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ArtVerona: per crescere puntare sul territorio e sui collezionisti stranieri

In un ottobre affollato di appuntamenti di mercato, l’hashtag #backtoitaly punta a valorizzare l'arte italiana emergente che quest'anno ha privilegiato la pittura

di Maria Adelaide Marchesoni


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Yuken Teruya, Central Park North, 2018, carta e spilli, 60x40, opera venduta ad ArtVerona dalla galleria Piero Atchugarry (Miami, Usa, Garzón Uruguay) a 12.000 euro

4' di lettura

Schiacciata tra gli appuntamenti internazionali di Frieze a Londra, Fiac e la giovane, ma sempre più interessante, Paris Internationale a Parigi, ArtVerona chiude la 15ª edizione dall’11 al 13 ottobre con un'affluenza che ha superato le 23mila presenze dello scorso anno. I “quindici” anni di ArtVerona hanno beneficiato del nuovo ingresso Re Teodorico, una delle opere di ristrutturazione e ammodernamento del quartiere espositivo previste dal piano industriale di Veronafiere, che ha in programma investimenti per 105 milioni di euro nel periodo 2019-2022 e tra gli obiettivi vi è l'internazionalizzazione della fiera, la digitalizzazione dei servizi e la riqualificazione degli spazi e tra questi anche il progetto di restauro architettonico delle Gallerie Mercatali, l'ex Mercato Ortofrutticolo.

ArtVerona, gli acquisti dei collezionisti

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La fiera. Diretta per il terzo da Adriana Polveroni, il cui mandato di direzione artistica è scaduto con questa edizione, ha ospitato un totale di 150 gallerie suddivise in cinque sezioni. Nella Main section 115 gallerie con 10 nuovi ingressi, tra cui Umberto di Marino, Laveronica, Mimmo Scognamiglio/Placido, Patricia Armocida, e altre gallerie che ritornano dopo un periodo di assenza, come Federico Luger e La Città Project. Tra le riconferme, invece, ci sono state nel moderno Mazzoleni, Tornabuoni Arte, Il Ponte, L'Elefante e Spazia e, nel contemporaneo Annarumma, Enrico Astuni, De' Foscherari, Michela Rizzo, Prometeogallery, Studio Sales e T293.

In un contesto dove gli appuntamenti con il mercato dell'arte sono numerosi, costosi e impongono una scelta, #backtoitaly l'hashtag della manifestazione volto a valorizzare l'arte italiana emergente, rimane l'elemento distintivo di queste ultime tre edizione che, quest'anno ha privilegiato la pittura. Inoltre, le proposte dei galleristi sono state caratterizzate da un ulteriore miglioramento della qualità, determinato dalla capacità di selezione da parte della fiera. Non sono, tuttavia, mancate da parte dei galleristi, soprattutto nella sezione dedicata al Contemporaneo (Padiglione 12), alcune critiche “costruttive” indirizzate agli organizzatori.

Diversi galleristi, quelli più abituati ad altre fiere sia nazionali sia internazionali, sono concordi nell'affermare che ArtVerona deve lavorare con più determinazione sul territorio, soprattutto sui giovani, per avvicinare all'arte e, in seguito al collezionismo, quel potenziale presente nel Nordest. A sottolineare questo aspetto anche quei galleristi che, pur soddisfatti dal punto di vista commerciale, non hanno ampliato il cosiddetto portafoglio “clienti” con nuovi contatti in quanto le vendite, in alcuni casi anche numerose, sono state avvenute con contatti già in essere. ha lamentato un gallerista che non vuole essere citato. Altro suggerimento per le prossime edizione è cominciare ad investire su collezionisti stranieri di medio livello trainati dalla presenza in fiera di gallerie d'oltralpe. In tal senso, è stata apprezzata, ma che dovrebbe essere ampliata, la formula Focus On che quest'anno presentava la Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca (con cinque gallerie presenti).
Tra le novità di Artverona, ad accogliere i visitatori con l'opera di Emilio Varvella legata al Festival art+b=love(?) : «Amazon's Cabinet of Curiosities (Algorithmic Enquiry n. 1)», che nei mesi precedenti alla fiera ha “affidato” le scelte per la realizzazione di un'opera d'arte ad Alexa, l'assistente virtuale di Amazon Echo, e che ha coinvolto in un workshop 14 imprenditori chiamati a confrontarsi con 70 tra materiali e oggetti scelti da Alexa. «Dal punto di vista umano – ha raccontato l'artista – i prodotti suggeriti da Alexa erano completamente imprevedibili, dal punto di vista di Amazon, il risultato rappresenta la conseguenza di precisi algoritmi. Nell'apparente tensione tra imprevedibilità e controllo sistematico e affidando il mio processo decisionale ad Alexa, “Amazon Cabinet of Curiosities”, continua la mia ricerca sui meccanismi nascosti e invisibili del potere tecnologico, e la mia riflessione sull'autorialità artistica in un mondo saturato da processi autonomi e non umani».

Il fuori fiera. Con un'offerta qualitativa molto elevata le proposte artistiche al di fuori di ArtVerona hanno riscontrato un notevole successo. In primis, l'installazione ambientale «Loony Park» dell'artista Norma Jeane, prodotta da Contemporary Locus , alle Gallerie Mercatali. Il progetto ha interagito anche con il suono grazie a una line up di dj internazionali invitati da Path Festival , protagonisti di due serate da “tutto esaurito”, alle quali hanno preso parte complessivamente oltre 4.000 persone. Giardino Giusti nel nuovo allestimento Appartamento 900 ha presentato in corso fino al 22 novembre la mostra «To be played», curata da Jessica Bianchera e Marta Ferretti, una ricognizione sulla videoarte della generazione degli artisti nati negli anni Ottanta. In esposizione i video di dieci artisti (Helen Dowling, Nina Fiocco, Anna Franceschini, Adelita Husni-Bey, Invernomuto, Michal Martychowiec, Elena Mazzi, Jacopo Mazzonelli, Giulio Squillacciotti, Luca Trevisani).

Infine la collaborazione tra arte contemporanea e l'Università di Verona, che da sei anni vede una collaborazione con la fiera, si è arricchita quest'anno con la collezione AGI Verona di Giorgio Fasol, che ha affidato per cinque anni all'Ateneo e all'interazione con i suoi studenti un percorso tra le sue opere, esposte nella mostra «Contemporanee/Contemporanei», curata da Denis Isaia al Polo Santa Marta, ex Provianda delle truppe asburgiche. L'appuntamento alla prossima edizione di ArtVerona è per il 16,17 e 18 ottobre 2020.

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