le vie della ripresa

Assegno di ricollocazione per 500mila

Maurizio Del Conte

3' di lettura

È pronto il piano per far decollare le politiche attive: in autunno l’assegno di ricollocazione, vale a dire il “voucher” da 250 a 5mila euro a seconda del grado di difficoltà nel reinserimento occupazionale di chi è uscito dall’azienda, entrerà a regime rivolgendosi a una platea potenziale di 4/500mila disoccupati l’anno (percettori di Naspi da almeno quattro mesi).

Non solo: il governo sta studiando, anche, una norma per “anticipare”, nelle crisi aziendali, il percorso di formazione e riqualificazione dei lavoratori “in esubero”: le misure di accompagnamento verso un altro impiego scatterebbero subito, cioè non più, come adesso, dopo il licenziamento, ma già in costanza del rapporto (per esempio, anche il giorno successivo al collocamento in cassa integrazione straordinaria). «In questo modo – ha detto il presidente di Anpal, Maurizio Del Conte – entreremo immediatamente in contatto con il gruppo di lavoratori in difficoltà. Si riuscirà così a disegnare meglio i singoli interventi di ricollocazione partendo però sempre dalla domanda delle imprese, che si dichiarano disponibili ad assumere personale in uscita da altre imprese».

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Del resto, l’urgenza di rilanciare i servizi per il lavoro in Italia è tutta nei numeri: il tasso di disoccupazione a giugno, seppur in calo, è comunque all’11,1% (le persone in cerca sono quasi 2,9 milioni - fonte Istat); e da quasi un anno, rileva l’Inps, le domande di Naspi viaggiano su valori piuttosto elevati, intorno alle 100mila istanze al mese, a fronte di un crollo delle richieste di cassa integrazione (anche per effetto delle norme più stringenti, e costose per i datori, introdotte dal Jobs act).

La sperimentazione poi dell’assegno di ricollocazione è andata così così: su circa 30mila lettere partite lo scorso anno, l’adesione dei disoccupati è stata pari a circa il 10%. È andata meglio, invece, quando si è trattato di intervenire su una crisi industriale concreta, come Almaviva: «Qui c’è stata maggiore attivazione – ha aggiunto Del Conte –. L’assegno di ricollocazione è stato preso dall’83% degli esuberi».

A inizio settembre il numero uno di Anpal incontrerà parti sociali e regioni per analizzare i risultati di «questo primo anno delle nuove politiche attive» e tracciare i passi successivi. Tra ottobre e novembre l’assegno di ricollocazione andrà a regime, coinvolgendo, come detto, un bacino potenziale di 4/500mila disoccupati l’anno: «Le risorse per partire ci sono (con i residui del 2017, circa 200milioni) – ha assicurato Del Conte – . Questi mesi ci hanno aiutato a tarare lo strumento. Stiamo ragionando, pure, su possibili modifiche all’assegno, per renderne più ampia la diffusione».

L’idea è irrobustire la seconda gamba della riforma Renzi-Poletti accendendo un faro proprio su lle vertenze aziendali, purtroppo ancora “vive”, specie nel settore manifatturiero. Qui l’ipotesi, da tradurre in norma in vista della legge di Bilancio, è aprire a una sorta di “ricollocazione anticipata”.

La nuova procedura potrebbe funzionare così. In caso di accordo con il sindacato, ha spiegato Del Conte, ai lavoratori collocati in Cigs verrebbe riconosciuto il diritto a chiedere all’Anpal l’immediata attribuzione dell’assegno di ricollocazione per essere, quindi, assistiti e formati verso un nuovo impiego. Se firmeranno poi un contratto a tempo indeterminato con un’altra azienda, avranno un altro vantaggio: si vedranno liquidato, come una tantum, il residuo trattamento di Cigs. Potrebbe essere introdotto, pure, un beneficio per il datore che colloca il lavoratore in Cigs: si potrebbe firmare un accordo conciliativo (in gergo, “accordo tombale”) per chiudere tutto il pregresso con l’interessato che risolve il rapporto d’impiego (si potrebbe prevedere, pure, un incentivo monetario per favorire l’uscita). «In questo modo – chiosa Del Conte – si disegnerebbe un percorso innovativo finalizzato anche a un altro lavoro, utilizzando in modo nuovo la stessa Cigs».

In vista della manovra d’autunno, accanto alla decontribuzione strutturale per la stabilizzazione dei giovani, si sta ragionando pure su un restyling degli attuali sgravi gestiti da Anpal: il bonus Sud e quello Occupazione legato a Garanzia giovani. Entrambe le misure stanno funzionando bene: con il bonus Sud sono stati assunti circa 70mila soggetti; con l’incentivo Occupazione intorno ai 40mila under29. «Se in legge di Bilancio entrerà la decontribuzione strutturale per i ragazzi il bonus Occupazione potrebbe esaurirsi a dicembre, per evitare doppioni – ha sottolineato Del Conte –. Lo sgravio Sud invece potrebbe essere rivisto e finalizzato solo ad agevolare le assunzioni delle platee più anziane o i disoccupati di più lunga durata».

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