food tech

AsportoeDomicilio.com, il portale per il delivery che abbatte i costi per i ristoranti

Nuova piattaforma ideata dai fondatori di Soplaya per agevolare l’ingresso nel mercato e la gestione del cibo a domicilio

di Gianni Rusconi

3' di lettura

È andato online a metà novembre scorso con la finalità di offrire visibilità, a costo zero, agli operatori del settore della ristorazione e dei bar che intendono sfruttare il canale digitale per incontrare la domanda di piatti pronti da asporto o a domicilio. Un unico punto di incontro, in altre parole, per quei ristoranti attivi che puntano sull'home delivery e sul take-away per continuare l'attività nel rispetto delle prescrizioni previste per fronteggiare l'attuale situazione pandemica.

L'idea di AsportoeDomicilio.com, questo il nome della piattaforma in questione, è venuta ai fondatori di Soplaya, (start up friulana nata nel 2018 per funzionare come piazza di incontro B2B fra ristoratori e produttori) e segue un'altra iniziativa varata dalla società a favore dei ristoratori colpiti dalle misure di contenimento del virus durante il primo lockdown, e cioè un'offerta comprendente dilazioni di pagamento, sconti, possibilità di ordinare piccoli quantitativi molto frequentemente senza minimo d'ordine e consulenze gratuite.

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Il progetto, come spiega Mauro Germani, co-founder e Ceo di Soplaya (gli altri soci sono Gian Carlo Cesarin, Ivan Litsvinenka e Davide Marchesi), nasce in primo luogo per aiutare la rete di esercizi serviti da Soplaya su tutto il territorio nazionale (che sono oltre un migliaio, dalla ristorazione di alto livello al catering passando per le pizzerie), ma l’iscrizione è aperta e gratuita per tutti gli operatori, per incentivare quelle attività ancora poco avvezze al modello del food delivery e alle vendite online.
Al momento il sito raccoglie poco meno di un migliaio di ristoranti in tutta Italia e le località coperte sono in continuo aggiornamento, aumentando in modo proporzionale ad ogni registrazione di un nuovo locale sul portale.

Il valore che l’iniziativa vuole mettere in campo a favore dei ristoratori rispetto ai marketplace esistenti, anche nelle linee di sviluppo future che andranno oltre la visibilità offerta in fase di avvio dell’iniziativa, è quello di abbattere gli oneri (spesso non indifferenti) per la gestione del servizio di asporto e di delivery. Come? Sfruttando la sinergia degli altri partner che hanno sposato l'iniziativa, fra i quali l'Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, GetYourBill, Facile 626, RepUP, il Cluster Agro-Alimentare e Bioeconomia della Regione Friuli Venezia Giulia e soprattutto Dishcovery, startup specializzata nella creazione di menu in formato digitale e di interfacce utente per la finalizzazione dell'ordine effettuato online.

Al momento, conferma Germani, molte attività si avvalgono di personale interno per coprire la fase di consegna mentre in una fase successiva del progetto c'è l'idea di avvalersi di operatori di delivery specializzati per garantire lo stesso livello di servizio oggi garantito da Soplaya (consegna in 24 ore) in Friuli Venezia Giulia e Veneto.Difficile definire oggi le potenzialità di sviluppo di AsportoeDomicilio.com e quantificare i possibili investimenti (condivisi con i partner) destinati alla piattaforma ma un primo obiettivo, secondo i suoi ideatori, è già stato conseguito ed è quello di poter fidelizzare una clientela comunque già in fase di ulteriore espansione. Nel piano di sviluppo di Soplaya ci sono infatti Lombardia ed Emilia Romagna e la relativa apertura di nuovi hub logistici dislocati in punti chiave del territorio.

Nel frattempo la start up di Udine prosegue nella sua marcia per raggiungere il break even a bilancio, facendo leva sul round di finanziamento da 3,5 milioni di euro (guidato dal Venture Capital milanese P101 SGR in collaborazione con Cdp Venture Capital SGR) chiuso lo scorso luglio. Capitali che serviranno a consolidare un team (una trentina nel complesso i collaboratori a libro paga) che ha già beneficiato di recente dell'ingresso di professionisti in ambito informatico e logistico e a mettere nel mirino un mercato, quello del solo take-away che ha visto triplicare il proprio giro d'affari nel giro di pochissimi mesi arrivando, secondo le rilevazioni di Gfk Eurisko) a superare i 5,5 miliardi di euro. E tutto lascia pensare, con l'attuale scenario pandemico, che parliamo di un fenomeno in ulteriore crescita.

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