INvestimenti

Asse tra Bei e Luiss su formazione e ricerca. Scannapieco: «Italia resta secondo paese beneficiario del Piano Juncker»

di Celestina Dominelli


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(Fotogramma)

2' di lettura

L’Italia resta ai primi posti tra gli Stati europei che più hanno beneficiato del piano Juncker: con quasi 9 miliardi di euro di finanziamenti approvati dalla Banca europea per gli investimenti con garanzia Efsi (il Fondo europeo per gli investimenti strategici), a ottobre 2018 la penisola rimane il secondo paese per impatto del piano di investimenti per l’Europa licenziato, come noto, dal Consiglio europeo a dicembre 2014. A tracciare il bilancio sugli effetti del piano, è stato stamane il vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco, nel corso di una lectio alla Luiss sul piano di investimenti per il Vecchio Continente a valle della firma tra Bei e la scuola di politica economica europea dell’ateneo romano (Luiss Sep) diretta da Marcello Messori.

Scannapieco: 67,3 miliardi di finanziamenti Efsi già approvati in Europa
Dopo un lungo e puntuale excursus sulle finalità delle Bei e le potenzialità del piano Juncker, Scannapieco ha fornito una fotografia aggiornata sui finanziamenti già approvati che ammontano, a livello europeo, a 67,3 miliardi (dato a ottobre 2018) e che si prevede sosterranno investimenti per un totale di oltre 344 miliardi. L’obiettivo iniziale fissato all’atto della creazione dell’Efsi, ha evidenziato il vicepresidente della Bei, «era di raggiungere il target di 315 miliardi di investimenti sostenuti entro la metà del 2018». A quella data, ha chiarito Scannapieco che è anche presidente del Fei (Fondo europeo per gli investimenti), «la Bei ha superato il target previsto avendo approvato operazioni per oltre 65 miliardi cui sono associati investimenti per oltre 335 miliardi».

L’accordo tra Bei e Luiss
Quanto all’accordo sottoscritto stamane - alla firma era presente anche il direttore generale della Luiss Giovanni Lo Storto -, l’asse tra la Bei e l’ateneo capitolino servirà a offrire opportunità formative e didattiche e un piano di ricerca per lo sviluppo dei mercati finanziari europei per il sostegno delle imprese. «Allargare il proprio orizzonte formativo e professionale sul panorama europeo - ha spiegato Lo Storto - imparando a guardare con una prospettiva più ampia e larga al ruolo dell’Italia nelle istituzioni Ue, è uno degli obiettivi di questo importante protocollo tra Luiss e Bei di cui siamo molto orgogliosi». Per la Luiss School of European Economy, gli ha fatto eco Messori, «è una grande opportunità per sviluppare relazioni sempre più necessarie a un consolidamento della posizione dell’Italia in Europa».

Un asse già consolidato
La collaborazione, ha aggiunto Scannapieco, «non si esaurisce nell’area formativa e della ricerca, ma vede la Bei affiancare l’università anche nel proprio pogramma di investimenti per migliorare le strutture per la didattica, l’apprendimento, l’innovazione, l’alloggio per studenti e anche l’efficienza energetica nei vari campus». Proprio pochi mesi fa, ha ricordato lo stesso Scannapieco, è stato firmato con la Luiss un contratto per 50 milioni di finanziamenti targati Bei per cofinanziare parte del programma di investimenti dell’ateneo per il rinnovo e l’allestimento di alcuni edifici all’interno dei campus di Roma e la costituzione di un Innovation Hub a Milano.

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