UTILITY IN BORSA

Ascopiave: M&A e aste sul gas L’obiettivo 60% dell’Ebitda da attività regolate

di Vittorio Carlini


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5' di lettura

Chiudere positivamente la trattativa per l’aggregazioe con Aeb-Gelsia. Inoltre: partecipare, con adeguate offerte, alle gare sugli Ambiti territoriali minimi del gas (Atem). Ancora: spingere i ricavi da vendita di commodity azzurra ed elettricità. Sono tra le priorità di Ascopiave a sostegno del business.

L’attività, a ben vedere, nel primo trimestre del 2017 è stata contraddistinta da ricavi e redditività in rialzo. Il fatturato, soprattutto grazie ai maggiori volumi di gas venduto, si è assestato a 199,5 milioni in aumento del 9,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio. L’Ebit, dal canto suo, è arrivato a 31,1 milioni a fronte dei 30,3 milioni di un anno prima.

I TRIMESTRI DEL GRUPPO A CONFRONTO

Dati in milioni di euro

Al di là, però, dei numeri di conto economico il risparmiatore è interessato a conoscere le strategie di sviluppo aziendali. Tra queste, per l’appunto, c’è il focus sui ricavi da vendita. Qui il gruppo, con riferimento alle attività consolidate, ha attualmente circa 700.000 clienti nel gas e intorno a 60.000 nell’elettricità. L’obiettivo, da una parte, è mantenere gli attuali livelli numerici nel comparto della commodity azzurra; e, dall’altra, di crescere a doppia cifra annua sul fronte dei Mega Watt. Già, ma in che modo concretizzare i target indicati? Riguardo ai nuovi utenti di energia elettrica, la cui dinamica attuale per Ascopiave è in linea con l’obiettivo, gioca un ruolo importante il cosiddetto «dual fuel». Cioè: si propone la vendita dell’elettricità a chi ha già il contratto del gas (e viceversa). Non solo. Si punta anche sull’offerta di servizi a valore aggiunto. Ad esempio: piani di efficienza energetica (in particolare alla clientela non domestica). Le strategie indicate, ovviamente, sono ricomprese nella crescita organica. L’utility del Nord Est, tuttavia, scommette anche, e soprattutto, sulle operazioni straordinarie. Un M&A i cui potenziali target hanno, in linea di massima, le seguenti caratteristiche: sono localizzati nel Nord Italia e vantano fino a 150.000 clienti. Inoltre, se possibile, si tratta di realtà che risultano dalla separazione da attività di distribuzione. In quest’ipotesi, infatti, la loro clientela di norma è caratterizzata da un maggiore grado di fidelizzazione.

A fronte di un simile contesto il risparmiatore esprime, però, un dubbio. Il timore è che la non elevata notorietà dei marchi del gruppo possa limitare lo sviluppo. Ascopiave non condivide il timore. In primis, è l’indicazione, la crescita è programmata in aree, ad esempio la Lombardia, dove il brand è noto. Inoltre, come mostra quanto realizzato con le società acquisite nel recente passato, il marchio del gruppo acquisito viene mantenuto. Il che, a detta dell’azienda, consente di non rescindere quel legame con il territorio utile a sviluppare le vendite. In conclusione Ascopiave non vede alcun particolare problema sotto questo aspetto.

Fin qui alcune considerazioni sul business della vendita. L’utility tuttavia è focalizzata in particolare sulla crescita nella distribuzione del gas. Su questo fronte è utile ricordare che, a fine del 2016, l’Ebitda del gruppo era così diviso: per il 36,8% era generato dalla distribuzione mentre il rimanente 63,2% è appannaggio della vendita. La ripartizione, a ben vedere, è un po’ eccezionale: nel 2015, infatti, la distribuzione valeva il 44,2% del Mol. Ciò detto Ascopiave punta ad aumentare il peso del business legato alla rete. L’obiettivo, fermo restando la volontà di crescere in entrambe le aree, è di arrivare ad un’incidenza della distribuzione sull’Ebitda intorno al 60%. Il tempo previsto per centrare il target? Quello della conclusione (positiva) delle gare sugli Atem del gas cui l’utility ha deciso di prendere parte.

EBITDA PER TIPO DI ATTIVITÁ

Dati in milioni di euro

Una partecipazione che presuppone la selezione delle aste attraverso diversi criteri. In primis si guarda agli Ambiti in cui la società è incumbent. Poi ci sono quelli dove la sua market share è rilevante. Infine rileva il requisito di contiguità territoriale. Tutto rose e fiori, insomma? La realtà è più articolata. Il risparmiatore sottolinea che la concorrenza nelle gare è elevata e questo può contrastare i piani dell’utility. Il gruppo smorza il timore. Dapprima viene ricordato che la normativa privilegia non solo gli aspetti economici dell’offerta ma anche quelli qualitativi. Ad esempio lo sviluppo della rete in funzione della conoscenza storica della medesima. Ebbene le società, come Ascopiave, che hanno gestito il network vantano su questo fronte un know how che i concorrenti non hanno. Inoltre, indica sempre l’azienda, quando partirà la grande parte delle aste i competitor si focalizzeranno su quelli da loro prescelti. Giocoforza la concorrenza calerà.  Quindi, afferma Ascopiave, non c’è particolare preoccupazione rispetto al tema in oggetto. Tanto che il gruppo è concentrato sulla presentazione dell’offerta per l’Atem di Belluno il cui termine massimo scade il 31 agosto prossimo. Un po’ diverso invece il tema, trasversale all’intero settore, che riguarda il ritardo con cui vengono indette le gare. Una variabile esogena che alcune realtà, a fronte della frammentazione del comparto della distribuzione del gas, tentano di controbilanciare con l’M&A. Soprattutto di piccole-medie società private. L’utility del Nord Est, anche per la sua focalizzazione geografica, non vede in questa specifica attività reali opportunità. Ciò non significa, però, rimanere fermi. Ascopiave, oltre a continuare a vagliare opportunità nell’M&A, ricorda di avere compiuto la più recente importante acquisizione in Italia di una municipalizzata: quella di Pasubio Group. La società, con riferimento ai dati del 2015, porta in dote un Ebitda adjusted di 3,1 milioni. E non solo. L’obiettivo, afferma sempre Ascopiave, è concretizzare le possibili sinergie. Si parla, ad esempio, della negoziazione a migliori condizioni delle linee di credito per la neo-acquisita. Oppure di avviare il montaggio dei contatori «smart» sulla rete di quest’ultima. O, ancora, di centralizzare la contabilità. Tutte operazioni che dovranno implicare minori costi e più efficienze.

INVESTIMENTI PER TIPOLOGIA DI ATTIVITÁ

Dati in milioni di euro

Efficienze che, a ben vedere, sono ricercate anche sul fronte della crescita organica. Ma andiamo con ordine. I Capex previsti nel 2017, in linea con la media storica dell’utility, sono intorno a 20 milioni. Di questi circa il 45% sarà indirizzato sullo «smart metering». Il resto, invece, riguarderà lo sviluppo della rete e la sua manutenzione. Ebbene: proprio l’impegno sui contatori intelligenti costituisce un esempio del focus sull’efficienza da parte di Ascopiave. La società, che a fine 2017 conta di averne installati oltre 150.000, va introducendo un sistema di trasmissione dei loro dati tramite radio. Un meccanismo che consente, a società e utenti, di gestire meglio ad esempio i consumi. E, quindi, di essere più efficienti.

Ma non è solo la digitalizzazione del network. Il risparmiatore volge lo sguardo verso un altro aspetto: le trattative d’integrazione con Aeb-Gelsia. Le due società hanno firmato il 12 luglio del 2016 una lettera d’intenti per l’aggregazione. L’intesa prevedeva il periodo di esclusiva fino al 31 ottobre 2016. Il termine, però, è stato prorogato più volte: prima al 31 gennaio 2017 e poi al 30 aprile scorso. Ebbene: nell’ultima «Lettera al Risparmiatore» Ascopiave aveva auspicato la positiva conclusione della trattativa proprio prima del 30/4/2017; la discussione, invece, ancora prosegue. Il termine ultimo, adesso, è il 30/9/2017. Ci sarà la fumata bianca? Ascopiave, ammettendo la complessità della trattativa, da un lato non rilascia commenti sul merito della medesima. Dall’altro, però, esprime due considerazioni. In primis afferma che proprio la definizione del nuovo termine è l’indizio di come l’operazione continui ad avere buone prospettive. Inoltre ribadisce l’auspicio che l’aggregazione vada a buon fine.

DINAMICA DEL DEBITO NETTO

Dati in milioni di euro

Ciò detto quali le prospettive sul 2017? Ascopiave stima, nella vendita, il calo del margine. La dinamica, da una parte,è dovuta alla previsione di minori volumi di gas venduti; e, dall’altra, al fatto che nel 2016 c’è stato l’effetto una tantum della promozione della rinegoziazione dei contratti di approviggionamento di lungo termine (Apr). Rispetto alla distribuzione invece la reddività, grazie al consolidamento di Pasubio, è prevista in rialzo (seppure la dinamica nella vendita non dovrebbe riuscirsi a controbilanciare). Il trend preoccupa? Ascopiave risponde: no. Dapprima il raffronto è poco significativo a causa della voce non ricorrente nel 2016 dell’Apr. Inoltre il gruppo dice che sarà in grado, come mostra il suo track record, di migliorare in futuro la redditività.

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