) destinati alle attività curatoriali e circa 18 milioni alle attività museali e mostre. In aumento gli ammortamenti che passano da 27 a 35 milioni di dollari in relazione allo sviluppo immobiliare che il museo sta realizzando che porta in rosso il saldo della gestione operativa.

La gestione museale. Al contrario chiude con un saldo operativo positivo per 4,3 milioni di dollari (era positivo per 6 milioni di dollari nel 2017) che raggiunge 5,1 milioni di dollari a livello di risultato finale (17,3 milioni di dollari nel 2017) dopo avere destinato 47,6 milioni di dollari alle acquisizioni di opere d'arte (25 milioni nel 2017) per effetto delle risorse patrimoniali disponibili.
A livello patrimoniale il museo americano può contare su mezzi propri pari a 1,74 miliardi di dollari, in leggero miglioramento rispetto all'anno scorso, di cui 368 milioni di dollari non disponibili. I mezzi propri, nei prossimi mesi, beneficeranno della donazione record da 200 milioni di dollari da parte dell'estateDavid Rockefeller derivanti dalla vendita di parte della collezione avvenuta lo scorso anno da Christie's a New York ricavando complessivamente 835 milioni di dollari, di cui 646 milioni di dollari in una sola vendita. Questa donazione record fa seguito a un altro dono quello ricevuto dal magnate dell'intrattenimento David Geffen pari a 100 milioni di dollari.

New MoMA. Il museo, guidato da Glenn D. Lowry (uno dei dirigenti museali più pagati con circa 2,2 milioni di dollari tra stipendio, bonus e indennità per l'anno fiscale 2017 e un incarico prolungato per altri sette anni fino al 2025), dopo la chiusura forzata cambierà gli orari di apertura. L'apertura è anticipata alle 10 del mattino e il primo giovedì di ogni mese la chiusura è prolungata fino alle 21. I soci beneficeranno di un nuovo ingresso dedicato e potranno accedere alle sale del museo dalle 9,30. I tre piani di spazio espositivo manterranno un ordine cronologico con una proposta diversificata di media, dalla pittura alla scultura, all'architettura, al design, alla fotografia, performance, film e opere su carta.
Inoltre il museo ruoterà ogni sei-nove mesi una selezione di opere d'arte nelle sue gallerie e realizzerà le mostre nella fase di riapertura con opere della collezione permanente: un modo per dare visibilità a una parte della collezione che è stata storicamente trascurata. La nuova rotazione con cadenza regolare delle opere d'arte significa che il 30% delle gallerie sarà cambiato in un anno e l'intero spazio della galleria sarà ripensato entro il 2022.
I visitatori potranno ancora ammirare opere come “Les Demoiselles d'Avignon” di Picasso e “The Starry Night” di van Gogh, ma avranno anche la possibilità di vedere i lavori di arte femminili, latina, asiatica, afro-americana, altri artisti che in passato sono stati trascurati e nomi meno familiari, tra cui Okwui Okpokwasili, un artista performer, coreografo nigerino-americano, o Shigeru Onishi, fotografo sperimentale giapponese, o Hervé Télémaque, pittore di origine haitiana che ora ha 81 anni.
Il museo riaprirà con una mostra sull'arte latinoamericana, insieme all'esposizione delle opere di due artisti afroamericani: Pope.L, noto per le sue esibizioni provocatorie, e Betye Saar, 92, famosa per i collage e assemblaggi. Ma le novità non finiscono e il MoMA ha annunciato una nuova partnership con Studio Museum di Harlem per presentare mostre la sede sulla 125th Street è in costruzione. La prima mostra allo “Studio Museum at MoMA” vedrà la partecipazione dell'artista keniano Michael Armitage. La mostra sarà presentata nella nuova Galleria dei progetti al piano terra ampliato che, insieme alla galleria di architettura e design sarà ad ingresso gratuito.

© Riproduzione riservata