torino

Artissima 2019: numeri, progetti speciali e vincitori tra desiderio e censura

Nuove acquisizioni, progetti speciali e new entry all’Oval. La fiera si conferma un buon modello di business e riesce a fare rete nel territorio cittadino

di Francesca Guerisoli e Maria Adelaide Marchesoni


default onloading pic

7' di lettura

L'edizione numero 26 di Artissima (dal 31 ottobre al 3 novembre all'Oval di Torino), la terza diretta da Ilaria Bonacossa, conferma un andamento positivo: 55.000 è il numero dei visitatori, tra cui più di 5.500 collezionisti. In uno spazio di 20 mila mq, 208 le gallerie presenti, provenienti da 43 paesi per un 62% di espositori stranieri, oltre 50 curatori e direttori di musei coinvolti nelle giurie, Artissima in questa edizione delinea una tendenza ormai sempre più visibile: le fiere riescono a fare rete. Musei, istituzioni e realtà indipendenti non solo del territorio hanno accresciuto nei giorni della fiera la propria proposta culturale.

Gli acquisti
Le fiere, se sul fronte curatoriale e di attivazione culturale hanno ormai raggiunto livelli elevati, non bisogna dimenticare che, però, sono soprattutto business. Con oltre 250mila euro destinati alle acquisizioni, la Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea Crt conferma anche quest'anno l'impegno a sostegno alla fiera. Quattro le opere acquisite: «Real Violence» (2017), un'installazione di realtà virtuale violenta e inquietante dell'artista americano Jordan Wolfson ( Sadie Coles HQ ), presentata alla Biennale di Whitney nel 2017, andrà in comodato al Castello di Rivoli Museo d' Arte Contemporanea ; «Bottom», 1973, di Simone Forti ( Galleria Raffaella Cortese , 4.000-70.000 $; prezzo dell'opera acquisita: 50.000 $), «Tramonto nello stadio», 1973, di Titina Maselli (Galleria Massimo Minini ) e «Senza Titolo» (2019, 8.000 €) di Francesco Barocco ( Norma Mangione Gallery , 2.000-25.000 € ) andranno in comodato alla GAM – Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino . Tra i premi-acquisizione, l'OGR Award, finalizzato all'acquisizione di un video tra tutte le proposte delle gallerie partecipanti, quest'anno è andato a Yuri Ancarani (galleria Isabella Bortolozzi , 8.000-100.000 €) con l'opera «Lapidi» (2018, 22.000 €), che andrà alla Collezione della Fondazione CRT e verrà presentata presso le OGR.

Le opere scelte ad Artissima19

Le opere scelte ad Artissima19

Photogallery7 foto

Visualizza

I premi
Nel corso della fiera sono stati attribuiti altri quattro premi. Un buon numero è dedicato a giovani artisti, come il Campari Art Prize, riservato ad under 35, che ha scelto un artista della galleria Thomas Schulte , Julian Irlinger (Germania, 1986), che nel 2020 sarà invitato a realizzare una mostra prodotta da Galleria Campari nei propri spazi espositivi presso Sesto S. Giovanni. Il Premio Illy Present Future, assegnato all'artista considerato più interessante nella sezione Present Future, che offre la possibilità di fare una mostra in un museo torinese durante la prossima edizione di Artissima, è andato ad aaajiao ( House of Ergon , 1.500-68.000 €), artista multimediale e attivista che vive tra Berlino e Shanghai, presente anche alle OGR con un'opera nella mostra “Telephone”. Il Premio Ettore e Ines Fico, dedicato a un giovane artista, è andato a Guglielmo Castelli (tele in fiera: 2.500-13.000 €), presentato dalla gallerie F rancesca Antonini e da Rolando Anselmi , a cui sarà dedicata una mostra personale negli spazi del Museo Ettore Fico nel corso del 2020.

New entry
Anche quest'anno ad Artissima non è mancato il sostegno alle giovani gallerie (aperte da meno di cinque anni) promosso per il secondo anno da Professional Trust Company , che ha permesso a tre gallerie di ricevere un contributo economico di 4.000 € ciascuna per partecipare alla manifestazione. La proposta artistica delle gallerie spaziava dalla pittura alle installazioni: Oktem Aykut , Istanbul, con un progetto di Can Altay (con prezzi che oscillano da 750 a 20.000 € per un'installazione di diversi piccoli dipinti di pittori amatoriali) e Ihsan Oturmak (un'installazione da 12.000 €); Emalin , Londra, presentava un progetto di Athena Papadopoulos con una molteplicità di media che spaziano dalla creazione di tele (14.000 £) a sculture come «Sick Love», esposta al centro dello stand (25.000 £). Ancora, Vin Vin , Vienna, con un progetto di Myles Starr nel quale viene proposto un nuovo modo di raffigurare l'intimità attraverso una serie di dipinti di diverse dimensioni con prezzi che oscillano tra 1.800 € per le tele più piccole e 4.300 per quelle più grandi. Infine, tra le nuove entrate ad Artissima, la galleria Castiglioni di Milano, che presentava il lavoro di KIM1995 – arista che il gallerista non ha mai visto e ha scoperto vedendo le immagini delle opere su Instagram –, che si basa sul concetto di “Immobilità Sostenibile”, in quanto il non spostamento di un oggetto o di una persona non produce emissioni di CO2. Quindi l'artista suggerisce legami più forti con le culture locali e allo stesso tempo incoraggia le nostre connessioni con gli altri al di là di ogni divisione geografica attraverso le tecnologie, invece che lo spostamento fisico. Nello stand erano esposte una serie di sedie – come metafora del concetto di immobilità – e tutti gli elementi della mostra erano stati modificati o realizzati ex-novo da artigiani locali secondo le direttive dell'artista che ha curato l'intero processo produttivo a distanza dalla sua casa di Basseterre, nei Caraibi. I titoli delle opere si riferiscono alle persone che hanno prodotto gli oggetti, alle aziende locali e alle emissioni di CO2 risparmiate.

Desiderio/censura
Le novità di questa edizione sono state diverse. Dal focus sul Medio Oriente (“Hub Middle East”), voluto in risposta all'attenzione che quest'area del mondo, negli ultimi anni, sta dedicando all'arte contemporanea, realizzando musei e spazi espositivi, alle mostre tematiche.
Il percorso di questa edizione è stato Desiderio/censura: il desiderio come forza di aprire a nuove visioni e la censura come un lato altro di questo desiderio. Come ha sottolineato Ilaria Bonacossa nella conferenza stampa di apertura, ci sono più muri di confine oggi che nell'89, e nei social gli algoritmi decidono che cosa dobbiamo vedere e cosa no. Se tra gli stand della fiera la dialettica desiderio/censura non è emersa in modo particolare rispetto alle trascorse edizioni, tali tematiche sono state invece approfondite nei talk, organizzati da Anna Daneri, e nella mostra “Abstract Sex”, di cui è stata commissionata la curatela a Lucrezia Calabrò Visconti e Guido Costa. Allestita in una boutique di moda, la curatrice sottolinea che in questo spazio, “le gallerie non hanno dovuto pagare nessun gettone. Artissima non prende nessuna percentuale sulle vendite, copre i costi di allestimento, assicurazione, smontaggio, affitto dello spazio, pubblicazione e tutti gli altri costi vivi”. Le opere degli artisti, in larga parte nati negli anni Ottanta e già presenti in importanti collezioni museali, sono state selezionate dai curatori tra le gallerie in fiera in base a una precisa linea critica, ripercorrendo ciò che è successo dal punto di vista scientifico e filosofico dagli anni '70 a oggi, citando in particolare gli scritti di Paul B. Preciado, filosofo della disidentificazione.
Tra gli artisti esposti il britannico/giapponese Simon Fujiwara (12.000-40.000 €), rappresentato da Dvir Gallery di Tel Aviv-Bruxelles, compresa anche nell' “Hub Middle East” è nelle collezioni della Tate, Israeli Museum di Gerusalemme, Hamburger Kunsthalle, Sammlung Verbund di Vienna, Sharjah Art Foundation, Galerie Lafayette di Parigi, MoMa. Ad “Abstract Sex” era presente con «Boater», un'installazione composta da un cappello che faceva parte di un'uniforme studentesca del collegio inglese che frequentava da giovane, nella cui fodera, come atto di ribellione alle rigide regole, infilava pagine ritagliate da giornalini pornografici.
Si va poi dalla scultura di Thomas Hamen ( Issues , Stoccolma, 2.500-8.000 €) «Asstral Traveler» al video di Josefin Arnell ( Lily Robert, Parigi, 1.500-30.000 €; artista in collezione al Rijksakademie contemporary art) «Gag Reflex. I wanna puke in heaven», un'affermazione della vulnerabilità del corpo attraverso la ripresa di un gruppo di adolescenti che ridono senza sosta per rilasciare endorfine fino ad arrivare a vomitare bile.
Per la mostra la fiera ha anche commissionato un'opera, il disegno murale di Benni Bosetto ( ADA , Roma, 3.000-6.000 €), realizzato con una matita trovata dall'artista nello spazio e che sarà demolito al termine della mostra. Un fine disegno di corpi, organismi, vegetazione, meccanismi e tubi che li collegano tra loro, mutuando iconografie tratte dalla storia dell'arte.

Artissima Telephone
Il progetto espositivo ideato da Ilaria Bonacossa, curato da Vittoria Martini e realizzato in collaborazione con le OGR Officine Grandi Riparazioni ha presentato 23 installazioni di artisti esposti dalle gallerie presenti nell'Oval con altri lavori. Alle OGR il mezzo espressivo concettuale è stato il telefono. Dal telefono al quale non siamo più abituati, quello fisso, che obbliga a stare fermo e annulla il concetto di mobilità, al cellulare. Questo tuffo nel passato, come ad esempio comporre un numero con una tastiera a rotella, offre una riflessione sullo sviluppo delle tecnologie e l'effetto sulla nostra ormai irrinunciabile dipendenza e soprattutto sul fatto di essere sottoposti ad un continuo e costante controllo. All'ingresso, un'opera di Michelangelo Pistoletto uno dei suoi «Quadri Specchianti» del 2018 nel quale l'artista riflette sul tema della comunicazione ( Persano , da 450.000 €); tra le altre opere un'installazione sonora «Echo» di Nona Inescu che collega 18 paia di auricolari con 36 gusci di lumaca che fungono da casse di risonanza, con un richiamo all'antichità e credenze popolari. L'artista, che lavora con Spazio A di Pistoia, utilizza diversi media dalla scultura (con un range di prezzo da 3.000 a 7.000 €) alle fotografie (da 1.800 a 5.000 €). È un viaggio surreale quello proposto da Roberto Fassone ( Fanta Mln , prezzo dell'opera 3.500) con «Una di queste storie è vera (un telefono) nella vita di un telefono e di Guglielmo Calamia», ingegnere delle telecomunicazioni e tecnico audio delle OGR: dieci storie che si possono scegliere dopo aver composto un numero telefonico e una sola di queste è vera. E poi ancora, Cesare Viel con «Richiamato» ( Pinksummer , 3 ed., 5mila €) invita all'ascolto di una strana chiamata, quella con il padre, che non c'è più; il collettivo transdisciplinare Apparatus22, con «About the curious digressions of Atletica Ideal. A report» ( Galleria Più , 3.000 €) invita all'ascolto di un messaggio vocale, una ballata che descrive l'impossibilità di un amore inter species. In mostra anche un'opera che non è stata selezionata tra quelle delle gallerie in fiera. Si tratta di una nuova produzione «Canto Libero» (2019) dell'artista Marzia Migliora ( Galleria Lia Rumma ), con drammaturgia di Elena Pugliese, un progetto curato da Francesca Comisso e prodotto da Telefono Rosa Piemonte Torino e Collezione La Gaia per la “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne”, ispirato al lavoro di ascolto che portato avanti da Telefono Rosa.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...