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Artigiani digitali stampano tamponi e valvole per la sanità

di Barbara Ganz

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La stampa digitale ha reagito con immediatezza all'emergenza sanitaria


2' di lettura

L’emergenza sanitaria ha ricavato un posto di primo piano per la stampa in tre dimensioni, capace di reagire con velocità a esigenze alle quali la produzione di massa non può rispondere.

Lo hanno dimostrato casi recenti di cronaca. Un ospedale ha finito le valvole per i respiratori? L’artigiano digitale riesce a riprodurne cento in poche ore consegnandoli prima della casa madre. C’è urgenza di fare tamponi? Con la stampante 3D se ne producono a centinaia a prezzi irrisori. Servono mascherine e caschi protettivi? Partono open call e progetti innovativi per velocizzare le forniture. Qualcuno vuole modificare un prodotto? Il caso della riconversione delle maschere da snorkling della Decathlon ha fatto il giro del mondo.

A Castelfranco Veneto ha sede 3DZ, azienda leader in Italia nel settore nella vendita di stampanti e scanner 3D, 16 filiali tra Italia ed Europa. Il gruppo, che fattura più di 20 milioni di euro, ha come fiore all’occhiello 28 tecnici specializzati. «Sono loro a istruire le aziende che comprano le nostre stampanti», spiega il country manager Italia di 3DZ, Ivan Zannol. «Grazie ai nostri consigli creano pezzi unici, irripetibili, usando materiali dei quali neppure conoscevano l’esistenza. Se possiamo salvare vite con le innovazioni tecnologiche, vogliamo essere in prima linea».

Così è stato per le cento valvole respiratorie realizzate per l’ospedale di Chiari, stampate dalla macchina del gruppo Lonati, e per le valvole che sono state usate per adattare le mascherine della Decathlon come respiratori: produzioni eseguite grazie ai macchinari distribuiti da Treviso e con la consulenza dei tecnici. In qualche caso sono stati violati dei brevetti: gli autori richiamano la assoluta necessità e urgenza del momento.

3DZ ha attivato anche studi e ricerche specifiche sull’asse Italia-Usa con i propri fornitori, ossia i produttori di stampanti: con Markforged sta studiando le protezioni (mascherine e similari) e i tamponi (in sostanza, cercano di capire i materiale e i settaggi delle stampanti per produrre questi strumenti). Un altro dei fornitori di 3DZ, l’americana Formlabs, sta in questi giorni lavorando fra Usa e Italia per fornire agli ospedali tamponi di prova in 3D per testare il Covid-19. Durante i test i tamponi sono stati stampati in lotti da 300 pezzi su una singola piastra di costruzione Form 3. Il tutto con materiali certificati: Formlabs collabora da anni con la FDA, la Food and drug administration, l’ente statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. I vantaggi sono anche economici. 3DZ stima che con una semplice stampante, in poche ore, e al costo ridicolo (25 centesimi), si possano creare fino a 500 tamponi; con 20 stampanti si arriverebbe a produrre dai 10 ai 14mila tamponi in 24 ore. I primi 300 pezzi così prodotti sono già stati distribuiti. La sfida delle prossime ore sono le certificazioni medicali. Dice Marco Tormena, channel manager di Markforged, multinazionale americana: «Con 3DZ siamo in contatto per dare il massimo supporto agli ospedali d’Italia».

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