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Piazza Affari -4% in una settimana tra dazi e banche. Torna a salire lo spread

di S. Arcudi e A. Fontana

6' di lettura

Il braccio di ferro dei dazi tra Usa e Cina e il calo dei bancari hanno fatto arretrare Piazza Affari di un complessivo 4% nell'ultima settimana, un a marcia indietro che ha fatto perdere al listino milanese il primato della migliore performance da inizio anno: +13,9% per il Ftse Mib superato dal +14,2% del Dax di Francoforte.

Nell'ultima seduta settimanale, i tweet del presidente Trump hanno alimentato le preoccupazioni sull'andamento del negoziato Usa-Cina relativo ai rapporti commerciali e fatto oscillare i listini azionari che tuttavia spinti dalle trimestrali hanno chiuso la settimana in rialzo. Francoforte, grazie al clamoroso exploit di Thyssenkrupp (+28% dopo l'annuncio dell'ipo degli ascensori e il taglio di 6mila posti in tutto il mondo), è stata la migliore in Europa (+0,7%), mentre Piazza Affari ha comunque guadagnato lo 0,28% nel Ftse Mib grazie alla corsa di Unipol e Unipolsai (entrambe +3,8%) dopo i conti e i target del piano al 2021. In evidenza il settore lusso (+3,2% Moncler e +2,8% Ferragamo). In rosso quasi tutti i bancari, con Unicredit e Mediobanca uniche eccezioni, ma è stata Amplifon la peggiore (-4,3%). Male il comparto auto in tutta Europa: pesa il tema dei dazi commerciali anche perché ci si aspetta che l'amministrazione Usa decida entro la prossima settimana sulle tariffe relative all'import dei veicoli stranieri negli Usa. A Milano giù dell'1% Fca in linea con l'indice Stoxx600 del comparto. Euro/dollaro in rafforzamento a 1,1241 (1,1215 ieri) sulle tensioni commerciali e i dati di inflazione Usa. Petrolio stabile a 61,7 dollari al barile nel Wti giugno e a 70,5 dollari al barile nel Brent luglio.

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Wall Street chiude in rialzo: Dj +0,45%, Nasdaq +0,08%
Chiusura in rialzo per Wall Street, che recupera nel finale sulle ali della speranza che il dialogo con la Cina sui dazi non sia finito. Il Dow Jones guadagna lo 0,45% a 25.945,01 punti, l'indice S&P500 lo 0,38% a 2.881,52 punti, il Nasdaq lo 0,08% a 7.916,94 punti. L'incertezza sui negoziati commerciali tra Usa e Cina ha pesato nella prima pate della seduta sull'umore degli investitori, che non hanno reagito bene ai tweet odierni del presidente americano Donald Trump mentre a Washington sono ripresi i negoziati. Lui non ha fretta di raggiungere un accordo. L'inquilino della Casa Bianca ha poi ribadito che «la Cina non dovrebbe rinegoziare gli accordi con gli Usa all'ultimo minuto» e che lui ha «perso la pazienza» perché Pechino avrebbe dovuto fare di più per comprare più materie prime dagli agricoltori americani. E ancora: «I dazi genereranno molta più ricchezza al nostro Paese rispetto persino a un accordo fenomenale di tipo tradizionale». All'alba americana sono stati più che raddoppiati i dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi, a cui Pechino reagirà con contromisure.

Usa: inflazione sotto attese ad aprile
I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono cresciuti ad aprile per il terzo mese di fila dopo un gennaio che era stato il terzo mese consecutivo con un dato invariato. Lo ha reso noto il dipartimento del Lavoro. L'incremento è stato leggermente inferiore alle stime. Il mese scorso l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,3% contro attese per un +0,4%. Il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è aumentato dello 0,1% su marzo contro il +0,2% calcolato dagli analisti. Su base annuale, il dato generale ha messo a segno un +2% dopo il +1,9% di marzo e contro le stime per un rialzo del 2,1%; quello core è salito del 2,1% dopo un +2% di marzo e contro attese per un +2,1%. Il valore considerato ottimale dalla Federal Reserve è pari al 2%.

Unipol chiude il trimestre con utile in crescita
A Piazza Affari le migliori di giornata sono state Unipolsai e Unipol, dopo che il gruppo ha chiuso il primo trimestre 2019 con un utile netto consolidato pari a 171 milioni di euro, in significativa crescita rispetto al risultato normalizzato e a perimetro omogeneo di 144 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Il risultato contabile del primo trimestre 2018, pari a euro 472 milioni, era influenzato dalla plusvalenza, pari a 309 milioni, generata dalla cessione della partecipazione di UnipolSai in Popolare Vita. Nel primo trimestre del 2019 la raccolta diretta assicurativa, al lordo delle cessioni in riassicurazione, si è attestata a 3,32 miliardi (+0,9%): escludendo nel trimestre 2018 la raccolta di Popolare Vita e della sua controllata Lawrence Life, la raccolta del gruppo segna un incremento del 4,2%. Il combined ratio migliora al 93,4% mentre l’indice di solvibilità del gruppo cala al 155%.

Tra i titoli a minore capitalizzazione bene Nexi, giù Tod's
Fuori dal listino principale, Nexi si è risvegliata grazie alla trimestrale e dopo che Moody's ha alzato il corporate family rating a «Ba3». Positiva Fincantieri, arrivata anche a +5%, dopo i conti del primo trimestre che hanno messo in luce un incremento del 13% dei ricavi, Ebitda consolidato passato da 89 a 90 milioni di euro, ordini per 6,5 miliardi e un portafoglio totale salito a 34,3 miliardi. Alla luce dei risultati il top management della società ha espresso un cauto ottimismo sul 2019, mentre gli analisti hanno apprezzato la generazione di cassa superiore alle attese. In coda si trovano Equita Group, dopo i conti, e Tod's, che ha archiviato il primo trimestre con vendite in calo. Questo sembra pesare più del ritorno alla crescita dei ricavi retail, cosa che l'amministratore delegato Diego Della Valle ha definito «un segnale positivo che conferma la correttezza delle scelte strategiche fatte».

Bomi, oggi si chiude l'opa. Superata soglia 90%
Avviata verso il successo l’Opa su Bomi. Oggi è stato l’ultimo giorno utile per aderire all’offerta pubblica di acquisto volontaria promossa dal fondo Med Platform I su Bomi Italia, gruppo internazionale che opera nella logistica e nella gestione di prodotti ad alta tecnologia per la tutela della salute, quotato sull’Aim.
Ieri, al termine del penultimo giorno di adesione, l’offerente ha reso noto che è superata la soglia del 90% delle azioni ordinarie e del 70% delle obbligazioni convertibili. Il titolo è quotato a 3,99 euro. L'offerta riconosce 4 euro per azione portata in adesione e 4mila euro per ogni obbligazione convertibile portata in adesione.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Borsa Parigi: +4% EssilorLuxottica, «prove di pace» tra i soci
Balza EssilorLuxottica alla Borsa di Parigi, con gli investitori che puntano sulla pace tra soci italiani e soci francesi in vista dell'assemblea del 16 maggio prossimo. I titoli del colosso dell'occhialeria hanno chiuso in progresso del 3,96% a 110,2 euro, quando il Cac40 ha guadagnato lo 0,27%. Come era già emerso ieri, anticipato dal quotidiano la Repubblica, tra le due parti ci sarebbero dei contatti finalizzati a trovare una soluzione pacifica alla querelle che vede contrapposto Leonardo Del Vecchio, presidente e primo azionista con circa il 32%, e il vice presidente Hubert Sagnieres, esponente della componente francese. Stando alle indiscrezioni stampa rimbalzate anche oggi, una soluzione sul piatto è quella di una rinuncia alle deleghe operative da parte di Del Vecchio e di Sagnieres, in favore di Francesco Milleri, braccio destro dell'imprenditore italiano e amministratore delegato di Luxottica, e di Laurent Vacherot, Cdg (consigliere delegato) di Essilor, in attesa della nomina di un consigliere delegato di EssilorLuxottica. L'Afp, ha indicato oggi che le discussioni in corso proseguiranno anche nel fine settimana e mentre Luxottica non ha commentato, fonti vicine a Essilor hanno spiegato che c'è la volontà «da una parte e dall'altra di andare avanti», anche se «ci sono ancora importanti punti di distanza».

A Francoforte Thyssenkrupp vola su voci Ipo divisione ascensori
Thyssenkrupp protagonista assoluta alla Borsa di Francoforte. A fare da traino sono le indiscrezioni, riportate dalle agenzia di stampa internazionali, su una possibile quotazione della divisione ascensori del gruppo industriale tedesco. Secondo fonti vicine alla società, Thyssenkrupp ha preso in considerazione varie opzioni strategiche, compresa una possibile quotazione delle attività legate agli ascensori, una delle parti più redditizie del gruppo, rinunciando quindi all'idea di dividere la società in due parti (Thyssenkrupp Industrials, che includerebbe gli ascensori, e Thyssenkrupp Materials, che seguirebbe tra le altre cose metalli e acciaio). L'obiettivo è trovare un modo per interrompere la serie di risultati deludenti, soprattutto per le attività industriali, arginare il calo delle azioni, che si trovano ai minimi dal 2003, e rispondere alle preoccupazioni delle autorità antitrust sulla joint venture nell'acciaio con Tata Europe. Rinunciare alla separazione del gruppo in due aree, annunciata a settembre 2018, sarebbe un cambio di rotta molto netto per l'amministratore delegato Guido Kerkhoff, che mirava a semplificare la struttura aziendale, attualmente molto complicata.

Spread stabile a 272 punti. Focus su asta BoT
Ha chiuso la settimana stabile lo spread tra BTp e Bund che si mantiene comunque sopra la soglia dei 270 punti base. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il titolo tedesco di pari durata ha infatti terminato la seduta a 272 punti base, stesso livello della vigilia. Fermo al 2,68% anche il rendimento del BTp decennale benchmark.
Per quanto riguarda l'asta di titoli di stato, sono stati registrati rendimento in leggero rialzo per i BoT annuali assegnati oggi dal Tesoro. Nel collocamento odierno il Tesoro ha emesso 6,5 miliardi di Buoni a 12 mesi scadenza 14/05/2020 spuntando un rendimento pari allo 0,122%, in rialzo di 5 centesimi rispetto all'asta del mese precedente. Buona la domanda, che si è attestata a 10,395 miliardi di euro, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,60. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 14 maggio.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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