La rivoluzione digitale

Artsy: l’arte si compra dal cellulare, frena la poca trasparenza sui prezzi

Secondo l’Art Collecting report 2021 quasi due terzi (64%) dei collezionisti Next Gen preferisce usare il mobile, invece del computer, quando naviga online

di Maria Adelaide Marchesoni

4' di lettura

Nel 2020 il mondo dell'arte si è “spostato” online, ma nonostante ciò molte abitudini consolidate nell’industria dell’arte continuano a frenare l’espansione di questa modalità, in primis la mancanza di trasparenza dei prezzi delle opere d'arte. Questo e altri interessanti aspetti sono emersi dal sondaggio realizzato dal marketplace online Artsy nel report «Art Collecting 2021».

Gli intervistati

Artsy ha intervistato “collezionisti” che hanno acquistato opere d'arte arte e hanno speso almeno 10.000 dollari nel 2019 o 2020, o prevedono di farlo nel 2021. Questo campione è composto da 765 individui sui 2.290 intervistati, prevalentemente (72,3%) di sesso maschile e più della metà (51%) con un patrimonio netto di 1 milione di dollari o più. Al sondaggio hanno preso parte anche 139 “Next Gen”, collezionisti della prossima generazione che hanno iniziato a collezionare negli ultimi quattro anni.

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Gli acquisti online

Oltre l’83% degli intervistati ha dichiarato di aver acquistato opere d'arte online almeno una volta, un salto significativo rispetto al 64% del 2019. Internet è diventato un canale sempre più importante per guidare anche gli acquisti offline. Quasi due terzi degli intervistati (64%) ha acquistato fisicamente opere d'arte che avevano visto per la prima volta online. Per più della metà (57%) l'online ha permesso di scoprire nuovi artisti o opere che alla fine sono state acquistate (sia online o offline). Il 40% ha dichiarato che i social media, soprattutto Instagram (16%), sono stati uno strumento essenziale per scoprire nuova arte e nuovi artisti. Oltre a confermare rapidi tassi di crescita, Artsy, dal canto suo, ha registrato nel 2020 un aumento delle vendite online pari a 2,5 volte (aumento del 150%) rispetto al 2019 con il valore totale dell'e-commerce più che raddoppiato dal 2019 (circa 140% anno su anno).

Trasparenza prezzi

A frenare gli acquisti online è, soprattutto, la mancanza di visibilità dei prezzi che viene segnalata da quasi due terzi degli intervistati (62%). Questa percentuale sale al 71% tra i collezionisti Next Gen. Sulla piattaforma Artsy, il numero di opere caricate con funzionalità di e-commerce, che richiede quindi un prezzo visibile, è aumentato del 120% nel 2020 e, a beneficio di questa dinamica, Artsy segnala che la visibilità dei prezzi delle opere aumenta di cinque volte la probabilità che queste vengano acquistate rispetto a quelle che non hanno un'indicazione di prezzo.

I collezionisti Next Gen

Tra i collezionisti della Next Gen, quasi il 68% ha dichiarato che il prezzo medio delle opere acquistate era di 10.000 dollari o più, sfatando il mito che i nuovi collezionisti acquistano solo a prezzi più bassi. Più della metà dei collezionisti Next Gen ha dichiarato di aver acquistato più opere d’arte nei 12 mesi precedenti (da aprile 2020 ad aprile 2021) che negli anni precedenti. In particolare il 44% ha acquistato 5 opere d’arte, il 31% da 5 a 9 opere e il 16% da 10 a 25 opere. Oltre il 90% dei Next Gen ha effettuato la maggior parte degli acquisti dal cellulare, in quanto quasi due terzi (64%) preferisce utilizzare questa modalità per effettuare ricerche e acquistare arte. Un comportamento molto differente rispetto a chi colleziona da più tempo che preferisce rivolgersi a galleristi, agli art advisor e agli specialisti di case d’asta per avere consigli prima di effettuare un acquisto. Nonostante il clamore, gli NFT rimangono ancora una nicchia e solo il 5% degli intervistati ha detto di aver acquistato un NFT, mentre un altro 9% ha detto di avere intenzione di farlo. Più interessati, come è plausibile, i collezionisti Next Gen con il 9% che ha dichiarato di aver comprato un NFT, mentre un altro 10% ha intenzione di farlo.

Le scelte su Artsy

Cosa cercano e comprano sulla piattaforma online i collezionisti? Gli artisti che hanno registrato nel 2020 la più grande domanda sulla piattaforma sono un insieme variegato di etnie prevalentemente emergenti. Tra i 20 artisti che hanno avuto il maggiore aumento della domanda rispetto al 2019 15 sono artisti di colore, con quasi un equilibrio tra i due sessi, le artiste rappresentano 9 dei primi 20. Tra i più affermati la venezuelana Luchita Hurtado (1920-2020) e l’americano Tomashi Jackson (1980), la lista è ricca di talenti giovani ed emergenti, tra i quali sono in rapida ascesa i pittori figurativi per lo più neri, come l’americano Gerald Lovell (1992), dal Mozambico, ma di stanza a Los Angeles, Cassi Namoda (1988), l’inglese Tunji Adeniyi-Jones (1992), lo statunitese Jon Key (1992), l’inglese Esiri Erheriene-Essi (1982), basata ad Amsterdam, e nata a Brooklyn Genesi Tramaine (1982). Circa un quarto dei collezionisti intervistati ha riferito l’importanza di collezionare opere di artisti facenti parte di minoranze. Queste priorità si allinea con la crescente consapevolezza del mondo dell’arte che il canone artistico ha escluso storicamente donne e BIPOC (neri, indigeni, e persone di colore), nonché il desiderio tra curatori, galleristi e comitati di acquisizione di difendere una più diversificata e inclusiva gamma di voci. Ciò detto complessivamente, il 45% dei collezionisti intervistati ha espresso una preferenza per la raccolta opere di artisti affermati e ciò includeva la domanda di opere di blue chip come Andy Warhol, JeanMichel Basquiat, Yayoi Kusama e Takashi Murakami, le noto figure legate alla street art come KAWS, Banksy e Keith Haring. Infine un altro 37% di collezionisti ha dichiarato di avere la priorità nel collezionare di acquistare opere da artisti affermati con mercati secondari, suggerendo evidentemente la possibilità di rivenderle in futuro.

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