tenore di vita

Assegno di divorzio, per la Procura «serve equilibrio»

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Il criterio del tenore di vita goduto durante il matrimonio deve ancora essere preso a riferimento nelle cause di divorzio per valutare il diritto del coniuge più
debole a ricevere l’assegno divorzile. Lo ha chiesto il sostituto procuratore generale della Cassazione, Marcello Matera, alle sezioni unite della Suprema Corte che devono decidere se confermare o meno il verdetto Grilli che ha archiviato il tenore di vita.

La decisione degli ermellini sarà depositata tra circa un mese ma la decisone arriverà già nell’udienza in corso.

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«La premessa è che ogni singolo giudizio richiede necessariamente la valutazione delle peculiarità del caso concreto perché l'adozione di un unico
principio di giudizio, come quello stabilito dalla sentenza 'Grilli' corre il rischio di favorire una sorta di giustizia di classe».

Lo ha sottolineato Matera nella sua requisitoria davanti alle Sezioni unite che
discutono dell’accantonamento del criterio del tenore di vita dopo il verdetto “Grilli” del maggio 2017 con cui la Cassazione ha sancito con la sentenza del 10 maggio scorso (la 11504), pronunciata nel contenzioso fra l'ex ministro Vittorio Grilli e Lisa Lowenstein.

Si può anche convenire sul fatto che il criterio dell'autosufficienza - ha proseguito Matera - può essere preso come parametro di riferimento, ma non si può escludere di rapportarsi anche agli altri criteri stabiliti dalla legge quali la durata del matrimonio, l’apporto del coniuge al patrimonio familiare, il tenore di vita durante il matrimonio».

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