Resiliente

Arzignano cambia pelle: industria sostenibile e formazione green

Nel distretto veneto operano 455 aziende che danno lavoro a 8.500 persone. Diversi gli investimenti di fondi di private equity: NB Renaissance Partners ha acquisito il 70% di Mastrotto, gruppo da 320 milioni di fatturato

di Giulia Crivelli


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Fasi del taglio, della valutazione e della lavorazione delle pelli

5' di lettura

L’industria conciaria italiana è una delle componenti d’eccellenza della filiera del tessile-moda-abbigliamento (Tma) e Unic, l’associazione di settore, dal 2018 è parte di Confindustria moda. I dati più recenti sono stati presentati alla fine di giugno propri durante le prime assise della grande federazione del Tma guidata da Claudio Marenzi.

Il presidente di Unic-concerie italiane, Gianni Russo, ha presentato i dati dello scorso anno: il valore della produzione ha sfiorato i 5 miliardi, con un export di 3,6. Le aziende, circa 1.200, danno lavoro a poco meno di 18mila persone. Difficili da visualizzare le quantità prodotte, in Italia, nel 2018: 128 milioni di metri quadri di pelli finite e 10mila tonnellate di cuoio per suola. Come altre componenti a monte della filiera, la conceria sta soffrendo più del valle, ma reagisce. Accade del resto dal 2008, anno in cui iniziò la crisi economica globale dalla quale forse non siamo ancora usciti. Reagisce e mostra la sua resilienza investendo in ricerca, rafforzando la formazione in partnership con le istituzioni, favorendo il ricambio generazionale e promuovendo gli sforzi che riguardano la sostenibilità e l’economia circolare, della quale l’indusitra conciaria è il miglior esempio all’interno del Tma.

Un bottale di una conceria: anche in questo caso, il legno è la materia prima principale, ma il corretto funzionamento è controllato da macchinari hitech

Tutte considerazioni che valgono a maggior ragione per il distretto di Arzignano, il più grande dei quattro nei quali si concentra la produzione conciaria del nostro Paese. Il distretto veneto assorbe il 57,7% della produzione conciaria italiana, seguito da Toscana (18,2%, si veda anche il pezzo in pagina), Campania (6,6%) e Lombardia (4,4%). Il restante 3,1% è sparso in altre regioni, dove non si può parlare di distretti veri e propri. «Nel distretto di Arzignano ci sono 455 aziende, che danno lavoro a 8.500 persone – spiega il presidente di Unic –. La particolarità del Veneto è prima d tutto il tipo di pelli lavorate, quelle bovine e vitelline, destinate soprattutto ai settori dell’arredamento e dell’automotive, in cui è leader mondiale. La seconda caratteristica è l’eterogeneità: ci sono aziende specializzate nell’attività di concia vera e propria, ma anche produttori di sostanza chimiche o naturali per i vari processi, accanto a imprese specializzate nelle macchine che servono ai conciatori e ancora, aziende che si occupano soprattutto della parte logistica del settore».

Il distretto di Arzignano – come del resto l’intera filiera – è dal 2 ottobre e fino a oggi in vetrina a Lineapelle, la manifestazione che si tiene due volte all’anno a Milano ed è arrivata alla 97esima edizione. Gli espositori sono in tutto 1.250, provenienti da 46 Paesi, e presentano le collezioni per l’autunno-inverno 2020-20121: l’industria conciaria, come quella tessile, è infatti una stagione avanti rispetto all’abbigliamento: la fashion week milanese ha appena ospitato le collezioni donna (e in molto casi uomo) per la primavera-estate 2020, ma Lienapelle, come MilanoUnica per il tessile, sono il luogo in cui stilisti e aziende della parte a valle della filiera traggono ispirazione per le stagioni successive.

«Lineapelle 97 coincide con una fase di mercato particolarmente complessa e differenziata – spiega Gianni Russo –. L’industria conciaria registra infatti un rallentamento complessivo tra il 5% e il 10% nei primi mesi del 2019, a fronte di risultati non particolarmente brillanti anche per le altre categorie espositrici (accessori, componenti, tessuti e sintetici). Se la domanda dai brand di pelletteria mantiene sostanzialmente livelli soddisfacenti, il quadro economico generale per gli altri prodotti e settori (calzaturiero, automotive, arredamento, abbigliamento) riflette l’incertezza che c’è a livello globale».

Ma, come dicevamo all’inizio, i distretti e Arzignano in particolare, mostrano la loro resilienza, con un occhio particolare al tema della sostenibilità. L’anno scolastico che ci siamo appena lasciati alle spalle ha coinciso con la fine del primo corso biennale post-diploma organizzato da Fondazione Its Cosmo, Distretto della pelle, Ssip (Stazione sperimentale pelli), Aicc (Associazione italiana chimici del cuoio) e realizzato grazie al’Its Galilei di Arzignano. I 25 partecipanti alla prima edizione del corso, iniziato nel 2017, hanno trovato tutti lavoro e subito: dimostrazione (si veda anche Il Sole 24 Ore del 26 settembre) che le aziende hanno “fame” di competenze di alto profilo. Dal corso dell’Its di Galilei in particolare escono i “green leather manager”, tecnici che si occupano di ricerca e sviluppo di prodotto e processi sostenibili sia nelle concerie, sia nelle aziende di prodotti chimici e macchinari. Il corso, come altri organizzati nel distretto (ma anche in Toscana), comprende 1.200 ore di lezioni in aula e 800 nei laboratori dell’Its Galilei. Fondamentale la partnership con aziende del distretto, che per la prima edizione sono state Conceria Laba, Conceria Pasubio, Gruppo Dani, Faeda, Mastrotto, Zanellato, Tonin, Conceria La Veneta e Conceria Montebello, Erretre, e Ma.Bo.Pell. Il 25 settembre ha preso il via la seconda edizione, con un’importante novità: il contributo del Dipartimeno di scienze chimiche dell’università di Padova. L’ateneo ha messo a disposizione alcuni docenti per il corso post diploma sulla gestione ecosostenibile della pelle, riconoscendo crediti formativi universitari.

La vitalità – nonostante i dati non brillanti del 2019 – del distretto «è confermato dall’attenzione da parte di investitori esteri», aggiunge Gianni Russo. In agosto Rino Mastrotto Group, azienda di Trissino, ha ceduto al fondo NB Renaissance Partners il 70% del capitale, ma Rino Mastrotto, che è anche vicepresidente di Unic, rimane alla presidenza con il figlio Matteo amministratore delegato e la figlia Barbara alla gestione della divisone automotive. Mastrotto è un gruppo importante e dà lavoro a oltre 850 persone, con un fatturato 2018 di 320 milioni. Nel giugno 2017 un’altra aziende vicentina, Pasubio, era passata sotto il controllo del fondo di private equity Cvc, che ne ha ulteriormente favorito la crescita. Anche in questo caso si tratta di un’azienda con un fatturato superiore ai 300 milioni di euro e, come per Mastrotto, i titolari, Luca e Alberto Pretto, hanno mantenuto una quota di minoranza e la gestione.

In occasione di Lineapelle 97, Unic ha lanciato una campagna di comunicazione globale, un progetto al quale il presidente Gianni Russo tiene molto: «Vogliamo promuovere e valorizzare l’identità qualitativa, green e d’avanguardia della pelle italiana: è una campagna assolutamente necessaria in un momento storico caratterizzato da un costante attacco alla pelle, spesso basato su notizie e informazioni fuorvianti e false. Si parla tanto dell’esigenza di rendere l’economia sempre più circolare, ma la circolarità è, da sempre, alla base della nostra industria: la stragrande maggioranza delle pelli che trattiamo in Italia sono infatti uno scarto dell’industria alimentare, che andrebbe altrimenti sprecato, smaltito senza avere una seconda vita».

La campagna avrà risonanza mondiale anche grazie alla vocazione internazionale di Lineapelle, tra le manifestazioni con più “trasferte” all’estero dell’intero sistema moda. «L’international network di Lineapelle è un progetto in costante movimento e sviluppo ed è già proiettato al 2020 – conferma il presidente di Unic –. Nella prima metà del prossimo anno, con riferimento alla stagione estiva 2021, tre sono gli eventi fieristici in calendario. Si inizia con Lineapelle London, in programma martedì 21 gennaio presso l’Ham Yard Hotel. La settimana successiva, il 29 e il 30 gennaio, al Metropolitan Pavillion di Manhattan andrà in scena Lineapelle New York e dal 19 al 21 febbraio i riflettori si accenderanno di nuovo su Fieramilano Rho per l’edizione numero 98 di Lineapelle».

L’IMPATTO AMBIENTALE

Variazioni dal 2003. (Fonte: Unic)

LA COMPOSIZIONE DEI RIFIUTI

Dati in percentuale. (Fonte: Unic)

IL LAVORO

Dati 2018. (Fonte: Unic)

IL LAVORO

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