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Assegno ponte per i figli, c’è tempo fino al 30 settembre per chiedere gli arretrati: ecco come fare

In caso di presentazione successiva, la prestazione sarà riconosciuta dall’Inps a partire dal primo giorno del mese di presentazione della domanda. La misura ponte accompagna la riforma, che andrà a regime dal gennaio 2022

di Andrea Carli

Assegno per i figli in media di 962 euro, domande all'Inps da luglio

3' di lettura

Una settimana appena. Il conto alla rovescia prima che si chiuda la finestra per i pagamenti retroattivi dell’assegno “assegno ponte” (o anche “assegno temporaneo per i figli minori”), lo strumento che anticipa da quest’anno quell’assegno unico e universale che esordirà nel 2022. Manca veramente poco: per le domande che saranno presentate all’Inps entro il 30 settembre di quest’anno l'assegno temporaneo sarà riconosciuto dal mese di luglio 2021. In caso di presentazione successiva al 30, invece, la prestazione sarà riconosciuta a partire dal primo giorno del mese di presentazione della domanda (e quindi senza gli importi da luglio a settembre).

Assegno ponte

Si tratta del cosiddetto “assegno ponte” destinato fino a fine anno ad anticipare l'entrata in vigore da gennaio 2022 del nuovo assegno unico universale per le famiglie. Una soluzione temporanea nell'attesa di adottare i decreti legislativi che daranno attuazione alla riforma prevista dalla Legge di delega a partire dall’anno prossimo. L'assegno unico universale per i figli minori è compatibile con le attuali misure assistenziali a sostegno della famiglia e col Reddito di cittadinanza. La platea dei beneficiari è di oltre un milione e mezzo di famiglie di disoccupati e autonomi.

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Chi sono i beneficiari

Nella fase transitoria fino al 31 dicembre 2021, l'assegno è destinato a tutti i nuclei familiari che oggi sono esclusi dagli assegni al nucleo familiare. La platea si compone di coloro che, prima dell’introduzione di questa misura, non beneficiavano a differenza dei lavoratori dipendenti, degli assegni al nucleo: una platea molto eterogenea fatta da soggetti inattivi, percettori del reddito di cittadinanza, lavoratori autonomi, ma anche lavoratori dipendenti oggi esclusi dagli assegni al nucleo per ragioni di reddito familiare (livello e composizione).

Come fare domanda

La finestra per chiedere l’assegno temporaneo per i figli minori si è aperta a luglio. E si chiuderà il 31 dicembre. La domanda può essere fatta attraverso il sito dell’istituto di previdenza, tramite il Contact center integrato (numero verde gratuito da rete fissa 803 164 o 06 164 164 da rete mobile a pagamento) o, infine, attraverso i patronati, utilizzando i servizi offerti da essi offerti gratuitamente. I beneficiari di Reddito di cittadinanza non devono presentare domanda, la quota spettante di assegno viene corrisposta automaticamente dall'Inps sulla carta di pagamento RdC. In generale, viene accreditato dall'ente di previdenza attraverso 5 canali: su conto corrente bancario o postale, con bonifico domiciliato presso lo sportello postale, su libretto postale, su conto corrente estero area Sepa e carta prepagata con Iban.

Dichiarazione sostitutiva unica anche dopo la domanda, purché entro 30 settembre

In via transitoria, per le domande di assegno effettuate entro il 30 settembre è possibile presentare la DSU (Dichiarazione sostitutiva unica) anche successivamente alla domanda, purché entro questo mese.

Che cosa è l’assegno temporaneo

L'assegno temporaneo è una prestazione transitoria, prevista dal 1° luglio al 31 dicembre 2021, destinata alle famiglie in possesso dei requisiti previsti dalla legge per ogni figlio minore di 18 anni, inclusi i figli minori adottati e in affido preadottivo. La misura, finalizzata a dare un sostegno immediato alla genitorialità e alla natalità, è stata adottata in attesa dell'attuazione dell'assegno unico e universale che dovrà riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli. In particolare, come ha spiegato il 22 giugno il presidente dell’Inps Pasquale Tridico in occasione di un’audizione in commissione Lavoro del Senato sul decreto legge che ha istituito questa soluzione (approvato dal Consiglio dei ministri il 4 giugno e in via definitiva dalla Camera il 28 luglio), l’obiettivo del nuovo assegno unico e universale è la graduale sostituzione o eliminazione di tutte le precedenti misure di sostegno alla genitorialità, alla natalità e ai carichi familiari: detrazioni fiscali per figli a carico, assegni al nucleo familiare e ai nuclei con almeno tre figli minori riconosciuti dai Comuni, l'assegno di natalità o premio alla nascita. «Tutte queste misure - ha chiarito Tridico in quell’occasione - raccolgono circa 20 miliardi di euro all'anno».

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