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Man on a Stool

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Man on a Stool

Zhang Xiaogang  Kunming (Cina), 1958

Tecnica: Olio su carta con collage di corda di cotone, 188×91 cm.
Stima: 300.000 $ (circa 268.000 euro).
Courtesy opera: © Zhang Xiaogang, Courtesy Pace Gallery
Archivio: Non esiste.
Catalogo ragionato: Non esiste.

In galleria: Dal 2007 lavora con Pace Gallery (Londra, New York, Beijing, Hong Kong) e i prezzi dipendono dal tipo di opere, dal mezzo, dall'anno e dalle dimensioni.Quotazione: L’aggiudicazione più recente è 1.322.709 $ per Bloodlines, the Big Family, 1999 (Olio su tela, 149,6 x 189,2 cm) da Sotheby's, Hong Kong il 1 aprile 2019 rispetto a una stima compresa tra 1.083.665 e 1.593.625 $. Nel 2018 in asta i lotti venduti sono stati 24 con un turnover di 18.917.609 $ e un tasso di invenduto del 42,9%.
Top-price: $ 10.698.699 per Bloodline: Big Family No.3 (??:???3?), 1995 (Olio su tela, 179x229 cm) da Sotheby’s Hong Kong il 5 aprile 2014 rispetto a una stima compresa tra 8.378.499 $ e 10.311.999 $. $ 10.698.699 per Bloodline: Big Family No.3 (??:???3?), 1995 (Olio su tela, 179x229 cm) da Sotheby’s Hong Kong il 5 aprile 2014 rispetto a una stima compresa tra 8.378.499 $ e 10.311.999 $.

Commento:
Nato nel 1958 a Kunming, capitale dello Yunnan nel sud della Cina, Zhang Xiaogang, vive e lavora a Beijing. Nel 1976 alla fine della Rivoluzione Culturale, viene ammesso all’Institute of Fine Arts di Sichuan a Chongqing. Si impone sulla scena artistica internazionale negli anni ’90 con la serie Bloodline: Big Family esposta nel 1995 in The Other Face: Three Chinese Artists alla 46ª Biennale di Venezia nella mostra “Identità e Alterità” nel Padiglione Italia. I dipinti propongono ritratti formali di famiglie, privi di colore, con facce placide e senza emozioni della Cina all’epoca di Mao, caratterizzati da segni distintivi di colore rosso che rappresentano i legami tra le persone. La visione malinconica del mondo si è poi trasformata in paesaggi e dipinti di oggetti delle serie Amnesia and Remembrance. Nelle opere recenti l’artista fa uno sforzo per uscire dalla tela rettangolare, incorporando forme che giocano con la tridimensionalità come nell’opera Mirror n. 2, 2018 e utilizza il collage e materiali diversi. Le sue opere fanno parte di diverse collezioni, tra cui Guggenheim, Logan Collection-SFMOMA, Fukuoka Museum of Art (Giappone). (M.A.M.)