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Aspi, in Emilia-Romagna investimenti per 6,5 miliardi in quattro anni

A Bologna un seminario dedicato al piano di potenziamento e ammodernamento della rete autostradale in Emilia-Romagna.L’ad Aspi Tomasi: «Entro fine anno i primi cantieri del Passante»

di Ilaria Vesentini

(ANSA)

2' di lettura

«Da qui ai prossimi quattro anni metteremo a terra un volume di interventi per 4 miliardi di euro in Emilia-Romagna, quasi il doppio di quanto già realizzato nell'ultimo decennio, per un totale di 6,5 miliardi. Lo snodo di Bologna, con il Passante di mezzo, assieme a Firenze e a Genova sono il cuore pulsante della mobilità dell'Italia e da qui passa la ricchezza del Paese, perché gli asset produttivi si sviluppano vicino ai caselli e vivono di logistica su gomma, in un Paese come il nostro dove il rapporto tra ferro e gomma è 1 a 11 e dove anche raddoppiare le ferrovie non risolve il problema di congestione della rete autostradale».

Con queste parole l’ad di Autostrade, Roberto Tomasi, lancia un messaggio chiaro anche al nuovo Governo, durante l’incontro in viale Aldo Moro con il governatore della Regione Stefano Bonaccini per presentare le grandi opere in rampa di lancio: il danno del non-fare e di riprendere discussioni infinite su infrastrutture cruciali pronte a partire già a fine 2022, non è solo il tempo perso in coda nel crocevia d'Italia ma le opportunità produttive che sfumano e delocalizzano.

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Oltre al miliardo e mezzo per il Passante di mezzo (unica soluzione davvero sostenibile, quella di allargamento in sede di autostrada e tangenziale attorno a Bologna, anche in termini di processo di realizzazione, rimarca Aspi), sono pronti a essere cantierizzati il raddoppio dell'A13 Ferrara-Bologna (più di 800 milioni di intervento), il potenziamento dell'A14 tra Bologna San Lazzaro e la diramazione per Ravenna (oltre 300 milioni di opere, cui si aggiungono 83,5 milioni per la Complanare nord) e la nuova tangenziale di Modena (60 milioni).

Un totale di 2,7 miliardi di investimenti «che diventeranno quasi 3 se vogliamo considerare l’impatto dell’incremento dei prezzi – spiega Tomasi – e che si sommano a interventi minori ma non meno importanti per ammodernare la rete. Partiremo alla fine di quest’anno con la realizzazione del Passante di Bologna, cui seguirà il lavoro sulla A13, tutti cantieri che chiuderemo nel giro di tre-quattro anni».

«Partite il prima possibile: nel 2023 o aprite i cantieri o interverrò, non in questo modo, alle prossime occasioni», avverte il presidente della Regione, per il timore condiviso da molti che la destra rimetta in discussione soluzioni già approvate, finanziate e attese da decenni. «Gli impegni sono calendarizzati – rimarca Bonaccini – e le tre opere sono per noi e per tutto il Paese fondamentali, sia nell’asse verso il Veneto che in quello verso la Romagna, oltre ai due caselli autostradali molto importanti. Lo abbiamo visto con quello di Valsamoggia che impatto economico e sociale hanno i caselli (qui sono arrivati oltre un miliardo di investimenti, tecnologie d'avanguardia e migliaia di posti di lavoro solo da Philip Morris, ndr)». E il dato del +3% di traffico pesante sulle nostre autostrade rispetto al 2019, nonostante il Pil del Paese sia ancora al di sotto della situazione pre-Covid, fa capire chiaramente l'urgenza di fare e fare in fretta.


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