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Assegno unico, ultimo mese per chiedere gli arretrati. Rischio Isee a pagamento

Le risorse stanziate si esauriranno nei primi giorni di giugno. Per gli utenti la scelta sarà tra rinunciare al servizio oppure pagarlo, ad un prezzo che molto difficilmente sarà inferiore a 20-25 euro.

Le novità introdotte dall'Assegno Unico Universale INPS

2' di lettura

Le famiglie italiane hanno tempo fino al 30 giugno per presentare la richiesta di assegno unico e universale con diritto agli arretrati da marzo. Dopo questa data spetteranno solo le rate correnti. All’appello mancano ancora centinaia di migliaia di potenziali beneficiari, ai quali nella maggior parte dei casi servirà l’Isee (altrimenti l’assegno sarà riconosciuto solo nella misura minima di 50 euro mensili).

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L’assegno unico è un sostegno economico a tutte le famiglie che hanno figli a carico. Niente di strano quindi che di Isee ne vengano chiesti e compilati sempre di più. La previsione è di arrivare almeno a 10 milioni quest’anno. Ed è probabile che almeno una parte di loro si decida a provvedere negli ultimi giorni disponibili.

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Isee a rischio pagamento

Ma c’è un problema: oggi per i cittadini la compilazione è gratuita, perché lo Stato riconosce ai Caf (i centri di assistenza fiscale che si occupano anche di questa incombenza per conto delle famiglie italiane) 16 euro per ciascuna dichiarazione. Con i numeri attuali, però, le risorse stanziate si esauriranno nei primi giorni del prossimo mese di giugno. Il rischio è concreto. L’allarme viene dagli stessi Caf. Per gli utenti la scelta sarà tra rinunciare al servizio oppure pagarlo, ad un prezzo che sarà fissato autonomamente da ciascun centro di assistenza ma che molto difficilmente sarà inferiore a 20-25 euro.

Boom di richieste con l’assegno unico

La compilazione dell’Isee richiede l’acquisizione di una serie di dati, da quelli reddituali a quelli relativi agli immobili eventualmente posseduti, fino alle giacenze sui conti bancari e agli investimenti. E le dichiarazioni Isee sono necessarie per l’accesso ad una serie di prestazioni sociali, come il reddito di cittadinanza o le tariffe agevolate di asili nido, mense scolastiche e università. Ma il boom di richieste si è registrato con l’entrata in vigore dell'Assegno Unico e Universale versato a partire da marzo 2022, fino a febbraio 2023.

Come funziona l’assegno

Come detto, presentando la domanda entro il 30 giugno l'assegno è riconosciuto comunque a partire da marzo. Per le domande presentate dopo il 30 giugno, l'assegno spetterà dal mese successivo a quello della domanda. Chi percepisce il reddito di cittadinanza non deve presentare la domanda, l'assegno è versato in automatico sulla carta RdC.

L'Assegno unico è un sostegno economico alle famiglie che hanno figli a carico a partire dal 7° mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni) e senza limiti di età per i figli disabili. È universale perché è garantito in misura minima a tutte le famiglie con figli a carico. È unico perché assorbe (dal mese di marzo) le altre misure a sostegno della famiglia, come il bonus premio alla nascita o all'adozione (bonus mamma domani), l'assegno di natalità (bonus bebè), l'assegno al nucleo familiare con almeno tre figli, gli assegni familiari e le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni. Resta invece valido il bonus asilo nido.

L’importo mensile

L'importo mensile va da un massimo di 175 euro a figlio per chi ha l'Isee inferiore a 15mila euro a un minimo di 50 euro a figlio per tutte le famiglie con Isee pari o sopra i 40mila euro oppure che non presentano l'Isee.

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