ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùAiuti alle famiglie

Assegno unico, parte la corsa al rinnovo dell’Isee. A febbraio mensilità più ricca

Entro il 28 febbraio va rinnovato l’indicatore altrimenti verrà assegnata la quota minima che già va al 18% dei beneficiari

di Michela Finizio

L'assegno unico a oltre 5 milioni di famiglie

5' di lettura

Parte la corsa al rinnovo dell’Isee per 5 milioni 330mila famiglie beneficiarie dell’assegno unico universale. Anche se il Governo ha annunciato di voler intervenire nei prossimi mesi proprio su questo punto, gli importi spettanti per ciascun figlio raggiunto dalla misura saranno modulati in base all’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) del nucleo familiare anche nel 2023.

C’è tempo fino al 28 di febbraio per inviare la Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica) all’Inps e ottenere l’aggiornamento dell’indicatore, altrimenti a partire dalla mensilità di marzo verrà erogata solamente la quota minima di 50 euro per ciascun figlio. A quel punto solo chi aggiornerà l’Isee entro il 30 giugno potrà ottenere gli importi arretrati ricalcolati in base al parametro dal mese di marzo: chi lo farà dopo, li riceverà modulati in base all’indicatore solo dal momento di presentazione della Dsu.

Loading...
Loading...

Chi deve rinnovare l’Isee

Su un totale di 8.446.512 figli raggiunti, sono il 18,6% quelli a cui l’assegno unico viene riconosciuto in assenza di un Isee in corso di validità del nucleo familiare di appartenenza (in tutto 1.567.607, in base ai dati Inps a fine novembre 2022). A non aver presentato l’Isee l’anno scorso, dunque, sono state numerose famiglie interessate dalla misura, nonostante risulti “superfluo” averlo solo per coloro che superano i 40mila euro: solo oltre questa soglia spetta comunque la quota minima universale. Stupisce ancor di più notare, nonostante i correttivi previsti in questi casi alla scala di equivalenza, che l’Isee non è stato presentato per ben 42.899 figli disabili a cui viene riconosciuta la misura, quindi, in forma minima.

Per gli altri figli beneficiari, per cui è stato compilato un Isee nel 2022 (6,88 milioni), resta necessario presentare la nuova Dsu entro il prossimo 28 febbraio per continuare a percepire le somme spettanti in base alla situazione economica. Altrimenti, ad esempio, per 3,98 milioni di figli con Isee inferiore a 15mila euro, da marzo l’assegno potrebbe scendere dai 195 euro riconosciuti in media in questa fascia ai 50 della quota minima.

La stessa scadenza va rispettata anche dai circa 350mila nuclei a cui gli importi vengono riconosciuti insieme al reddito di cittadinanza, per cui il rinnovo dell’Isee si rende doppiamente necessario per mantenere entrambe le prestazioni sociali.

VAI AL CALCOLATORE DELL’ASSEGNO UNICO

Modifiche e conguagli

Non occorrerà, invece, presentare una nuova domanda di assegno unico: chi già percepisce l’assegno riceverà in automatico la nuova annualità, che scatta da marzo 2023 a marzo 2024. A dover presentare una nuova domanda sarà solo chi non l’ha ancora fatto e non è ancora raggiunto dalla misura (in 72mila l’hanno inviata tra dicembre e gennaio, fa sapere l’Inps). Così come dovranno intervenire “modificandola” tutti coloro che hanno situazioni familiari da aggiornare (nascita di figli, variazione/inserimento della condizione di disabilità, separazione, variazioni Iban, maggiore età dei figli): le modifiche andranno anch’esse inserite entro fine febbraio per poter ottenere gli importi “aggiustati” da marzo. Altrimenti il rischio è sempre quello di cadere nella trappola dei conguagli.

Gli aggiustamenti degli importi in corso d’anno (sia al rialzo sia al ribasso) «sono fisiologici», fa sapere l’Inps, «per una misura come l’assegno unico che può variare nell’importo spettante o nella decorrenza». Accade, ad esempio, se si presentano l’Isee o le modifiche entro il 30 giugno; con l’inserimento di un nuovo nato, per gli importi riconosciuti dal settimo mese di gravidanza; si è dovuto procedere a conguaglio anche per alcune maggiorazioni, ad esempio quelle stabilite in corso d’anno dal Dl 73/2022 per i figli disabili (dal 2023 approvate a regime) o quelle per i nuclei numerosi dopo il chiarimento sui figli da considerare ai fini del calcolo.

Mensilità di febbraio più ricca

Nel frattempo la legge di Bilancio ha approvato per il 2023 altri ritocchi:

- l’aumento del 50% della maggiorazione mensile da 100 a 150 euro per i nuclei con almeno 4 figli;

- l’aumento del 50% dell’assegno per i nuclei con tre o più figli a carico, limitatamente agli importi per i figli di età compresa tra uno e tre anni, per livelli di Isee fino a 40mila euro;

- l’aumento del 50% dell’assegno per i nuclei familiari con figli di età inferiore a un anno.

Questi aumenti saranno riconosciuti, come già anticipato dall’Inps, a partire dalla mensilità pagata a febbraio, con cui verrà corrisposto anche l’arretrato di gennaio. Il prossimo mese verrà applicata anche la rivalutazione in base al costo della vita sia degli importi sia delle soglie Isee (sempre con l’arretrato di gennaio): un decreto ministeriale presto ufficializzerà il tasso da applicare.

LE NOVITÀ IN SINTESI CON GLI ESEMPI

1) La rivalutazione degli importi e delle soglie Isee. Nel 2023 gli importi e le soglie Isee dell'assegno unico terranno conto anche della rivalutazione legata all'aumento del costo della vita, valore che però dovrebbe essere ufficializzato da un decreto ministeriale entro la metà di gennaio. Questi aumenti - previsti dall'articolo 4, comma 11 del Dlgs 230/2021 - saranno riconosciuti, come già anticipato dall'Inps, dalla mensilità pagata a febbraio e, nel caso, verranno corrisposti anche eventuali arretrati. Esempio: una ipotetica rivalutazione del 7,3% porterebbe la quota massima da 175 euro a 187,8 euro, spostando la soglia da 15mila euro di Isee a 16.095 euro.

2) Il forfait per le famiglie numerose sale a 150 euro. In base all'articolo 1, comma 357 della legge 197/2022, sempre con l'inizio del nuovo anno, scatta l'incremento a 150 euro dell'importo attuale (100 euro) della maggiorazione corrisposta nei nuclei familiari con quattro o più figli.

3) La maggiorazione del 50% per i figli nati nell’anno. La stessa legge di Bilancio per il 2023 ha disposto, inoltre, che l'importo “standard” dell'assegno (al netto delle eventuali maggiorazioni applicate) sia maggiorato del 50% per ciascun figlio di età inferiore a un anno, a prescindere dall'Isee. Esempio: Isee da 31mila euro, due figli di cui uno con età inferiore a un anno, genitori entrambi lavoratori: l'assegno passa da 211,6 a 259,1 euro.

4) Maggiorazione del 50% per chi ha tre figli e piccoli. La stessa maggiorazione scatta nei nuclei familiari con almeno tre figli per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni, ma in questo caso l'Isee non deve superare i 40mila euro. Esempio: Isee da 31mila euro e tre figli, di cui uno di 2 e e un altro di 3 anni, con genitori entrambi lavoratori: l'assegno passa da 357,6 a 452,6 euro.

5) Confermate a regime le misure extra per i figli disabili. Vengono approvate a regime le modifiche introdotte con il Dl Semplificazioni (n. 73/2022) per i figli disabili: l'assegno per i figli disabili sarà di un massimo di 175 euro (con Isee fino a 15.000 euro) a cui andranno aggiunti, anche per i figli fino a 21 anni, a titolo di maggiorazione, fino a 105 euro mensili in caso di non autosufficienza del figlio.È stato inoltre stabilizzato l'incremento di 120 euro della maggiorazione “compensativa” prevista nel 2022 per le famiglie con un Isee non superiore a 25mila euro, che nel 2021 avevano percepito l'assegno per il nucleo familiare (Anf) e che hanno almeno un figlio disabile. La maggiorazione è dovuta solo se la differenza tra la somma delle componenti familiare e fiscale sottratta all'ammontare dell'assegno ha valore positivo.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti