LETTERA AL RISPARMIATORE

Ascopiave, più redditività grazie alle maggiori efficienze. L’M&A per rilanciare i ricavi

di Vittorio Carlini


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5' di lettura

Partecipare alle prossime gare d’attribuzione degli Ambiti territoriali ottimali (Atem) nel Gas. Poi: proseguire nella ricerca di maggiori efficienze. Ancora: agevolare, e spingere, le trattative dell’aggregazione con Aeb-Gelsia. Infine: arrivare al closing definitivo su Pasubio Group. Sono tra le priorità di Ascopiave a sostegno del business. Un’attività che a ben vedere, nei primi nove mesi del 2016, ha visto il conto economico muoversi a duplice velocità. Da una parte i ricavi si sono assestati a 353,3 milioni, in calo del 14,5% rispetto allo stesso periodo del 2015. Dall’altra la redditività, dal Mol all’utile netto, è invece salita. L’Ebit, ad esempio, è risultato di 45 milioni a fronte dei 35,4 milioni di un anno prima.
Al di là, tuttavia, dei numeri di bilancio il risparmiatore è interessato allo sviluppo del business. In tal senso Ascopiave fa per l’appunto rotta, anche al fine di spingere la prima riga di conto economico, sulle aste degli Atem. Ebbene, su questo fronte, una novità riguarda l’Ambito territoriale ottimale di Belluno. Il bando d’assegnazione è stato pubblicato a fine 2016. La società parteciperà alla gara le cui offerte dovranno presentarsi entro il 30 giugno prossimo. Si tratta di un’opportunità rilevante. L’Atem, infatti, comprende circa 1.000 Km di rete per il gas. L’incumbent (che gestisce attualmente la maggiore parte dell’Atem) è Bim Belluno infrastrutture.

Il focus sull’asta in oggetto rientra, a ben vedere, nella strategia del gruppo. Questo, in primis, ha l’obiettivo di aggiudicarsi gli ambiti dove lui è incumbent. Poi guarda agli Atem in cui ha una posizione rilevante. Infine: non esclude di partecipare alle aste per aree contigue a quelle in cui è già presente. Vale a dire: proprio il caso dell’ambito di Belluno. Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complessa. Al di là dell’asta in oggetto, l’atteso round di gare (seppure molti lamentano ritardi sui bandi pubblici) fa sorgere il timore in merito agli Atem dove la stessa società potrebbe essere coinvolta. Ad esempio, in qualità di attuale incumbent. Le aste, infatti, possono vincersi ma anche perdersi. Ascopiave rigetta la preoccupazione. In primis, viene ricordato, la normativa privilegia non solo gli aspetti economici ma soprattutto quelli qualitativi. Ad esempio: la competenza nella gestione degli impianti. Ebbene: la gestione e conoscenza nel tempo delle pipeline interessate, oltre che della storica presenza sul territorio, consentono al gruppo di affrontare con serenità il round di aste. Inoltre, sottolinea sempre l’azienda, pure nella poco probabile ipotesi di mancata aggiudicazione, è previsto l’indennizzo in capo al concessionario uscente. Quindi, su questo fronte, non c'è alcuna preoccupazione.

Fin qua alcune considerazioni sugli Atem. Quale invece la situazione riguardo alle operazioni straordinarie? Ascopiave, si sa, è impegnata nell’operazione con Aeb-Gelsia. Le due società hanno firmato il 12 luglio scorso una lettera d’intenti per l’aggregazione delle rispettive attività. L’intesa prevedeva il periodo d’esclusiva fino al 31 ottobre scorso. Il termine, però, è stato prorogato due volte: la prima al 31 gennaio e, poi, al 30 aprile prossimo. A fronte di una simile dinamica nel risparmiatore sorge un dubbio. Il timore è che l’operazione debba affrontare ostacoli imprevisti. Ascopiave smorza le preoccupazioni. La multiutility ricorda che gli interlocutori, tutti soggetti pubblici, sono molteplici. Di conseguenza c’è la consapevolezza di trovarsi di fronte ad una trattativa articolata. Ciò detto Ascopiave fa professione di fiducia ed esprime l’auspicio che la firma dell’accordo vincolante avvenga entro il 30 aprile.

Ma non è solo l’M&A con Aeb-Gelsia. C’è anche l’operazione che riguarda Pasubio Group. Il 13 settembre scorso la stazione appaltante, il comune di Schio, ha deliberato l’aggiudicazione provvisoria ad Ascopiave del 100% di Pasubio. Sennonchè l’altro pretendente, la milanese 2i Rete Gas, ha fatto ricorso al Tar chiedendo anche la sospensione della delibera. Il giudice amministrativo ha rigettato l’istanza. Contro la decisione 2i Rete Gas è ricorsa al Consiglio di Stato. Quest’ultimo, però, ha dato nuovamente ragione (in via di legittimità) ad Ascopiave. Con il che, da un lato, prosegue la questione di merito al Tar. Ma, dall’altro, Ascopiave si dice ottimista, anche in forza delle due sentenze a lei favorevoli, di arrivare all’aggiudicazione definitiva entro aprile. Si tratterebbe, oltre che del proseguimento nella crescita per linee esterne, anche del concretizzarsi della strategia volta al rilancio dei ricavi.

Già, i ricavi. Con riferimento ad essi le stime di Bloomberg sul 2016 indicano, a fronte del rialzo del Mol, un calo sul 2015. Cioè: viene confermata la doppia dinamica dei primi nove mesi. Al che, però, sorge la domanda: si tratta di un trend estemporaneo oppure no? Per rispondere è necessario guardare alla serie storica dei numeri di conto economico. Certo, ogni anno possono intervenire voci non ricorrenti: dai costi una tantum fino ad operazioni straordinarie. Tuttavia, nonostante questi elementi, il raffronto permette di individuare le dinamiche di fondo.
Ebbene: sul fronte del fatturato si assiste, in linea di massima, al seguente andamento. Nel 2009 il giro d’affari era di 764,151 milioni. Il dato, di esercizio in esercizio, è salito fino al 2012. In quell’anno la prima riga di bilancio si è assestata poco sopra il miliardo. In seguito, però, il fatturato ha invertito la rotta. Nel 2013 valeva 667,837 milioni per, poi, arrivare a 585,3 milioni l’anno successivo e a 581,65 milioni nel 2015.

Diverso, invece, il trend della redditività. Il Margine operativo lordo (Mol), ad esempio, tra il 2009 (61,54 milioni) e il 2012 (102,68 milioni) è salito. Di lì è calato per un anno ma, successivamente, si è ripreso, passando da 79,58 milioni (2014) a 80,9 milioni (2015). L’andamento è replicato anche dall’ Utile operativo (Ebit). Seppure qui la rimonta, tra il 2014 e il 2015, è stata più marcata.
Ciò detto quale, invece, il trend della marginalità? È presto detto: il rapporto tra Mol e ricavi era dell’8,05% nel 2009 e si è assestato al 13,92% nel 2015 (al 17,4% alla fine dei primi nove mesi del 2016). Il ratio riferito all’Ebit, dal canto suo, è passato dal 5,38% al 9,79% (12,7% al 30 settembre scorso).
Insomma: al di là di tutte le possibili obiezioni, le dinamiche già individuate sono confermate. Da una parte la top line di bilancio negli ultimi anni ha rallentato. Dall’altra la società ha reagito diminuendo sia i costi operativi che quelli di approvvigionamento. Inoltre ha migliorato l'efficienza del business. Un mix che, per l’appunto, ha permesso alla marginalità di accelerare.

A fronte di un simile scenario il risparmiatore esprime inevitabilmente un dubbio: il timore è che il rallentamento del fatturato, confermato nei primi mesi del 2016 possa rappresentare una problematica non contingente.
Ascopiave smorza i timori ed invita ad una più approfondita analisi. Il rallentamento dei ricavi, è l’indicazione, deriva soprattutto del calo unitario del prezzo del gas. Certo: i volumi di vendita sono scesi. E, tuttavia, il loro impatto è stato marginale. In realtà ciò che ha inciso realmente è la contrazione del listino della commodity azzurra. Vale a dire, conclude Ascopiave, una variabile di mercato trasversale all’intero settore ed esterna alla gestione aziendale.
Ma non è solamente una questione di gas. Ascopiave, confermando quanto indicato nell’ultima «Lettera al Risparmiatore», sottolinea la volontà, anche per incrementare il fatturato, di crescere la base clienti nel business elettrico. Il gruppo, al di là di quelli che possono essere acquisiti tramite l’M&A, punta su cosiddetto «dual fuel». Vale a dire: a chi già è utente per il gas si propone commercialmente anche la fornitura elettrica. Attualmente i clienti di Mega Watt sono più di 60.000. L’obiettivo è incrementarli ad una doppia cifra percentuale nel 2016 e 2017. Rispetto, invece, ai clienti del gas? Per il 2016 il target è mantenerli stabili. E, poi, tornare a crescere.

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