ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI chiarimenti

Assegno unico per i figli, cosa succede se uno dei genitori non firma

Primi chiarimenti dall’Inps: serve il doppio ok all’istanza tramite Spid altrimenti si riceve solo la metà

di Michela Finizio

Assegno unico, stima 11milioni, molti a minimo 50 euro

2' di lettura

Se il secondo genitore non completerà la domanda, il primo genitore richiedente riceverà solo il 50% dell’assegno unico per i figli. Ad annunciarlo è stato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in audizione alla commissione Affari sociali della Camera, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo che istituisce l’assegno unico per i figli. In attesa delle istruzioni operative dell’istituto che consentiranno di dare il via alle domande da gennaio 2022, è già noto che la pratica dovrà essere «sottoscritta» da entrambi i genitori responsabili, beneficiari al 50% dell’importo spettante.

«Il genitore che si collegherà – ha spiegato Tridico – farà la propria domanda e riceverà il 50 per cento. Entrambi poi devono avere lo Spid: l’altro genitore riceverà un Sms e, nel momento in cui completerà la domanda, potrà inserire i sui dati per ricevere l’altro 50% oppure chiedere di versare il 100% interamente al genitore richiedente». Una procedura che, così descritta, potrebbe trovare qualche famiglia impreparata, con un solo genitore dotato di Spid, oppure alimentare disagi nelle situazioni di conflittualità familiare.

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La platea

L’assegno unico raggiungerà 11 milioni di figli e si stima che nel 2022 verranno elaborati 8,5 milioni di Isee, contro gli attuali 7-7,5 milioni. «Probabilmente – ha detto Tridico – molti cittadini non lo faranno. O perché hanno redditi tali da superare la soglia oltre cui spetta la quota minima. O perché legittimamente reputano di non dover dare all’Istituto i propri dati sulle ricchezze».

I Caf, dunque, dovrebbero riuscire a sostenere le pratiche grazie ai 130 milioni stanziati, anche se «il legislatore – ha ricordato il presidente Inps – dovrà porsi il problema di come finanziare un Isee crescente». A tal fine va potenziata anche la procedura fai-da-te online dell’Isee precompilato, finora scelta dal 12% dei richiedenti.

Proprio sull’Isee è intervenuta la stessa commissione Affari sociali nel parere inviato al Governo sul decreto, auspicando che eventuali risorse aggiuntive vengano usate per ridurre il peso della componente patrimoniale nel calcolo dell’indicatore e per ridurre la progressività degli importi oggi prevista per i redditi più elevati.

I nodi critici

Per quanto riguarda la suddivisione al 50% dell’assegno tra i genitori, la Commissione ha inoltre sottolineato che nel decreto attuativo mancano indicazioni precise in riferimento alla condizione dei minori in affidamento familiare (legge 184/1983 e successive modifiche): il giudice, anche in relazione alla durata dell’affidamento, può disporre che gli assegni familiari siano temporaneamente erogati a favore dell’affidatario.

E si sottolinea che, nel caso di affidamento condiviso ma collocazione prevalente o esclusiva presso uno dei due genitori, al netto degli obblighi di mantenimento già definiti ed erogati, il decreto legislativo potrebbe prevedere che l’intero importo dell’assegno sia assegnato direttamente al collocatario esclusivo.

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