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As Roma in rosso per 24 milioni, i debiti superano i 220 milioni

È quanto emerge dal progetto di bilancio al 30 giugno 2019 approvato dal consiglio di amministrazione. Negli ultimi tre bilanci sono state accumulate perdite totali per 92,1 milioni

di Gianni Dragoni


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(Ansa)

5' di lettura

Ancora un bilancio in rosso per l’As Roma, ma il problema principale è il debito. È quanto emerge dal progetto di bilancio al 30 giugno 2019 approvato dal consiglio di amministrazione. La Magica ha una perdita netta consolidata di -24,29 milioni di euro, inferiore di 1,2 milioni a quella dell’esercizio precedente. Negli ultimi tre bilanci sono state accumulate perdite totali per 92,1 milioni. Il patrimonio netto consolidato è negativo per 127,4 milioni, il deficit patrimoniale è peggiorato rispetto ai -105,4 milioni di giugno 2018. La Roma dichiara 220,63 milioni di debiti finanziari netti consolidati, 1,87 milioni in più dei debiti-record dell'anno precedente. Tuttavia, secondo il revisore dei conti, Deloitte, i debiti finanziari netti sono più alti e ammontano a 237,4 milioni.

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Le cifre sul debito
Come si spiega la differenza di cifre sui debiti? In una nota alle tabelle del bilancio, la società giallorossa afferma che è dovuta a un modo diverso di calcolare i crediti finanziari a lungo termine rispetto alle “raccomdandazioni” dell’Esma, l’autorità europea di vigilanza sui mercati finanziari: la Roma tiene conto di tali crediti per ridurre il debito netto, mentre l'Esma no. Pertanto il “debito a criteri Esma” è più alto, è quello segnalato da Deloitte. «La posizione (indebitamento) finanziaria netta utilizzata dal gruppo As Roma per monitorare la propria posizione finanziaria - spiega la società - include le attività finanziarie non correnti, a differenza della posizione finanziaria disciplinata dalla raccomandazione dell’European Securities and Markets Authority (Esma) del 20 marzo 2013, che non prevede la deduzione delle attività finanziarie non correnti dall'indebitamento finanziario». Interpellata dal Sole 24 Ore, la Roma ha detto che entrambe le cifre sono corrette e che la Consob consente di calcolare l'indebitamento “nettandolo” dai crediti finanziari a lungo termine (le “attività finanziarie non correnti”), purché questo venga evidenziato.

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I rischi del debito
In un paragrafo della relazione al bilancio, dal titolo “Rischi connessi all'indebitamento finanziario del gruppo As Roma”, gli amministratori affermano: «Il gruppo presenta un significativo indebitamento finanziario netto pari a 220,6 milioni di euro al 30 giugno 2019, rispetto al quale sostiene e sosterrà elevati oneri finanziari». Nello stesso paragrafo gli amministratori riportano una tabella che «riepiloga il dettaglio della posizione finanziaria netta (...) predisposta in conformità alla raccomandazione dell'Esma del 20 marzo 2013» e indicano così un indebitamento finanziario netto di 237,36 milioni, importo identico a quello sottolineato da Deloitte nella relazione di certificazione del bilancio. Il cda prevede una perdita anche nel bilancio consolidato e di esercizio di quest'anno, che chiuderà al 30 giugno 2020.

Deficit patrimoniale
Il debito è pesante, anche perché nel frattempo il patrimonio netto consolidato, che già era negativo negli anni precedenti, è peggiorato ulteriormente in conseguenza della perdita di bilancio. Nella scorsa stagione il gruppo ha pagato oneri finanziari netti per 28,1 milioni, in aumento rispetto ai 24,7 milioni del bilancio precedente. Le cifre sul debito sono riferite alla fine di giugno, prima del lancio del bond per 275 milioni perfezionato l’8 agosto scorso. Con l’emissione di queste obbligazioni la Roma ha rimborsato l'indebitamento precedente, che derivava in grandissima parte dal contratto con Goldman Sachs e Unicredit. Sul bond la società pagherà un tasso d'interesse fisso del 5,125% all'anno. La scadenza del bond è dopo 5 anni, nel 2024.

La proposta di aumento di capitale
Per riequilibrare il deficit patrimoniale il cda presieduto da James Pallotta ha messo in cantiere un aumento di capitale. L'assemblea degli azionisti è convocata per il 28 ottobre a Trigoria per approvare, oltre al bilancio, un aumento di capitale di importo fino a 150 milioni. L'impegno della ricapitalizzazione riguarderà soprattutto l'azionista di maggioranza, la società As Roma Spv Llc che ha sede nel Delaware (Stati Uniti) e detiene l'86,577% del capitale: il 3,293% della Roma è posseduto direttamente, l'83,284% è detenuto indirettamente attraverso la controllata al 100% Neep Roma Holding Spa, società italiana domiciliata a Roma presso lo studio legale Tonucci, consulente di Pallotta fin dall'acquisto del club. Secondo le dichiarazioni ufficiali nei documenti allegati al bilancio, il socio principale della società del Delaware (e quindi della Roma) è Pallotta, ma ci sono anche altri investitori. I piccoli azionisti della Roma potranno partecipare alla ricapitalizzazione, con l'esercizio del diritto di opzione, in quanto detentori di poco più del 13% del capitale.

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Calo dei ricavi
Nella stagione chiusa a giugno 2019 i risultati sportivi del club sono peggiorati. In particolare in Champions League la squadra è stata eliminata negli ottavi di finale dal Porto, mentre l'anno precedente era arrivata in semifinale. Pertanto i ricavi da Champions League si sono ridotti da 98,4 a 65,9 milioni. I ricavi totali consolidati, escluse le plusvalenze da calciomercato, sono diminuiti a 232,75 milioni, il 7,2% rispetto ai 250,87 della stagione precedente, quando avevano toccato il record per il gruppo. In totale i diritti tv hanno generato 111,9 milioni di ricavi (128,6 milioni l'anno precedente), le sponsorizzazioni 24,2 milioni (11,8 milioni l'anno precedente), i ricavi da gare, cioè la biglietteria e abbonamenti allo stadio, hanno contribuito per 66,3 milioni (77,2 milioni la stagione precedente).

I costi sono saliti
I costi invece sono saliti, per gli investimenti fatti negli ultimi anni per alzare la competitività della squadra: i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, al netto degli ammortamenti, sono saliti a 253,8 milioni, rispetto ai 237,9 milioni di giugno 2018 e ai 188,9 milioni di giugno 2017. Il costo di tutto il personale è aumentato da 158,84 a 184,42 milioni. Gli ammortamenti sui calciatori sono aumentati da 56,34 a 83,06 milioni. La somma tra costo del personale e ammortamenti calciatori è più alta dei ricavi (escluse le plusvalenze): 267,46 milioni rispetto a 232,75 milioni. Nel progetto di bilancio si precisa che «alla data di pubblicazione della presente relazione sono state regoalrmente pagate imposte e ritenute, e non risultano debiti tributari scaduti. È stata inoltre corrisposta ai tesserati la retribuzione relativa alla mensilità di agosto 2019». Al 30 giugno c'erano debiti scaduti verso fornitori per 22,83 milioni (su 59,8 milioni totali verso fornitori).

Plusvalenze
Nel calciomercato della scorsa stagione la Roma ha realizzato plusvalenze nette per 128,8 milioni, superiori ai 54 milioni del 2017-2018 e ai 94,9 milioni del 2016-2017. Le vendite che hanno contribuito di più sono state quelle di Alisson al Liverpool per 62,5 milioni, con 57,6 milioni di plusvalenza e Manolas al Napoli per 36 milioni, con 31,1 milioni di plusvalenza. La cessione di Strootma al Marsiglia per 24,37 milioni ha fruttao una plusvalenza di 17,25 milioni. Un discorso a parte per la cessione di Luca Pellegrini alla Juventus: il calciatore è stato valutato 22 milioni ma la Roma no riceve soldi, perché nella stessa operazione ha comprato dalla Juventus Leonardo Spinazzola per 29,5 milioni. E comunque la Roma ha iscritto nel bilancio a giugno 2019 una plusvalenza di 21,097 milioni (la Juventus una plusvalenza di 26,6 milioni). L'operazione è stata perfezionata il 30 giugno 2019, nel giorno di chiusura del bilancio. Appena in tempo per iscrivere la plusvalenza nei conti. Altrimenti la perdita netta a giugno 2019 sarebbe quasi raddoppiata a 45 milioni.

As Roma
Bilancio consolidato degli esercizi annuali chiusi al 30 giugno. In milioni di euro. (*) Escluse le plusvalenze da cessione calciatori e i proventi da cessioni temporanee
Riproduzione riservata ©
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    Gianni DragoniCaporedattore, inviato

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza, industria aerospazio, difesa, industria ferroviaria, trasporto aereo, grandi aziende pubbliche, privatizzazioni, bilanci società di calcio, stipendi manager, governance società quotate, conflitti d'interesse

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