SPACE ECONOMY

Asi: «Per l'Italia ruolo da leader, proporremo una Giornata nazionale dello spazio»

Il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia, parla della missione sulla Luna e anche dell'apporto che viene dallo spazio agli obiettivi Onu di crescita sostenibile

di Alessandra Capozzi

6' di lettura

L'Italia gioca ormai un ruolo da leader nel settore spaziale internazionale e si prepara alla missione che vedrà il ritorno sulla Luna. Giorgio Saccoccia, presidente di Asi, traccia con SustainEconomy.24, report de Il Sole 24 Ore Radiocor e Luiss Business School un bilancio degli importanti traguardi raggiunti nel 2020 e nei primi mesi di quest'anno e assicura che lo spazio è uno strumento di assoluto sostegno alla crescita sostenibile del pianeta e al raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda 2030. E annuncia: «Proporrò al nuovo Governo l'istituzione di una Giornata nazionale dello Spazio»

Il 2020, un anno tanto particolare e difficile, è stato molto proficuo per il settore spaziale italiano. Ci traccia un bilancio?

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«Il 2020 è stato un anno terribile per tutti, ma nel settore spaziale ci siamo contraddistinti per una continuità in termini di attività e per una serie di successi importanti per l'Italia. Per citarne alcuni, il ritorno che l'industria italiana ha avuto in termini di numero di contratti che si è assicurata, in ambito Esa, in seguito agli impegni assunti nella ministeriale di Siviglia quando l'Italia, su proposta dell'Asi, ha aumentato di oltre un miliardo di euro la contribuzione all'Esa rispetto alla precedente ministeriale. Un aumento nato dalla consapevolezza del livello di competenza e capacità produttiva raggiunte dalla nostra industria tali da poter competere per la primeship in contratti e programmi importanti. In effetti abbiamo chiuso il 2020, con un ritorno - già solo in un anno - pari ad oltre la metà dell'investimento, un risultato senza precedenti. E' un segnale che l'Italia ormai gioca un ruolo da leader nel settore spaziale internazionale. Ma abbiamo continuato anche ad operare su iniziative e budget nazionali, sottolineando l'importanza delle attività spaziali a supporto dell'emergenza Covid con un bando dedicato a identificare l'utilizzo di tecnologie e servizi utili alla medicina a distanza. Con un ritorno enorme in termini di idee e numero di proposte tanto che il budget inizialmente allocato è stato quadruplicato. Il 2020 è stato anche l'anno in cui l'Italia, tra i primi Paesi, ha deciso di sottoscrivere gli accordi di Artemis a testimonianza dell'intenzione di essere un partner importante nella missione di ritorno sulla Luna, questa volta per rimanerci».

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E il nuovo anno si è aperto con tante notizie importanti

«Siamo solo a inizio marzo ma abbiamo iniziato il 2021 con segnali importanti. E' di pochi giorni fa la firma del contratto di Thales Alenia Space Italia per i satelliti Galileo di seconda generazione, un contratto epocale con cui formalmente l'Italia dimostra di poter operare da leader in tutti i settori applicativi dello spazio, ci mancava il segmento di volo della navigazione ed ora abbiamo anche questo. Complimenti a Thales Alenia Space Italia che ha fatto un'offerta molto concorrenziale. Poi c'è il contratto per Lightspeed, una nuova costellazione per internet satellitare e proprio pochi giorni fa l'annuncio del ritorno in volo di Samantha Cristoforetti nel 2022: un annuncio che è il mantenimento di una promessa fatta dall'Esa alla ministeriale di Siviglia proprio come riconoscimento del ruolo importante che l'Italia riveste e rivestirà nell'esplorazione».

Per il ruolo che Asi ricopre sono state una serie di soddisfazioni?

«E' il nostro lavoro e lo facciamo con passione, crediamo fortemente nella funzione catalizzatrice che Asi ha per promuovere al meglio e facilitare le attività spaziali italiane. Il sostegno che diamo alla nostra industria, è frutto di un dialogo continuo ed efficace, anche attraverso il supporto all'internazionalizzazione delle nostre imprese in collaborazione con il Maeci e il Mise. La "space diplomacy" è un tema importante che può supportare la diplomazia e aprire l'accesso a opportunità di business della nostra industria in altri paesi. Stiamo poi investendo molto sul dialogo continuo con il mondo universitario ed accademico, allocando risorse ma anche cercando di promuovere sinergie di finanziamenti con altri enti e con l'industria in modo da favorire il lavoro dei nostri giovani ricercatori. Importante anche la tematica specifica dei nanosatelliti: abbiamo pubblicato un bando per attirare idee per poter fare più frequentemente missioni a costi più contenuti e questo permetterà di attrarre e stimolare la crescita di pmi italiane, che costituiscono il tessuto e dna della nostra economia, favorendo la collaborazione con le grandi imprese in modo da avere il coinvolgimento dell'intera filiera. L'anno scorso abbiamo poi ristrutturato l'organizzazione interna dell'Agenzia per adeguarla ad un settore in forte crescita e siamo anche riusciti a intraprendere la strada di crescita dell'organico, sia in termini di competenza che numerici».

Le attività spaziali, che sembrano tanto lontane da noi, possono contribuire ad un futuro più sostenibile?

«Lo spazio è assolutamente uno strumento di sostegno alla crescita sostenibile del pianeta. Tra i settori ritenuti strategici per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile ci sono lo spazio e la space economy. Pensiamo a progetti importanti di osservazione della Terra e di navigazione europei, come Copernicus e Galileo, e ai progetti nazionali, come Cosmo-Skymed e Prisma, che toccano e vanno a sostegno di tutta una serie di questi obiettivi di crescita sostenibile: dall'acqua pulita al lavoro dignitoso, dalle città sostenibili alla lotta al cambiamento climatico alla vita sulla terra e all'agricoltura sostenibile. L'occhio attento e amorevole dallo spazio permetterà una accelerazione nel raggiungere questi obiettivi perché qualunque applicazione spaziale è facilmente strutturabile in termini di obiettivi sostenibili. E lo sarà anche in applicazioni spaziali meno intuitive, come l'esplorazione, che con l'innovazione tecnologica aiuterà a conquistare alcuni di questi requisiti; pensiamo al monitoraggio della salute degli astronauti a distanza quanto è attuale e può essere applicato oggi a persone che devono restare in isolamento».

E per le future generazioni?

«Credo sia essenziale in un periodo come questo utilizzare temi di ispirazione come lo spazio per attrarre le ragazze e i ragazzi, le bambine e i bambini verso le materie scientifiche. Abbiamo lanciato un'iniziativa nelle scuole e negli ospedali che ha avuto un grande ritorno: collezionare idee, messaggi e immagini che pensiamo di portare simbolicamente nel lancio della prima missione circumlunare statunitense in modo da far volare intorno alla Luna il messaggio delle nostre nuove generazioni. E guardando ai giovani professionisti abbiamo avviato un dialogo con le Università, con le "Giornate della ricerca spaziale accademica", con l'idea di coordinare su tematiche specifiche il lavoro di diversi atenei e centri di ricerca d'Italia per permettere ai ricercatori di lavorare in coordinamento e aprire la porta per il loro futuro nel mondo industriale che utilizzerà poi i risultati delle loro ricerche nelle prossime missioni. Mi piacerebbe poter promuovere con il nuovo Governo l'istituzione di una Giornata nazionale dello Spazio per poter coinvolgere l'intero Paese su questo tema che non deve restare lontano ma essere qualcosa di condiviso da tutti; spero di poterlo proporre quanto prima».

L'Italia con Samantha Cristoforetti torna sulla Stazione spaziale internazionale. Il sostegno alla missione Artemis…il nostro Paese è pronto per l'avventura sulla Luna?

«Lo siamo sicuramente nel settore dell'esplorazione, basti pensare alla leadership nei moduli pressurizzati e moduli abitativi sulla stazione spaziale che hanno permesso alla nostra industria di avere l'esperienza e la competenza da trasferire nei progetti legati alla Luna, lo sviluppo della stazione circumlunare e le prime architetture sulla superficie lunare. Un'avventura che sta già avvenendo sia tramite la collaborazione nei programmi Esa, uno dei ritorni di cui parlavo prima è la premiership sull'I-Hab, e altri strumenti che svilupperemo in collaborazione diretta in bilaterale con la Nasa e altri partner internazionali del programma Artemis che vedono una continuità logica con quello che sappiamo già fare. Lo stesso anche nella robotica con la leadership dimostrata nell'esplorazione marziana. L'anno prossimo lanceremo Exomars 2022 e siamo un importante partner tramite Esa della missione Mars Sample Return. E' una filiera completa di contributo all'esplorazione umana e robotica che il nostro Paese ha avviato decenni fa e sta portando avanti per un motivo principale: poter lavorare a obiettivi così importanti e visionari permette di coinvolgere l'intera filiera, dalla ricerca all'industria ed è quello di cui ha bisogno il nostro Paese per un futuro ben strutturato e di crescita economica sostenibile».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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