ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDefinito lo schema

Autostrade, riparte trattativa con Cdp. Subito aumento poi Ipo con scissione

Proseguono i contatti tra la Cassa e Atlantia, il governo vuole l’intesa a stretto giro. Definito lo schema, advisor al lavoro sul riassetto: il prezzo è lo snodo chiave

di Laura Galvagni

Autostrade, la famiglia Benetton accetta le condizioni del governo

Proseguono i contatti tra la Cassa e Atlantia, il governo vuole l’intesa a stretto giro. Definito lo schema, advisor al lavoro sul riassetto: il prezzo è lo snodo chiave


3' di lettura

Trattativa ancora in corso tra Atlantia e Cdp su Autostrade per l’Italia. La nuova proposta della holding, che torna sostanzialmente al punto di partenza e ricalca passo a passo lo schema contenuto nell’intesa a suo tempo comunicata da Palazzo Chigi, è ora al vaglio della Cassa che nella tarda serata di venerdì ha riavviato le interlocuzioni con la compagnia. Lo ha fatto dopo un approfondito esame delle condizioni messe sul tavolo da Atlantia e con l’obiettivo di affinare la proposta. Di qui la ripresa dei contatti.

Colloqui che, si presume, proseguiranno per provare a declinare un accordo che rispetti quelle che sono le linee guida di uno schema già conosciuto: aumento di capitale per l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti in Aspi con una quota fino al 33%, vendita a investitori istituzionali di un pacchetto del 22% e successiva Ipo con scissione che diluisca la holding almeno al 12%.

Se questi sono i punti fermi, il resto va definito nel dettaglio. L’ambizione del governo sembra essere quella di poter siglare un’intesa complessiva per il 5 agosto, ossia immediatamente a valle dell’inaugurazione del Ponte di Genova. Nel mezzo, però va trovata anche la quadra sul pef, il piano economico finanziario di Autostrade.

In proposito venerdì si è svolto l’incontro tra Mit, Mef e Presidenza del Consiglio con i rappresentanti di Aspi per un ulteriore confronto sul progetto condiviso il 14 luglio scorso. In particolare, si è discusso dell’articolazione degli impegni che verranno assunti dal concessionario in termini di investimenti e tariffe, compresa l’erogazione degli oneri compensativi per un importo pari a 3,4 miliardi. Nella stessa riunione sono stati anche evidenziati alcuni elementi del Piano economico finanziario, presentato il 23 luglio, che necessitano di ulteriori approfondimenti. I rilievi saranno formalizzati ad Aspi e poi proseguiranno i contatti per definire i contorni anche dell’atto aggiuntivo. Il tutto dovrà poi essere sottoposto al parere dell’Avvocatura dello Stato.

Insomma mancano ancora diversi tasselli per completare il mosaico. Tuttavia i contatti proseguono e un’intesa di massima dovrebbe venir trovata nei prossimi giorni. Il traguardo, d’altra parte, non è ancora stato raggiunto perché il contesto è decisamente complicato e gli interessi di cui tener conto sono molteplici. Nel definire la procedura di riassetto va infatti tenuto conto delle ambizioni di stakeholders con obiettivi ben diversi. Da un lato c’è la pressione politica perchè la vicenda si chiuda in tempi rapidi e a certe condizioni e dall’altro ci sono gli azionisti della holding e i soci di Autostrade che non hanno alcuna intenzione di veder deprezzato il proprio investimento. Questi ultimi, recentemente, si sono mossi per far sentire la propria voce. Hanno scritto alla società e si sono rivolti anche a Bruxelles. Tra questi ci sono Tci, Gic, Hsbc, ma anche la Fondazione Crt e Allianz, azionista diretta di Aspi. Tuttavia, nell’ambito del processo di valutazione che verrà fatto dell’asset, sottolineano in molti, risulta difficile non tener conto degli sviluppi degli ultimi due anni, dalla tragedia del Ponte Morandi in poi, che hanno fatto emergere un quadro del tutto inatteso.

Cruciale, in ogni caso, per stabilire che futuro attende la concessionaria autostradale, anche in termini di valutazione è l’approvazione del pef. Passaggio quest’ultimo capace di mettere nero su bianco almeno un range di valutazione concreto di quella che può essere la valorizzazione dell’asset. Tci nei giorni scorsi aveva indicato come valore minimo pre-aumento 11-12 miliardi.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti