Pandemia e start up

ArtNoble: il coraggio di ripartire

Il giovane gallerista Matthew Noble inaugura il 22 aprile il nuovo spazio di Milano con una collettiva sulle metamorfosi della natura

di Marilena Pirrelli

4' di lettura

Per le gallerie la pandemia e il lockdown hanno rappresentato uno stop e una migrazione veloce sull'online. Il 2020 in termini economici ha ridotto - secondo le stime dell'ArtBasel Ubs Art Market Report - il giro d'affari degli operatori a livello globale del 20% a 29,3 miliardi con maggiori difficoltà per le medie e piccole gallerie.
Ma c'è chi questo tempo, sospeso per tutti, l'ha usato proficuamente per costruire una nuova galleria e inaugurare con un vernissage su appuntamento il prossimo giovedì 22 lo spazio milanese in Via Ponte di Legno 9 (15.00 - 21.00) con la collettiva «Zeitgeber (donatore di tempo)». La mostra inaugurale di ArtNoble, aperta fino al 12 giugno, sarà concentrata sul soggetto articolato della natura e delle sue metamorfosi e includerà i lavori di Giovanni Chiamenti (Italia, 1992, opera in foto d'apertura), Simon Nicasz-Dean (Spagna, 1992), Katherine Jones (Regno Unito, 1979), Michele Guido (Italia, 1976), Giulia Mangoni (Italia, 1991), Edoardo Manzoni (Italia, 1993) e Silvia Mariotti (Italia, 1980).

Il giovane gallerista, Matthew Noble, titolare del nuovo spazio – genitori inglesi e milanese di nascita -, dopo la maturità viene spedito a farsi le ossa e studiare a Glasgow chimica. Si laurea in chimica farmaceutica, si sposta a Manchester, coltiva contemporaneamente la passione per i cavalli nella campagna inglese, poi scende a Londra dove comincia a lavorare per una start up di energia rinnovabile. «È lì che mi è partita la scimmia per l'arte - spiega ad arteconomy - amore, peraltro, trasmesso dalla mia famiglia. Ho conosciuto artisti, curatori, galleristi e giovani collezionisti e lì ho curato il primo evento: una mostra collettiva in una casa di campagna nel Berkshire, vicino Londra. Ho capito che era quello che mi piaceva: circondarmi di arte. Dopo otto anni ho lasciato il Regno Unito e il mio lavoro, ho deciso di tornare in Italia per lavorare con l'arte. Tornato per il Salone del Mobile ho conosciuto Riccardo Angossini e l'ho affiancato nella nascita di The Address gallery, realtà nata a Brescia alla fine del 2018. A settembre 2019 abbiamo inaugurato la nostra prima mostra insieme e a ottobre abbiamo fatto la prima fiera, invitati come spazio emergente, a Swab a Barcellona e abbiamo venduto. Poi ho fatto altre mostre temporanee a Milano in spazi pop up, anche una di fotografia e, infine, ho incrociato in via Tadino i proprietari del nuovo spazio».

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E allora?
Mi è scattata lampadina. Volevo tornare a Milano e ho capito che dovevo metterci la faccia. L'esperienza di Brescia mi è stata molto utile perché mi ha consentito di avvicinarmi al mondo dell'arte italiano e conoscere i collezionisti.

Matthew Noble e Alice Previtali (Crediti Alberto Selvestrel)

Quale artisti stai seguendo?
Ho cominciato a seguire artisti emergenti che lavorano sul territorio rurale, che raccontano l'ambientazione della campagna e poi, a fine 2019 la pandemia e la svolta. Ed eccomi qua.

Hai fatto tutto da solo?
La mia famiglia mi ha aiutato supportandomi e incoraggiandomi, instillandomi fin da bambino l'amore per il bello e poi, da gennaio, Alice Previtali mi sta affiancando come co-direttrice della galleria, Caterina Monda nella comunicazione e Piergiorgio Caserini per la sezione editoriale.

Hai avuto coraggio a partire adesso...
Non so se coraggio o incoscienza... Lavoro per il futuro credendo nel progetto, in me stesso e nelle persone che mi affiancano: Alice, Caterina e Piergiorgio. Non mi sono mai scoraggiato, non ho mai gettato la spugna. Questa pandemia mi ha dato modo di riflettere e preparami per la ripartenza. È stato un anno molto strano, non si hanno certezze. Eravamo già pronti a gennaio poi abbiamo atteso aprile, ma va bene così.

Simon Dean, installation view per “Zeitgeber (donatore di tempo)”. ArtNoble gallery. Photo credit: Luca Corgnali

Qual è il tuo percorso artistico?
Dopo aver osservato la scena artistica milanese, mi è sembrato di trovare poche gallerie che trattano talenti italiani relativamente giovani. All'inizio volevo trattare artisti emergenti, giovani con mostre e curricula già buoni, alla fine la prima collettiva presenta artisti che hanno già esposto per istituzioni o in gallerie più importanti, ma che noi cercheremo di valorizzare ulteriormente. Lavoriamo sulle relazioni umane, come con Alberto Selvestrel che è diventato un amico; ci siamo conosciuti quattro fa, entrambi alle prime armi ed è nato un rapporto fraterno. Il focus di ArtNoble è di concentrarsi su un numero ristretto di artisti e seguirli, promuoverli e accudirli a 360 gradi. Cerco artisti che raccontino il loro territorio, che abbiano una loro storia che diventi la nostra.

In quanto tempo prevedi che la galleria arrivi a breakeven?
Quest'anno andremo avanti a investire su noi stessi, mi sono dato due anni per arrivare a breakeven con i costi, anche se cammin facendo ci sono più spese del previsto. Fortunatamente abbiamo già concluso molte vendite, oltre le nostre aspettative. E lo consideriamo di buon auspicio.

Giulia Mangoni, “Archeologia della Ninfa Marica”, installation view per “Zeitgeber (donatore di tempo)”. ArtNoble gallery. Photo credit: Luca Corgnali

Il range delle opere che proponi in questa prima mostra in galleria?
Tra 300 € fino ai 10.000 €.

Qualche esempio?
I monotipi dell'architetto spagnolo Simon Nicasz-Dean hanno due range di prezzo differenti che variano in base alle dimensioni: i più piccoli (40 x 30 cm) intorno a 600 € e i più grandi (54 x 66 cm) 1.300 €. La scultura in plexiglass di Giovanni Chiamenti si aggira intorno ai 6000 € e le sue ceramiche vanno dagli 800 ai 4.000 €. I lavori fotografici di Silvia Mariotti variano in base alle dimensioni: i più piccoli (45 x 30 cm) sono sui 1.300 - 1.700 €, i più grandi (100 x 66 cm) sui 2.500 - 3.000 €. Le sue sculture composte da neon, ferro e polistirene si aggirano intorno ai 4.000 €. Per quanto riguarda i lavori di Edoardo Manzoni, la scena di caccia, questa volta pensata con il legno, si aggira intorno ai 2.000 €; la sua scultura trappola fatta di rami, alluminio, spine e bacche attorno ai 1.500 €, mentre più alto è il prezzo della scultura che si riferisce all'Argo Maggiore, 3.000 €. Le due piccole figure provenienti dall'enciclopedia del cacciatore, 600 €. Le stampe di Katherine Jones raggiungono circa i 1.700 € quelle di grandi dimensioni (73 x 90 cm) e i 500 € quelle di piccole dimensioni (40 x 33 cm). Mentre per gli ultimi due artisti, Michele Guido e Giulia Mangoni, stiamo ancora definendo i prezzi.

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