mercato dell’arte

Artefiera migliora la qualità, ma è ancora poco internazionale

di Silvia Anna Barrilà


default onloading pic
La 41^ edizione di Artefiera a Bologna, Courtesy Artefiera

5' di lettura

La 41ª edizione di Artefiera si è tenuta a Bologna dal 27 al 30 gennaio sotto la guida di una nuova direttrice artistica, Angela Vettese, e di un nuovo presidente dell'ente fieristico, Franco Boni. Un rinnovamento che si era reso necessario considerata la crisi in cui versava negli ultimi anni la fiera, una delle più antiche al mondo. Sebbene non ci sia stato uno sconvolgimento rispetto all'anno scorso, la qualità della fiera è migliorata e l'offerta è apparsa meno congestionata, anche se di strada da fare ancora ce n'è. «Abbiamo ridotto il numero degli espositori – ha spiegato la nuova direttrice durante un intervento in occasione della mostra sulla videoarte e il lavoro al museo Mast, – il che può significare una contrazione dei guadagni per la fiera nell'immediato, ma rappresenta un investimento nella qualità sul lungo termine che genererà ricadute nel tempo».

La fiera continua ad essere molto italiana. Le gallerie straniere sono poche e spesso fondate da italiani all'estero. Anche una galleria come Continua, votata all'arte “globale”, ha presentato uno stand molto bello ma diverso dal solito, tutto rivolto all'arte italiana con opere poetiche di Sabrina Mezzaqui tra cui nuovi lavori in cellulosa (14-25.000 €), sculture modulari di Loris Cecchini, le sperimentazioni sulla forza e i materiali di Arcangelo Sassolino, le fotografie con il particolare uso della luce di Giovanni Ozzola (3-10.000) e i lavori sospesi tra storia dell'arte e contemporaneità di Ornaghi e Prestinari (5-7.000 €), esposti anche al Museo Casa Morandi in dialogo con il pittore bolognese (fino al 12 marzo).


Il bilancio delle gallerie. Manca ancora un respiro internazionale anche secondo Andrea Cortesi della Cortesi Gallery, con sedi a Lugano e Londra. «Sono assenti le gallerie straniere di livello e, purtroppo, anche i collezionisti stranieri qualificati come, invece, accade ad Artissima e negli ultimi anni a MiArt, fiera che a nostro parere sta migliorando di anno in anno». Tuttavia il bilancio è positivo. «Buono il livello di opere esposte dalle gallerie, sia nello storicizzato che nel contemporaneo, e la consueta alta partecipazione dei visitatori, collezionisti e non». Secondo i dati rilasciati dalla fiera, in totale sono stati 48.000.

Riguardo alle vendite, Cortesi ha ceduto un'opera di Tano Festa sui 65.000 €, una luminosa di Grazia Varisco da 30.000 € circa, un Gianfranco Pardi da 35.000 €, artista da rivalutare, ora in mostra in galleria a Londra, un Maurizio Donzelli e un Ivan Picelj, altro artista ancora sottovalutato al quale la galleria ha dedicato due mostre nel 2016.
Certamente una mossa positiva è stata quella di abbassare il numero dei partecipanti, passati dai 190 dell'anno scorso ai 153 di quest'anno. «Abbiamo accolto favorevolmente la diminuzione del numero di gallerie – commentano Alessandro Pasotti e Fabrizio Padovani della bolognese P420, – e speriamo che la nuova direzione possa dare un segnale forte in termini di qualità e identità nelle edizioni successive. Detto questo c'è ancora troppo secondo mercato a scapito di nuove proposte e di gallerie che lavorano direttamente con gli artisti». In termini di vendite, la galleria è soddisfatta, anche grazie al forte riscontro avuto con la mostra in galleria di Irma Blank. In stand offriva opere di artisti giovani e consolidati da 5.000 a 25.000 €. Grande successo ha avuto l'opera fotografica del croato Goran Trbuljak, che ritroveremo ad Art Basel, e Riccardo Baruzzi, vincitore del premio Rotary.

I giovani italiani. Un'altra nuova proposta che ha riscosso successo è stato il giovane italiano Tindar (1986), presentato dalla galleria milanese ProjectB con un progetto sui migranti che verrà venduto in un'asta di beneficenza ad aprile. Il suo lavoro di basa su una serie di più di 6.000 impronte digitali di migranti che l'artista ha raccolto a Calais. I prezzi delle opere offerte in fiera andavano dai 4.800 ai 14.400 €. «La fiera è andata discretamente – ha riferito Marzia Moreschi della galleria, – ci sono state alcune vendite. Non partecipavamo alla fiera dal 2011, ma abbiamo sentito che tanti galleristi erano poco soddisfatti».

La fotografia. Grande attenzione in questa edizione è stata prestata alla fotografia, con una sezione dedicata, curata dalla direttrice della fiera Angela Vettese, che ha suscitato curiosità sia tra il pubblico che presso la stampa. Soddisfatte le gallerie coinvolte: «Artefiera si conferma per Damiani un momento molto importante in termini di ampliamento di contatti con collezionisti, direttori di musei, critici, giornalisti e pubblico» commenta Eleonora Pasqui di Damiani Srl, che da editore di libri di fotografia è diventato nel 2015 anche spazio espositivo. Ad Artefiera ha portato opere di Larry Fink, Hiroshi Sugimoto, Joel Meyerowitz, David Leventi e David Seltzer con prezzi da 3.500 e 12.000 € (Iva inclusa) e ha venduto cinque opere, mentre per altre è in trattativa.
Molto soddisfatta anche MLB Home Gallery: «I nostri giovani artisti, che usano la fotografia come mezzo espressivo in sinergia con altre discipline, sono stati apprezzatissimi – racconta Maria Livia Brunelli. – Anche le vendite sono andate davvero bene: abbiamo venduto qualcosa di ognuno dei nostri artisti e sono ancora in corso delle trattative. Un vero boom di vendite per “Atlas Italiae” di Silvia Camporesi (1.600-4.600 €) e un'assoluta sorpresa per Anna Di Prospero (1500-1800 €), giovanissima fotografa che abbiamo in esclusiva per l'Italia e che per la prima volta abbiamo presentato ad una fiera, dopo che a soli 26 anni ha vinto due premi considerati i più importanti al mondo per la fotografia, il Sony di New York e il Lucy Awards». Altri artisti in stand erano Mustafa Sabbagh (2.700-7.600 €), Stefano Scheda (2.500-5.000 €), Giovanna Ricotta (2.500 €), Omar Imam (1.700-2.500 €) e Hiroyuki Masuyama (5.000-15.000).


Il parere dei collezionisti. Ma che cosa dicono i collezionisti – che l'anno scorso erano stati molto critici – di questa edizione di Artefiera? «Non l'ho trovata cambiata come mi aspettavo – risponde il veronese Giorgio Fasol, – ma ho trovato che, negli stand visitati, la qualità delle opere era buona». È d'accordo Giuseppe Casarotto di Bergamo, che ha apprezzato la riduzione del numero di gallerie, il mix di moderno e contemporaneo e la maggiore qualità, anche se nella sezione di fotografia si poteva fare qualcosa di più e ancora ci vuole tempo prima di tornare all'Artefiera di una volta, quando partecipavano importanti gallerie internazionali.

Un peccato perché, quando il pubblico internazionale c'è, apprezza l'arte italiana e l'offerta culturale della città, che quest'anno con 100 eventi paralleli in 55 luoghi ha attratto 84.000 visitatori (da uno studio di Nomisma emerge che il 74% dei turisti di Bologna sono attratti in città proprio dalla sua offerta culturale). Ce lo conferma il collezionista portoghese António Moutinho Cardoso, che era a Bologna in questi gorni: «Artefiera quest'anno era meno internazionale degli anni passati, ma rimane una delle fiere più interessanti per il focus sull'arte italiana e per l'ottimo programma parallelo dei musei e degli spazi pubblici».
«Anche la qualirà delle opere è migliorata dall'anno scorso – prosegue Cardoso. – I tre giorni che ho trascorso in città si sono rivelati troppo brevi per le tante mostre e non sono riuscito a vedere tutto. Artefiera non ha bisogno di molto per migliorare perché Bologna fa la differenza rispetto a tante altre città europee massificate. Ornaghi e Prestinari a Casa Morandi e Peter Buggenhout a Palazzo de' Toschi sono stati due degli highlight del programma».

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti