DAL GIAPPONE AL VENETO

Asahi investe in Italia 13,5 milioni di euro per la produzione della birra

Non si arrestano gli investimenti nei siti produttivi nel nostro Paese dopo l’inaugurazione lo scorso giugno del nuovo impianto di fermentazione Peroni a Padova

di Maria Teresa Manuelli


Vale oltre 9 miliardi la filiera della birra in Italia

3' di lettura

Dal Sol Levante al Veneto, la birra super premium più venduta in Giappone parla sempre più italiano. Dopo l'acquisizione nel 2016 di Birra Peroni da parte del Gruppo Asahi, guidato da Akiyoshi Koji, che l'ha rilevata da SabMiller, il sito di Padova è di fatto l'unico in Europa a produrre la Asahi Super Dry, la birra giapponese numero uno nel mondo grazie al processo Sfaf (Sterile filtration aseptic filling). Anche il malto è 100% italiano,arrivando dalla storica Malteria Saplo di Pomezia.

Negli ultimi tre anni Asahi Europe - di cui fanno parte anche i brand Royal Grolsch e Meantime Breweries - ha investito in Italia oltre 60 milioni euro, che hanno consentito di aumentare la capacità produttiva di Asahi Super Dry non solo a Padova, che esporta il 61% della produzione in tutta Europa, Usa e Canada, ma anche a Roma e Bari. Nel complesso, i mercati internazionali in cui Birra Peroni è presente con i suoi brand sono 71, con la Gran Bretagna che assorbe circa il 60% del totale delle esportazioni.

Oltre 6 milioni di ettolitri prodotti nel 2018
L'Italia diventa quindi un punto di riferimento di calibro europeo e gli stabilimenti di Roma, Bari e Padova hanno raggiunto nel 2018 per la prima volta il massimo storico di oltre 6 milioni di ettolitri. Un terzo della produzione (2,1 milioni di ettolitri) è stata esportata, con un aumento dell'11% rispetto all'anno precedente.

Lo stabilimento di Padova, in particolare, su cui sono stati investiti 20 milioni di euro in tre anni, nel 2018 ha prodotto 1,7 milioni di ettolitri, circa 50mila bottiglie l'ora. Nel complesso, l'hub veneto può contare su una capacità produttiva di 1,9 milioni di ettolitri di birra l'anno, contribuendo per circa il 30% al valore economico diretto e indiretto generato da Birra Peroni in Italia. “Nei prossimi tre anni abbiamo pianificato altri 13,5 milioni di euro di investimenti – anticipa Silvia Aloe, External Communication e Public Relations Manager Birra Peroni – per aumentare la produzione e la distribuzione. I nuovi impianti di fermentazione, inaugurati il 24 giugno 2019, rappresentano una grande esperienza industriale italiana capace di essere presente e distinguersi non solo sul mercato domestico, ma anche sulla scena internazionale”.
L'aumento della produzione è stato accompagnato da un deciso miglioramento dei principali indicatori ambientali dello stabilimento: riduzione della CO2 , del consumo di energia elettrica, dell'energia termica e del consumo di acqua.

Dove tutto ebbe inzio: Birra Peroni in mostra a Vigevano

Enrico Galasso è il nuovo amministratore delegato
Il primo nucleo dell'attuale stabilimento padovano della Birra Peroni, situato in zona industriale, è sorto all'inizio degli anni Sessanta, ed esattamente nel 1963, quando la proprietà – allora divisa al 50% tra Peroni e i fratelli Luciani – decise di costruire un nuovo reparto di imbottigliamento separato dal corpo di fabbrica originario. Quest'ultimo si trovava infatti in pieno centro storico, tra le vie S. Fermo e Calatafimi, in un immobile oggi ristrutturato e destinato a uso civile. La fabbrica antica, già appartenuta alla Società Itala Pilsen, rimase operativa fino al 1973, anno in cui venne intrapresa la produzione nel nuovo stabilimento, edificato affianco al reparto imbottigliamento del 1963. Nel 1970 i Luciani cedettero la loro quota azionaria a Peroni, che da allora investì nel continuo aggiornamento tecnologico ed impiantistico della fabbrica padovana. E da pochi giorni il gruppo Peroni ha un nuovo amministratore delegato, Enrico Galasso, classe 1972, con una ventennale esperienza nel mondo dei beni di largo consumo. Galasso, che succede a Neil Kiely, ha iniziato la sua carriera nel Regno Unito in Procter & Gamble, per poi tornare in Italia in Bain & Co. e successivamente in Ferrero, Coca Cola HBC Italia, Reckitt Benckiser.

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