terzo settore

Asse Milano-Bologna, nasce maxi Ong che aiuterà nel mondo 14 milioni di persone

di Natascia Ronchetti

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(IMAGOECONOMICA)


2' di lettura

Bologna – Africa, Asia, America Latina. In tutto ventinove Paesi, dove potrà aiutare in totale circa 14 milioni di persone, tra beneficiari diretti e indiretti dei programmi di cooperazione allo sviluppo, costituiti per l’85% da donne e bambini.

Con l’unione tra WeWorld e GVC nasce in Italia un big del terzo settore. Un colosso della cooperazione internazionale che mira a raggiungere un primo obiettivo: rafforzare e consolidare gli interventi in emergenza in tutte le aree del mondo dove la popolazione è messa in ginocchio da guerre civili, carestie, povertà, sfruttamento; dove spesso la scuola alla portata di tutti è una ancora un miraggio, dove dilaga il fenomeno della violenza sulle donne e dove il sistema sanitario è a pezzi.

WeWorld Onlus ha vent’anni di vita – è stata fondata a Milano nel 1999 – e opera in vari Paesi del mondo a sostegno di donne e bambini. L’emiliana GVC è una invece una organizzazione non governativa con 48 anni di esperienza impegnata in venti Paesi nell’ambito della cooperazione e degli aiuti umanitari. Insieme potranno rafforzare l’impatto dei loro 129 programmi, che oggi coinvolgono direttamente oltre 2,4 milioni di persone e indirettamente altre 12,3 milioni, tra Paesi africani – Burkina Faso, Kenya, Burundi, Benin, Mozambico – , Paesi del Centro America – Nicaragua, Repubblica Dominicana, Haiti, Guatemala – e dell’Asia: tra questi ultimi India, Cambogia.

Le aree dove WeWorld-GVC Onlus sarà maggiormente presente sono la Palestina, il Libano, il Burundi, il Nicaragua, Haiti. In Palestina, in particolare, si concentreranno i programmi per garantire alla popolazione l’accesso alle risorse idriche e ai servizi igienico-sanitari e a progetti di sviluppo dell’economia locale. In Nicaragua sarà presente per aiutare le donne che subiscono violenza, ad Haiti per contrastare la malnutrizione infantile e sostenere l’accesso alle cure sanitarie. Mentre in Libano saranno consolidati i programmi di accoglienza e assistenza dei profughi siriani in fuga dalla guerra.

Alla guida della Onlus è stato nominato Marco Chiesara che sarà affiancato da Dina Taddia, consigliera delegata. Entrambi faranno parte di un consiglio di amministrazione costituito da otto componenti. «Oggi – dice Dina Taddia – possiamo realizzare progetti di maggiore efficacia nella lotta alla povertà e alle disuguaglianze». Per Chiesara l’unione rappresenta un passo importante per il mondo della cooperazione internazionale, grazie alle «storie di due realtà che sono complementari e ben radicate».

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