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Asian Art, la provenienza europea più richiesta sul mercato

di Roberta Olcese


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A rare and finely-cast gilt-bronze seated figure of Avalokiteshvara xuande six-character incised mark and of the period (1426-1435) - Stima £ 150,000 - 200,000

3' di lettura

L'arte cinese tradizionale gode di ottima salute, i compratori sono raffinati nel gusto ma anche oculati nella selezione dei lotti. Per esperienza hanno capito che i falsi in questo settore sono uno dei pericoli concreti.
“Gli oggetti attualmente più ricercati sono le giade bianche, i bronzi antichi e le porcellane del XVIII secolo” rivela Kate Hunt, esperta di Christie's per il dipartimento di Asian Art, e aggiunge: “il mercato è diventato più flessibile, i capolavori sono rari e i compratori per la prima volta acquistano anche oggetti non in perfette condizioni o con qualche restauro”. Questo è l'ultimo aggiornamento sui trend del mercato secondo Hunt. Martedì 6 novembre la vendita di Fine Chinese Ceramics and Works of Art - di cui si è occupata l'esperta - ha totalizzato a Londra 8,6 milioni di sterline (pari a 9,9 milioni di euro) con 182 lotti venduti su 320 proposti. La percentuale di vendita è del 57% sul venduto e dell'83% sul valore.

Un buon risultato? Positivo e leggermente migliorativo rispetto all'anno scorso quando il totale dell'asta di arte cinese era simile, 8,5 milioni ma la percentuale di vendita per valore era il 79%.
Per capire meglio l'evoluzione del settore Hunt spiega che: “Il trend del mercato cinese è cambiato nel 2004/2005 quando è cresciuto in forma esponenziale il numero dei compratori. In poco tempo sono nati moltissimi musei in Cina”.
Cosa cercano i cinesi? Non comprano solo i collezionisti asiatici, ma anche gli europei e gli americani. Il gusto è diverso. L'esperta precisa: “Gli europei amano anche statue in porcellana decorata, mentre i cinesi sono di gusto più tradizionale”. Ultimamente si stanno avvicinando anche compratori islamici che trovano influenze della loro cultura sulle decorazioni della porcellana.
Il riferimento trova conferma nella “Moon Flask” Bianhu, Yongzheng, datata tra il 1725 e il 1735 che si è rivelato essere uno dei pezzi forti della serata londinese da Christie's. La stima era a richiesta in realtà si partiva da 1,2 milioni di sterline e ne ha ottenute 1,448 milioni diritti inclusi.
A trainare l'entusiasmo di bidder e underbidder che hanno visitato l'esposizione e partecipato all'asta è stato una scultura in bronzo dorato Avalokiteshvara (1426-1435) stimata 150.000-200.000 £ che ha moltiplicato il suo valore ed è stata aggiudicata a ben 1.928.750 £. “L'oggetto raffigura Buddha, ha molto appeal sui collezionisti cinesi, è in perfette condizioni dai raggi X si vede che all'interno c'è ancora un rotolo in carta con probabilmente una preghiera. Pensiamo che salirà molto rispetto a questa stima” dichiarava a ragion veduta l'esperta durante l'esposizione pensando che il piccolo Buddha avrebbe scatenato la contesa. La scultura esce dalla prestigiosa collezione di Roger Soame Jenyns, importante curatore del British Museum scomparso nel 1976 dopo una carriera di successo che l'ha reso un riferimento tra gli studiosi di Asian Art.
Un altro pezzo della collezione Soame Jenys che ha scatenato la contesa è stato una rara tazza della famiglia verde 'Yu Tang Fu Gui' (1723-1735) che da una stima di 20.000-40.000 £ ne ha realizzate 488.750 (558.153 €).
L'arte cinese è un dipartimento ad alto rischio a causa dei falsi che negli ultimi anni hanno reso insicuro un settore costellato di investitori senza limiti di spesa. E anche su questo l'esperta della casa d'asta ci tiene a puntualizzare: “I compratori di arte cinese acquistano volentieri a Londra perché gli oggetti provengono da collezioni europee e quindi è garantita la provenienza e anche l'autenticità”. In Cina la legge sull'esportazione è molto severa e gli oggetti datati fino al 1949 non possono uscire dal territorio. In sostanza sono legati al mercato locale.

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