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Asili, piscine e ospedali: ecco per chi non vale l’austerity dei termosifoni

Esclusi dalle nuove limitazioni di orario (un’ora in meno al giorno) e di temperatura (un grado in meno) gli edifici con i impianti alimentati da energie rinnovabili

Taglio ai giorni, un grado in meno, orari ridotti: il piano risparmio per i riscaldamenti

2' di lettura

Il piano di riduzione dei consumi di gas naturale previsto dal ministero della Transizione ecologica posticipa di 8 giorni la data di accensione dei termosifoni e anticipa di 7 giorni lo spegnimento, riduce di un grado la temperatura e di un’ora al giorno il riscaldamento: tre misure, secondo la stima dell’Enea, che farebbero risparmiare 2,7 miliardi di metri cubi di gas ma che prevedono delle eccezioni.

Le limitazioni previste per l’inverno 2022-2023 contro il caro-energia non si applicano infatti agli ospedali, agli asili, alle piscine e alle saune. Escluse anche le attività industriali e artigianali che hanno già ottenuto dai Comuni deroghe ai limiti di temperatura. Fuori dal piano di austerità energetica gli edifici dotati di impianti alimentati in prevalenza a energie rinnovabili.

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Gli edifici esclusi: dagli asili nido alle saune

Le esenzioni sono indicate nel decreto del Mite che interviene per stringere i consumi, in tempi di particolare attenzione da parte del Paese alle scorte di gas, modificando le misure - stabilite dalla normativa - che di solito vengono applicate durante l’inverno.

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In particolare il posticipo di otto giorni per la data di accensione dei termosifoni e l’anticipo di sette per lo spegnimento oltre a un’ora in meno di riscaldamento giornaliero non si applica alle scuole materne e agli asili nido, agli ospedali, alle cliniche e alle case di cura (compresi gli edifici adibiti a ricovero o cura di minori o anziani e alle strutture protette per l’assistenza e il recupero dei tossico-dipendenti e di altri soggetti affidati a servizi sociali pubblici), alle piscine e saune e alle sedi delle rappresentanze diplomatiche e di organizzazioni internazionali che non si trovino in stabili condominiali. Esclusi anche gli edifici adibiti ad attività industriali e artigianali per esigenze tecnologiche o di produzione.

Un grado in meno: le eccezioni

Per queste categorie - a eccezione di scuole materne e asili nido - non vale neanche la riduzione di temperatura di un grado stabilita dal piano. “Salvi” anche gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali per i quali le autorità comunali abbiano già concesso deroghe ai limiti di temperatura dell’aria (motivate da esigenze tecnologiche o di produzione oppure nel caso in cui l’energia termica per la climatizzazione degli ambienti derivi da sorgente non utilizzabile in altro modo in modo conveniente).

Esenzione per gli edifici “ecologici”

Per gli edifici (pubblici e privati) dotati di impianti alimentati prevalentemente a energie rinnovabili non scatteranno le limitazioni alla durata giornaliera (vale a dire un’ora in meno di riscaldamento) né quelli sulla temperatura che perciò non dovrà essere impostata con un grado in meno.

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