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Artigianali, made in Italy, ecologici: guida ai costumi più sostenibili

Piccole aziende dove si lavora a mano su tessuti ricavati dalla plastica raccolta in mare, che riducono l’uso delle protezioni solari più inquinanti e riprendono motivi del passato: lo swimwear consapevole diventa anche sofisticato

di Chiara Beghelli


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Una creazione Repainted

3' di lettura

Il numero delle spiagge dalle quali è bandita la plastica monouso aumenta giorno dopo giorno. Una goccia nel mare, mai metafora suonò più adatta: perché purtroppo la plastica che ogni giorno viene riversata nei mari e negli Oceani di tutto il mondo si calcola ancora in tonnellate, circa 12,7 milioni ogni anno, secondo una stima di Greenpeace. Materiali che uccidono la fauna marina e una volta sminuzzati dal tempo e dall’acqua entrano anche nell’alimentazione umana. Eppure, la buona notizia è che anche l’Oceano più esteso è fatto di gocce. E scegliere di indossare un costume fatto di plastica raccolta dai mari stessi è un ottimo punto di partenza.

Il diffondersi di una sensibilità ambientalista ha portato alla moltiplicazione di piccoli marchi di swimwear che propongono creazioni fatte di tessuti ricavati dalla plastica riciclata, come l’Econyl dell’azienda trentina Aquafil (al momento usato da circa 700 marchi di moda e abbigliamento in tutto il mondo) o il Seaqual, fibra tessile della stessa natura prodotta a Girona, Spagna. Questi piccoli produttori vanno oltre l’impegno puramente ambientalista, poiché vi uniscono quello etico, che passa dal realizzare i capi a mano, in modo artigianale e totalmente in Italia, ispirandosi a tecniche e motivi tradizionali, arrivando in certi casi anche a devolvere parte delle vendite di un modello ad aree marine protette del Paese. Ecco alcuni di questi brand

Mermazing

Mermazing
Il marchio, basato a Latina, è stato lanciato l’anno scorso da Alessia Porrello e Vanessa Sillano e propone costumi e beachwear in Econyl anche in versione mini-me, dunque coordinati per mamme e bambine. Oltre ad aver puntato anche su un packaging sostenibile, ha promosso anche delle campagne social: la più recente si fonda sull’hashtag #Iamthesolution, per promuovere un ridotto uso della plastica.

Chimborazo

Chimborazo
Nato a Milano nel 2017 da un’idea di Francesco Rubini, propone swimwear maschile da plastica riciclata, ma ha deciso di estendere il suo impegno per la tutela dei mari collaborando anche con aree protette italiane: dopo l’Area Marina Protetta di Portofino lo scorso anno, nel 2019 è coinvolta nel progetto l'Area Marina Protetta di Torre Guaceto, riserva naturale situata sulla costa adriatica dell'alto Salento nelle vicinanze di Brindisi, alla quale viene devoluta parte delle vendite della nuova colleizone.

La capsule “Splash” di Amorissimo

Amorissimo
Marta Attalla e Barbara Bologna sono le due menti creative dietro la nascita di Amorissimo, brand milanese lanciato nel 2014 e che quest’anno ha deciso di proporre una prima capsule colletion sostenivile, chiamata “Splash”: si compone di tre bikini prodotti utilizzando per oltre il 50% la fibra in poliestere Seaqual, rigenerata dalla raccolta degli scarti plastici marini. Per ogni kg di fibra prodotta, un kg di rifiuti plastici sparisce dagli oceani. Due anni fa Amorissimo aveva già proprosto una linea Loungewear creata con bambù e canapa naturali.

Piccoli principi

Piccoli principi
Anche e soprattutto i bambini hanno diritto a un mare più pulito. E a costumini che contribuiscono a renderlo tale. Per loro è nato Piccoli Principi, marchio basato a Miami ma di anima e manifattura italiana, che usa l’Econyl, declinato in colori fluo. Garantita anche la protezione contro i nocivi raggi solari alla delicata pelle dei più piccoli, che permette di ridurre o eliminare l’uso di creme e olii potenzialmente nocivi per l’ecosistema marino.

Adalù

Adalù
Il nome è nato dall’incontro di altri due, Ada e Luciana, quelli delle nonne di Valeria Donati, surfista e fondatrice del marchio di surfwear e swimwear basato a Roma, riconoscibile per la sua estetica un po’ vintage. L’impegno in sostenibilità qui passa non solo dall’uso dell’Econyl, ma anche anche dalla selezione dello staff, per il quale si privilegiano persone consapevoli dei temi ambientali. Nella piccola azienda la plastica monouso è vietata.

La collezione Kintsugi di Repainted

Repainted
Anche i costumi di Repainted, marchio basato a Roma, sono fatti al 70% di nylon rigenerato. Ma in questo caso il concetto di recupero coinvolge anche lo stile, poiché si amano ripendere motivi decorativi legati a movimenti culturali o tradizioni del passato, come l’Art Nouveau, le maioliche italiane e gli Azulejos portoghesi. Ispirazione per la collezione 2019 è il Kintsugi, un’antica tecnica giapponese che valorizza le fratture, i danni, subiti da un oggetto, donandogli nuova vita.

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