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Ascolti, il campanello d’allarme per la Rai: Mediaset mai così vicina

I dati 2022 della televisione italiana. Fra la Tv di Stato e il Biscione c’è solo un punto di share

di Andrea Biondi

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4' di lettura

Mai così vicini. La differenza fra gli editori Rai e Mediaset nel 2022 è stata di un punto di share nel giorno medio, a favore della Tv pubblica, contro i 4,2 del 2021 e i 3,2 del 2020. Guardando al dato di audience, i 3,184 milioni della Rai si confrontano con i 3,096 di Mediaset per una differenza che scende tra il 2021 e il 2022 da 422mila a 87mila persone. Anche in prima serata il 37,85% dell'editore Rai si confronta con il 36,2% di Mediaset; nel 2021 erano a 37,9% contro 32,18 per cento. Si è chiuso così, con un testa a testa, un 2022 che per la Tv è stato foriero di cambiamenti non da poco.

L’anno del «total audience»

È stato l’anno dell'entrata in scena della «total audience»: un dato unico per misurare il consumo di Tv attraverso tutti i device disponibili. È stato anche l’anno dell’avvio dell’«ascolto non riconosciuto» - che vale il 12,94% degli ascolti a fine 2022 - con cui misurare tutto quello che pur passando attraverso il televisore non riguarda la Tv tradizionale: streaming, gaming, internet. Ma è stato anche l’anno in cui proprio questi cambiamenti nelle misurazioni hanno segnalato quanto stia aumentando l’uso non tradizionale del televisore. Quindi: da una parte per i broadcaster il web rappresenta uno sbocco importante con gli stream dei filmati che danno la misura di quanto il contenuto televisivo abbia un seguito anche oltre la Tv. Dall'altra c’è da fare i conti con spinte centrifughe che allontanano dalla Tv tradizionale.

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Il senso del Biscione per gli esperimenti

In questo quadro, i dati Auditel elaborati dallo Studio Frasi per Il Sole 24 Ore restituiscono questo inedito testa a testa frutto di «una diversa strategia, una diversa capacità e diversi obiettivi. Mediaset – spiega Francesco Siliato, media analyst dello Studio Frasi – ha sperimentato più della Rai, ha implementato nuovi canali tematici gratuiti». È vecchio di dodici anni l'ultimo canale nativo digitale della Rai: Rai 5. Il servizio pubblico edita 13 canali; Mediaset ne ha 16. Nell'ultimo periodo il gruppo di Cologno ha aggiunto un canale ogni due anni: il «20» nel 2018, «Cine34» nel 2020, «Twentyseven» nel gennaio 2022. «Nel corso degli anni - sottolinea Siliato - la Rai ne ha chiusi sei e sembra intenzionata più a chiudere che ad aprire. Non ha neppure prodotto e realizzato quel canale in lingua inglese cui pure la impegnava il Contratto di servizio». Il punto di osservazione di Siliato dunque è che «senza un sussulto d’orgoglio e un cambio di visione da parte del servizio pubblico, il sorpasso dell’incumbent privato appare inevitabile».

Discovery terzo polo (con la variabile Sky)

Andando nel dettaglio degli editori, dopo Rai e Mediaset a registrare i maggiori ascolti nel giorno medio sono Discovery (663.693 spettatori con il 7,66% di share); Sky (592.018; 6,83%) e La7 (360.148; 4,16%). In prima serata Sky (con 1.337.318 spettatori di media e il 6,71% di share) è davanti a Discovery (1,310 milioni; 6,58%) e Cairo (1,035 milioni; 5,19%).

Argentina-Francia evento più visto del 2022

Attenzione però. La Rai porta con sé alcuni importanti primati. Il programma più visto dell’anno per esempio: Argentina-Francia dei Mondiali con 13,5 milioni di spettatori da total audience, 12,9 milioni davanti alla Tv per uno share del 68,17% e 529mila connessi da pc, smartphone o tablet. Viale Mazzini con Rai 1 ha anche la quasi totalità dei primi 70 programmi più visti del 2022, a parte 3 «squilli» di Canale 5 con due partite di Coppa Italia e la Supercoppa italiana. Evidenze che in fondo confermano come l’evento sia sempre più centrale nelle scelte dei telespettatori, ma anche che oltre alla strategia dell’evento serve il day by day.

Il primato «solitario» di Rai 1

Quanto ai canali, Rai 1 (1,580 milioni di spettatori di media nel giorno medio) rimane quindi la rete preferita seguita da Canale 5 (1,453 milioni). La gerarchia delle reti nel giorno medio registra nel 2022 ben due ribaltamenti: Iris (1,34% di share) supera Real Time (1,32%) e Rai 4 (1,22%) e raggiunge l'undicesima posizione, essendo le prime nove corrispondenti ai tasti del telecomando e la decima occupata da Rai Premium (1,4%). Un altro sorpasso nelle scelte dei pubblici si registra per la quindicesima posizione con Tv2000 (99.778 spettatori medi; 1,15%) che supera Rai Movie (94.972; 1,1%), superata anche da 20 di Mediaset (95.032; 1,1%).

Rai 1 regina della prima serata

In prima serata la rete più seguita è ancora Rai 1, con un margine di oltre un milione di individui: 4.089.757 contro 3.075.658. In questa fascia regina degli ascolti e degli investimenti pubblicitari si registrano però corposi sorpassi tra le reti generaliste. Rai 2 (5,09% di share), quinta dietro le reti ammiraglie e Rai 3 (6,37%) è sorpassata da Italia 1 (5,65%). Un altro importante sorpasso avviene per la sesta posizione conquistata da La7 (4,82%) ai danni di Rete 4 (4,76%). «Forse - puntualizza Siliato - i broadcaster dovrebbero iniziare a tenere in maggiore considerazione quello che emerge dall’analisi dell’età media. Nel 2022 per la Tv tradizionale è stata di 59 anni. Ma il pubblico si ringiovanisce notevolmente se guardiamo all’aggregato totale tv non riconosciuto (in rilevazione a partire dal primo maggio), che fa registrare una media di 41 anni». I più giovani, evidentemente, sono la vera scommessa.

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