la rivolta di capitol hill

Usa, la cronaca dell’assalto al Congresso dei fan di Trump: 4 morti e 52 arresti

Camera e Senato hanno interrotto il processo di certificazione della vittoria di Joe Biden in seguito alla proteste dei fan del presidente uscente. Proteste anche in Georgia

Usa, fan di Trump fanno irruzione dentro Capitol Hill

Camera e Senato hanno interrotto il processo di certificazione della vittoria di Joe Biden in seguito alla proteste dei fan del presidente uscente. Proteste anche in Georgia


3' di lettura

I democratici di Joe Biden conquistano anche il Congresso dopo la Casa Bianca ma l’America è in fiamme, con scene di guerriglia mai viste davanti a Capitol Hill, scontri e proteste fomentate direttamente da Donald Trump, che continua pericolosamente a rifiutare di riconoscere la sconfitta. «Ci hanno rubato le elezioni, non concederemo mai la vittoria a Joe Biden, i repubblicani che la certificheranno sono deboli e patetici», ha tuonato il presidente uscente davanti a migliaia di fan senza mascherina radunatisi davanti alla Casa Bianca per «salvare l’America» nel giorno in cui il Congresso era chiamato a ratificare i voti del collegio elettorale. Risultato: quattro morti e 52 arresti al termine di una giornata di scontri cui il presidente uscente, soltanto tardivamente, ha provato a porre fine con un video su Twitter che comunque continuava a sollevare dubbi sulla regolarità delle elezioni.

La violenza dei manifestanti

Trump non ha mollato neppure dopo la batosta del Senato, dove i dem hanno incassato una vittoria storica nella roccaforte repubblicana della Georgia. E nel pomeriggio di mercoledì 6 gennaio le proteste sono esplose tanto che un fiume di manifestanti pro-Trump ha fatto irruzione dentro il Congresso, mai successo prima, costringendo il parlamento a interrompere i lavori, la polizia ad usare i lacrimogeni e la sindaca di Washington a proclamare il coprifuoco nella capitale. «Immagini che non avremmo mai voluto vedere», ha commentato sbigottito il commissario Ue Paolo Gentiloni. Per tutto il giorno Trump non ha fatto altro che rilanciare le accuse di brogli, frutto di «un sistema elettorale peggio di quelli del terzo mondo», scagliandosi contro i dem per aver «rubato» anche i due ballottaggi in Georgia. «Avremo un presidente illegittimo, non possiamo permetterlo», ha arringato i suoi sostenitori, sbarcati in una capitale blindata per il timore di violenze e incidenti dopo i tafferugli che già si erano consumati nella notte.

Loading...

L’appello alla piazza

Per l’ultima spallata il presidente si è appellato non solo alla piazza ma anche ai parlamentari repubblicani, chiedendo una prova di lealtà che ha dilaniato il Gop, creando le premesse per un «partito di Trump». Il presidente uscente ha messo sotto pressione anche il finora fedele Mike Pence, chiamato a presiedere il Congresso in seduta plenaria. «Se Mike fa la cosa giusta vinciamo le elezioni, se non ci aiuta sarà un giorno triste per il nostro Paese», aveva detto nella speranza di fargli forzare la procedura. Ma il suo vice lo ha gelato con una nota: «La presidenza appartiene agli americani. Non ritengo che i padri fondatori volessero investire il vicepresidente con l’autorità unilaterale di decidere quali voti devono essere contati e quali no». E anche il leader dei senatori repubblicani Mitch McConnell gli ha voltato le spalle ammonendo che ribaltare la vittoria di Biden spingerebbe la democrazia in una «spirale mortale: le elezioni non sono state rubate. Non ci sono stati brogli. Il Congresso non può nominarsi come il board delle elezioni». Ma questo non ha impedito ad alcuni di loro, guidati dall’ex candidato presidenziale Ted Cruz, di contestare la vittoria di Biden in alcuni Stati, posticipandola a notte fonda. «Oggi non è la fine. È solo l’inizio», ha minacciato Trump.

Irruzione al Congresso dei seguaci di Trump che sfidano la polizia

Trump attacca Pence: «Non è coraggioso, vogliamo la verità»

Di lì a poco un attacco anche al suo vice. «Mike Pence non ha avuto il coraggio di fare quello che sarebbe stato necessario per proteggere il Paese e la costituzione, dando agli stati la possibilità di ratificare correttamente i voti. Gli Usa chiedono la verità». Lo ha twittato Donald Trump mentre i suoi sostenitori stanno manifestando in Congresso, dove è stata sospesa la certificazione dei voti a causa del lockdown.

Trump ai suoi fan: collaborate con polizia, state tranquilli

Di lì a poco un primo tweet di Donald Trump per calmare i suoi fan dopo che hanno assaltato Capitol Hill: «Per favore, supportate la nostra polizia e le nostre forze dell’ordine. Sono davvero dalla parte del nostro Paese. State tranquilli. Chiedo a tutti coloro al Capitol di restare pacifici. Nessuna violenza! Ricordate che siamo il partito dell’ordine e della legalità».

Ivanka Trump, la violenza deve cessare immediatamente

Anche dalla famiglia del presidente arrivano condanne verso le azioni dei supporter trumpiani. «Patrioti americani, ogni violazione o mancanza rispetto delle nostre forze dell’ordine è inaccettabile. La violenza deve cessare immediatamente». Lo twitta Ivanka Trump, la figlia-consigliera di Donald Trump.

Romney: Trump ha creato questa insurrezione

Severi con l’accaduto i membri dell’establishment repubblicano «Ecco quel che il Presidente ha creato oggi. Questa insurrezione». Lo ha detto «con la rabbia nella voce» il senatore repubblicano Mitt Romney al New York Times. Romney con altri parlamentari è stato scortato «al sicuro» dalla polizia del Capitol.

Per approfondire

Sì, il Dio del massacro è proprio lui: Donald Trump

Leggi l’articolo


Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti